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Dritte di vita quotidiana consigli per non "perdersi" negli Usa  

GIi Stati Uniti sono per certi versi un mondo a parte. Per viverli bene, è meglio conoscere qualche trucchetto . Ecco i più importanti.  

MANCE. Si chiamano "Tip" e non sono una libera scelta: in hotel, bar e ristoranti vanno  sempre lasciate. In genere ammontano al 10‑15% del conto. Se ve ne dimenticate, ve lo ricorderanno i camerieri.

 CODE. Qui si chiamano line, e non queue come abbiamo imparato a scuola. Ce ne sono sempre, davanti ai migliori ristoranti e locali come all'ingresso dei principali monumenti. Quando è possibile, prenotate sempre in anticipo.

 VELOCITA. Se vi capita di guidare, informatevi sui limiti di velocità dello Stato in cui vi trovate. La polizia è inflessibile, anche sulle strade meno battute.

PERIFERIE. La pessima fama di molti quartieri non è un'esagerazione. Ma le distinzioni non sono così rigide: a New York, per esempio, ci sono zone tranquille nel Bronx e strade malfamate a Manhattan. Bada Informarsi bene.

INTERNET. In Usa è uno strumento quotidiano anche per casalinghe e pensionati. Prima di partire, scandagliate la rete: è piena di dritte su città ed eventi.

Quando andare In generale, le stagioni migliori sono quelle Intermedie, tarda pimavera o Inizio autunno. Perché molte città degli Stati Uniti hanno climi estremi: per esempio Las Vegas è rovente d'estate, Chicago è gelida d'inverno, New Vork è quasi una sintesi fra le due. Per il clima, la migliore scelta invernale è la Florida, dove si va In spiaggia tutto l'anno. informazioni più dettagliate sul clima di ogni città si trovano nella cartaguida, In apertura di servizio.

Documenti  passaporto valido per almeno sei mesi. Non è richiesto alcun visto

Vaccinazioni  non richieste  Lingua Inglese   Fuso orario dalle 6 ore in meno della costo atlantica alle 9 ore di quella pacifica

Valuta  Dollare Usa . La carta di credito è diffusissima: è sconsigliabile viaggiare negli States senza averne una nel portafoglio

Per telefonare dall'italla, comporre lo 001 e il prefisso della città senza zero. Dagli Usa per l'Italla: 011- 39 più il prefisso della città (con lo zero). Le carta telefoniche prepagate, che si trovano in qualsiasi supermarket, permettono di chiamare da qualsiasi apparecchio a costi contenuti

Informazioni generali  Info Usa, via F.lli Bandiera 4, 20068 Canzo di Peschiera Borromeo

(MI).Tel 02-55303366, 5473801

Internet:http://info-usa.it

 

Top in the usa Dieci città degli Stati Uniti per scegliere il vostro inverno a stelle e strisce: come vivono, cosa offrono. quanto costano. Dalle classiche come New Vork e San Francisco alle raffinate scoperte di Chicago e Boston.  

San Francisco La città che macina idee e rivoluzioni  dal beat a Silicon Valley  è la meta giusto per chi è avido di novità. E anche il posto dove la maggior parte degli americani vorrebbe vivere. Le temperature minime invernali vanno dagli 8 gradi di gennaio ai 10 di marzo. Da abbinare a Los Angeles o a una puntata  in tutti i sensi  a Las Vegas. Bella e alternativa. Per anticipare le tendenze Dai beat ai chip, molte delle nostre rivoluzioni sono nate qui. San Francisco, forse la più bella città Usa, è lo stop giusto per le menti aperte. E un po'alternative. Il museo Imperdibile il San Francisco Museuin of Modern Art (151 Third St.): da Klee a Rivera, e l'edificio non è da meno. Il negozio A sud del Market è pieno di magazzini discount e bei negozietti. Al sabato aprono molti spacci aziendali, con sconti fino al 50%.Il ristorante Granchi Dungeness o ostriche fritte al curry? Si può scegliere da Aqua (252 California St.), uno dei migliori ristoranti di pesce della città. La curiosità Al molo Pier 39, centinaia di otarie che ci si ammassano sopra ogni giorno.Il consiglio Ammirare il Golden Gate, il ponte‑simbolo della città, dal Vista Point di Marin, al Presidio.Lo sconsiglio Prendere il traghetto per la ex prigione di Alcatraz senza prenotare (tel. 5462700). A quasi impossibile. Da non perdere: Alcatraz  Il leggendario carcere ha sfrattato i detenuti e ha aperto ai turisti. Tutto è rimasto intatto dalle "gabbie"al cortile per " l'aria". Traghetti in partenza per l'isola dal molo 41, ma è meglio prenotare prima al 5462700.  

Respirate profondamente l'aria della West Coast e lasciatevi andare. Qualsiasi idea vi venga in mente, San Francisco è pronta ad assecondarla. Avete voglia di un’atmosfera latina? Andate a Mission, il quartiere dei murales e della cultura ispanica. Volete scoprire le ultime tendenze della musica jazz e rock? C'è la zona di South of Market, dove la concentrazione di estrosi locali che hanno preso il posto di vecchi laboratori è altissima. E poi ci sono Chinatown, Japantown e le notti scatenate di North Beach, lungo Columbus Avenue. La lista delle cose da fare e da vedere nella metropoli californiana è infinita e sempre all'insegna di un'atmosfera multietnica. Metà della popolazione di Frisco è nata all’estero e proprio da questo mix culturale (Silicon Valley compresa) nasce la spinta a essere costantemente all'avanguardia e a sorprendere chi arriva qui. Ma la città non è solo moda e idee. Anche la natura, tra la baia, i parchi urbani, l'oceano e il continuo saliscendi delle colline trasforma San Francisco in una continua occasione per spassarsela. Così, un giro al Golden Gate Park è l’occasione per andare alla scoperta degli otto isolati di Haight‑Ashbury, ex mecca dei figli dei fiori, che continua a mantenere uno stile alternativo. Pure i contrasti sono affascinanti: come quello tra la sagoma piramidale del grattacielo Transamerìcan e le case víttoriane di Paeffle Heights, il quartiere più esclusivo della città. Persino chi non sopporta le visite ai musei qui si diverte perché il centro del Yerba Buena Gardens (di cui fa parte il Museo d'Arte Moderna inaugurato nel '95) in estate si trasforma in un palcoscenico all'aperto per i concerti dal vivo. Se volete fermarvi un attimo non c'è problema: la metropoli, ormai conquistata dai trentenni, mette a disposizione 2 mila caffe, aperti dal mattino a notte fonda, dove decidere quale sarà la prossima idea da soddisfare.

QUANDO ANDARE  Frisco, dal clima particolarmente mite tutto l'anno, ha un unico problema: i grandi sbalzi di temperatura durante Il giorno a causa della nebbia che può fare scendere la temperatura di 10 e più gradi nel giro di poco tempo. Il periodo migliore comunque  è l'autunno, mentre agosto è Il mese più piovoso dell' anno.

DURATA DEL VIAGGIO  circa 11 ore Roma- SanFrancisco DOCUMENTI : passaporto valido. Il visto, della durata di tre mesi, viene dato sull'aereo. PER TELEFONARE dall’Italia è 001 408 per l’Italia 01139 

 Come arrivare : Quasi tutte le maggiori compagnie passano da San Francisco, ma particolarmente economica è la KLM (associata con la compagnia americana North West) che in bassa stagione fa vantaggiose offerte. Il costo del volo Milano-San Francisco è di un milione 180 mila lire (da Linate) e un milione 90 mila (da Malpensa). La compagnia offre la possibilità di avere un pacchetto con altri due voli per due città americane per pochi soldi in più. L'aeroporto è il San Francisco International Airport. Per andare in città potete prendere i Supershuttle, dei taxi collettivi comodi ed economici, che vi accompagnano fino a destinazione. Il prezzo è di 15 dollari a persona. La corsa in taxi costa invece circa 35 dollari.

  

   Las Vegas Se fremete al tavolo verde e/o adorate il kitsch, Las Vegas è il vostro paradiso. Qui tutto è grandioso, sfavillante e rigorosamente finto, fra piramidi e colonnoni romani. Sta nel deserto, ma l'inverno non è caldo: le minime vanno da 1 grado a gennaio a 7 in marzo. Las Vegas può essere un ' estensione da Los Angeles e San Francisco. La capitale dell'azzardo. E soprattutto del kitsch Un'insana passione per l'azzardo o per il kitsch formato gigante: sono le uniche due motivazioni che possono spingervi a Las Vegas, creata da un gangster nel dopoguerra in mezzo al deserto del Nevada. il museo Il Guinness World of Record Museum (2780 Las Vegas Blvd) onora gli strambi primati contenuti nel celebre libro. Il negozio Naturalmente il Gamblers General Store (800 S. Main St.), che vende ogni tipo di gioco vi possa venire in mente.  Il ristorante Il maestoso Palace Court, cucina francese, all'interno del Caesar Palace; o il tranquillo ed economico Robertas, a El Cortez.  La curiosità Il Freemont Street Experience è una passeggiata coperta di quattro isolati. Illuminata da due milioni di lampadine.  Il consiglio Per chi non vuole rischiare troppo, al Frontier Hotel le puntate minime sono ragionevoli. Lo sconsiglio Evitare il weekend: gli hotel costano il 30-40% in più.

Un mondo tanto kitsch e surreale, quello di Las Vegas, da sembrare quasi più irreale di una (vera) Disneyland. Nella mecca dell'azzardo è una sfida continua a stupire con effetti speciali e idee stravaganti a partire da quella di ricostruire, il più possibile fedeli all'originale, pezzi di mondo autentico (Parigi e New York, Venezia e Luxor), per poi trasformarli in hotel megagalattici. Alberghi quindi che per la loro originalità valgono da soli un viaggio in questa città senza limiti.  E pensare che i mormoni volevano stabilire in Nevada il quartier generale della moralità. Che errore... Qui e nello spettacolare deserto circostante, quel che conta (e da sempre) è il denaro. Terra simbolo della corsa all'oro e all'argento di metà Ottocento, oggi è a tutti gli effetti la "città-casa da gioco" simbolo degli Stati Uniti. L'apoteosi del consumismo allo stato puro, delle licenze matrimoniali facili e del "dove tutto è possibile". Agli albori dello Strip, la strada per antonomasia di Las Vegas, "vietato” era una parola priva di significato: non esistevano limiti di velocità, non si pagavano tasse e non c'era una legge che regolava l'azzardo. Alla fine, il legislatore ha messo il silenziatore a quest'oasi di anarchia, guardandosi però bene dal compromettere lo spirito di questa macchina da soldi. Benvenuti dunque a Vegas, la città dall'unica parola d’ordine: battere ogni parametro dell'eccesso. 

Tenta la fortuna. Sono più di 1500 i posti dove si può giocare con la sorte  5 miliardi di dollari, poco più di 8 mila 500 miliardi di lire: tanto hanno speso i giocatori-visitatori (occasionali e habitué) l'anno scorso. Il dato non sor­prende: in fondo, qui si gioca e si scommette su tutto (dal SuperBowl alle corse di cani e cavalli). E le possibilità sono pressoché infinite: negli oltre 1500 esercizi autorizzati (per lo più hotel e resort vacanza) si contano infatti 4300 tavoli da gioco e 140 mila slot machine (una curiosità: la più grande delle dimensioni di un caravan si trova nel Four Queens Hotel). Roulette, baccara , blackjack e poker, al tavolo e nelle immancabili  versioni elettroniche, attirano frotte di visitatori alla perenne ricerca dei colpaccio. Come quello messo a segno da una turista sessantenne che un paio d'anni fa ha incassato un jackpot da 12 milioni di dollari, su per giù 200 miliardi di lire. I giocatori, accaniti e non, è bene si diano appuntamento nell'area di Freemont Streat, tra Las Vegas Boulevard e Main Street, nel cuore della città: ad attenderli un mare di luci, e più di dieci casinò.

In mezzo secolo la città del gioco d’azzardo per antonomasia è diventata anche la meta più kitsch del pianeta. Dove tutto è estremo. A partire dagli alberghi

Luxor Apertura: ottobre '93 Segni particolari: per provare l'ebbrezza di un soggiorno all'interno di una piramide (da 30 piani).  Evidente l'assurdo storico. la Sfinge all'ingresso fa a pugni con i numerosi rimandi all'epoca d'oro dei faraoni di Luxor (dal tempio di Karnak ai geroglifici della Valle dei Re e delle Regine) ma poco importa: questo è lo spirito di Las Vegas. La chicca: l'ascensore inclinato di 40 gradi per seguire l'angolatura dell'edificio e il mega cinema-teatro IMAX tridimensionale: il primo di Vegas.  Stanze: 4427 (di cui 484 suites)     Dove: 3900 Las Vegas Boulevard South (The Strip all'incrocio con Tropicana Avenue, adiacente all'Excalibur Hotel‑Ca­sino), tel. 001-1702-262-4000.Costo: camera doppia a partire da 90 dollari.

  The StratosferApertura: aprile '96 Segni particolari: la torre che raggiunge la vertiginosa altezza di 275 metri: è l'edificio più elevato a occidente del Mississippi. La chicca: il ristorante girevole per una vista mozzafiato a 360 gradi, il ponte osservatorio (interno ed esterno) e le montagne russe più alte del mondo. Stanze: 1444 Dove: 2000 Las Vegas Boulevard South (The Strip in coincidenza con la Main Street), tel. 001-702-380-7777. Costo: una doppia a partire da 40 dollari.

 Circus Apertura: ottobre '68 Segni particolari: un po' casinò e un po' circo, è naturalmente il preferito dalle famiglie. La chicca: dal '93 è stato realizzato "The Adventuredome", il più grande parco divertimenti al coperto" negli States. Stanze: 3744  Dove: 2880 Las Vegas Boulevard South (The Strip, in coincidenza con la Main Street), tel.001-702-734-5897; Internet: www.circuscircuslasvegas.com. Costa: la doppia varia tra 49 e 99 dollari.

 The Venetian Apertura: giugno '99 Segni particolari: rivisitazione della città lagunare (con tanto di piazza San Marco, Canal Grande e Ponte di Rialto) che ambisce al titolo di albergo più grande dei mondo. Sorge sul sito dello storico albergo e casinò Sands: per le sue sale e nelle sue stanze sono passati gli uomini-simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, ed è stato uno dei luoghi di svago preferiti dalla mafia. La chicca: Grand Canal Shoppes", ovvero una sessantina tra i più esclusivi negozi del mondo in riva alla laguna del Nevada: e, tra un acquisto e l'altro, ci si rilassa con un giro in gondola o ci si fa belli nel fitness centre più esclusivo della città. Stanze: 3036 (tutte rigorosamente suites) Dove: 3355 Las Vegas Boulevard South (The Strip all'incrocio con Sands Avenue), tel 001-702-733-5000; Internet: www.venetian.corn,

Paris Apertura: settembre '99 Segni particolari: riprodurre l'essenza della Ville Lumiére (Arc de Triomphe, Champs‑Elysée, Opera Garnier e Senna), il più possibile fedele all’originale La chicca: la Tour Eiffel, una torre di 50 piani con ristorante (nouvelle-cuisine) a 30 metri d'altezza, ottimo punto di osservazione per godersi la Las Vegas Valley illuminata a giorno. Stanze: 2900 Dove: 3665 Las Vegas Boulevard South (The Strip, a due passi dal Bally's Hotel‑Casino), tel 001-702-967-4611. Costo: prezzi non ancora disponibili.

 MGM Apertura: dicembre '93 Segni particolari: alle spalle del gigantesco leone della celeberrima casa cinematografica Metro Goldwyn Mayer il più grande complesso (albergo e casinò) di Las Vegas: preparatevi a un'indigestione di ristoranti, slot-machines, piscine, teatri e negozi. Pronto al varo "The City of Entertainement", un parco divertimenti. La chicca: l'arena-spettacolo (Grand Garden Arena) da 15 mila posti è sede di concerti ed eventi sportivi (i mondiali di boxe) di caratura internazionale. Stanze. 5000. Dove: 3950 Las Vegas Boulevard South (The Strip all'incrocio con Tropicana Avenue), te]. 001-702-891-7777;  Internet: www.mgmgrand. com. Costo: camera doppia da 90 dollari.

 New York Apertura: gennaio '97 Segni particolari: tutto, ma proprio tutto, sembra fatto a immagine e somiglianza della Grande Mela. Reali, ma kitschissimi i mega grattacieli (oltre una dozzina), il Central Park e la Statua della Libertà: per chi ama il gioco d'azzardo, ma ha lasciato il cuore a New York. La chicca: montagne russe di Coney Island qui ribattezzate "Manhattan Express" Stanze: 2033 Dove: 3790 Las Vegas Boulevard South (The Strip all'incrocio con Tropicana Avenue), tel. 001-702-740-6969. Costo: doppia da 70 dollari in su.

 Caesar Palace Apertura: agosto '66 (rinnovato nel '98) Segni particolari. anche Roma ha il suo avanposto nel Nevada. Tutto, dagli oltre 20 ristoranti ai tre casinò, ricorda l'epopea imperiale. La chicca: "Forum Shops", un immenso mall che include tra archi e colonnati oltre un centinaio di boutique, ma anche Cleopatra's barge  discoteca -barca più apprezzata dagli amanti della notte. Stanze: 2471 Dove: 3570 Las Vegas Boulevard South (Th Strip all'angolo con Flamingo Road), te 001/702/731-7110 Costo: camera doppia da 130 dollari.

 Bellagio Apertura: ottobre '98 Segni particolari: l'hotel-casinò (36 piani) più costoso del mondo (1,7 miliardi di dollari) che riproduce (con tanto di gigantesco bacino d' acqua artificiale) le atmosfere del noto borgo affacciato sul lago di Como. La chicca: la minuscola, ma prestigiosa "Gallery of Fine Art" che mette in mostra Picasso Renoir, Monet e Van Gogh tutti originali...  Stanze: 3000 Dove: 3600 Las Vegas Boulevard South (The Strip all'incrocio con Flamingo Road), tel 001-702-639-4111;  Internet: www.bellagiolasvegas.com. Costo: una doppia tra 159 e 459 dollari; una suite da 375 dollari e fino a 1400 dollari

 Mandalay Bay Apertura: marzo'99 Segni particolari: suggestioni tropical in un mega complesso di 43 piani (una curiosità, tra il trentacinquesimo e il trentanovesimo piano ha trovato spazio l'hotel Four Seasons). La chicca: la laguna tropicale con tanto di spiaggia e di onde artificiali per fare surf. E la sera, una scappata a teatro per scoprire che il musical di Broadway ha ora trovato casa anche sullo Strip o in uno dei 15 ristoranti. Stanze: 3300 (escludendo il Four Seasons) Dove: 3950 Las Vegas Boulevard South (The Strip, poco a sud rispetto alla piramide di Luxor), tel. 001-702-632‑7777; Internet: www.mandalaybay.com. Costo: una doppia si paga tra 99 e 259 dollari. 

I numeri della città

Aeroporto: Las Vegas MacCarran International Airport: 800 i voli giornalieri e un chilometro e mezzo la distanza che separa lo scalo dallo Strip

Abitanti  436 mila Visitatori oltre 30 milioni l’anno

 Stanze di hotel disponibili: 109 mila Una notte in albergo: circa 66 dollari

Budget pro capite "speso" nel gioco d'azzardo: 469 dollari   Un pranzo e una cena: circa 20-25 dollari

 Cappelle per matrimoni 50  Distanza da Los Angeles: 500 chilometri Temperatura media: 20 gradi

Attrazioni naturali nei dintorni: a 56 chilometri, Mount Charleston (3600 metri di altezza) ottimo per sciare; a 216 chilometri, Death Valley (i fantastici scenari desertici della Valle della Morte); a 54 chilometri, Hoover Dam, una diga gigantesca, mirabile opera ingegnerisfica); a 40 chilometri, Lake Mead Nation Ricreation Area, Il "mare" di chi vive a Vegas con i suoi 900 chilometri di coste

Sito ufficiale: www.lasvegas24hours.com

 

New Orleans Per i fanatici della musica nera e dintorni, dal jazz più classico al gospel, New Orleans è una città da non perdere. Si suona per strada e nei locali, in un'atmosfera sempre frizzante. l'inverno è, vivibile, con temperature minime di 5 gradi a gennaio e 10 a marzo New Orleans può essere una buona estensione da Orlando e Miami. Dal jazz al gospel, alle radici della musica. In un pezzo di States che sa di Francia e Caribe Jazz, rhythm & blues, gospel: se questo è il genere di note che vi mette i brividi, New Orleans è la città che fa per voi. Ma non crediate di essere veramente in America: un po'di Francia e un po'di Caribe danno alla città un'atmosfera unica, frizzante e divertente.  il museo L'Old U. S. Mint, in Jackson Square, ospita mostre sulla musica Jazz e sul Mardi Gras, il famosissimo carnevale locale. il negozio Da non perdere il French Market, l'antico mercato francese in edifici d'epoca ora restaurati. Il ristorante Obbligatorio un assaggio di cucina Cajun (i discendenti dei primi coloni francesi), ricca di erbe e spezie (spesso piccanti): il "tempio" è K‑Paul's Louisiana Iútchen (416 Chartres St.). La curiosità Si naviga a suon di jazz sul battello fluviale Creole Queen, ormeggiato al molo Poydras St. Wharf. il consiglio Vivere New Orleans il più possibile per strada, soprattutto nel quartiere francese. C'è musica e movimento ovunque. Lo sconsiglio Uscire dalle zone turistiche. In quanto a pericolo, molti quartieri di New Orleans non hanno nulla da invidiare alle periferie delle grandi metropoli.

  New Orleans, 550 mila abitanti, maggiore città della Louisiana, uno degli stati del sud degli USA, è adagiata sulla sponda sinistra del Mississippi, a 170 chilometri dal delta del fiume.Un fiume che qui è largo come un mare, dai 400 agli 800 metri. Sul porto cittadino si concentrò il primo nucleo urbano, fondato nel 1718 da Le Moyne de Bineville con il nome di Nouvelle Orleans in onore del duca Filippo d'Orleans, reggente di Francia. Dell'antico insediamento francese è stata mantenuta la struttura urbana a semicerchio, derivata dalla disposizione delle prime piantagioni agricole perpendicolari al fiume e suddivise in lotti lungi e stretti. Divenuta capitale della Louisiana nel 1722, New Orleans ebbe un rapido sviluppo urbanistico legato agli schemi francesi. Nel 1763 venne ceduta alla Spagna e dopo il terribile incendio del 1788 venne ricostruita quasi completamente in stile spagnolo con palazzi dotati di cortili interni, i patio, abbelliti con piante e fontane e con facciate esterne arricchite da logge in ghi­sa stampata. Sono gli stessi palazzi che costituiscono il cuore di French Quarter o Vieux Carré Storyville, la parte più a nord di questo quartiere, agli inizi del se­colo era il quartiere a luci rosse.Fu nelle case di piacere di questa zona che i neri cominciarono a diffondere quei ritmi struggenti che hanno dato origine al jazz. Nel 1917, quando i bordelli vennero chiusi dalla legge, i musicisti furono costretti a trasferirsi in altre città. E cosi, il jazz si diffuse negli Stati Uniti e nel mondo. Il cuore del Vieux Carrè pulsa a Jackson Square, una piazza cinta da una bella cancellata e ombreggiata da piante tropicali. Era l'antica piazza d'arme. Oggi è l'anima pedonale della città.Una calamita per i turisti che si siedono all'aperto ai tavoli dei caffè guardandosi intorno.  

Tutte le mode sono qui rappresentate. Basta avere pazienza e curiosità, e prima o poi passeranno anche gli abiti più bizzarri. Un rito per chi arriva in piazza di buon mattino sono le colazioni del Café du Monde che si pregia di fare degli stupendi petit dejeneur alla francese. Ma non bisogna aspettarsi chissà quali golosità. I croissant sono un po' stopposi,forse deludenti. Il caffè è una specie di caffellatte che fa pensare con nostalgia ai cappuccini di casa nostra. Però, un rito è un rito, e allora tanto vale provare quello che per i cittadini del posto è una tappa d'obbligo. Alla caccia di mance si aggirano suonatori di sassofono e improvvisate band che si piazzano ovunque. Alcune di queste sono delle vere istituzioni (anche se non sembrerebbe visti gli abiti cenciosi). Con tanto di permesso delle autorità comunali hanno fatto della musica ambulante il loro lavoro. Sono gruppi che sbarcano il lunario suonando per strada e non sono per niente meno dignitosi di altri che si esibiscono al chiuso. Al centro della piazza si erge la statua equestre del generale Andrew Jackson, vincitore della battaglia di NewOrleans, da un lato invece si affaccia verso il Mississippi, che per la verità non si vede affatto.E' una piccola grande delusione, perché sarebbe uno spettacolo davvero suggestivo. Si nota piuttosto un alto argine di contenimento delle acque del fiume. Il quartiere infatti si trova molto al di sotto, per cui è stato necessario costruire questa diga alta quattro metri e lunga dieci. Sugli altri tre lati della Jackson Square si ergono la cattedrale di San Luigi, edificata nel 1792, il presbiterio, un tempo tribunale e oggi museo e i palazzi Pontalba fatti costruire dall'omonima baronessa fra il 1846 e il 1849. Sul lato est, ci si tuffa nel French Market, che ha preso il posto di un vecchio mercato indiano caratteri­stico, animato, ricco di colori. Il Vieux Carré è delimitato a ovest da Canal Street che costituisce il limite tra la città vecchia e quella nuova, costruita dai coloni di lingua inglese a partire dalla fine dell'Ottocento. Un repentino cambio di registro e dai palazzi di pochi piani si passa ai grattacieli, alle strutture avveniristiche, alla passeggiata lungo il Mississippi chiamata River Walk, con l'immancabile mega shopping center. La gente per bene, quella di oggi che ha fatto i milioni di dollari, vive invece a Garden District dove in mezzo al verde lussureggiante si nascondono ville sontuose e di grande scenografia. Sulla Charles street, la più elegante, si affacciano palazzi in stile vittoriano o neoclassico. Questa è anche la via delle università, tutte cattoliche nessuna laica, come se la loro presenza stesse lì a testimoniare l'altro cuore della città, puritano e moralista che fa da contraltare, come in molte città del sud degli USA, alla facciata permissiva e tollerante del French Quarter.>>

Musica, feste,colori al mardì gras Il carnevale è una parte profonda dell'anima di New Orleans. Senza, non si potrebbe comprendere lo spirito di gioco e di dissoluzione che permea la città Il suo nome Mardì Gras, trae origine dal martedì grasso europeo ma qui i festeggiamenti durano dodici giorni e comprendono una seriedi eventi di strada di cui le sfilate di  maschere una sessantina ogni anno, rappresentano quello più emozionante e coinvolgente. L'ultimo giorno, martedì, tutta la città si  ferma: per legge dello stato della Luisiana è un giorno di festa. Dal 1857, senza interruzioni, ogni anno si assiste a una serie di sfilate di carri mascherati. Gli americani che hanno il gusto delle statistiche ne hanno contati ben 1880 fino alI' anno scorso. Durante le sfilate dai carri mascherati si lanciano gadget oggetti di ogni sorta sulla folla assiepata a guardare. E' una pioggia continua e il grido della gente risuona di continuo: Throw me Something mister  (mi lanci qualcosa  signore ) Il più popolare dei "lanci" è il logo del carnevale che, se preso al volo diventa una specie di amuleto contro la sfortuna. Alle sfilate si accompagnano spettacoli  musicali e feste private, soprattutto nel French Quarter, che più di ogni altro si presta, a questo happening. Verso sera,  quando si accendono  le luci ros­se del quartiere, lungo Burbon street  e sulle laterali Throw me somethinq, diventa Show me something  (mostrami qualcosa)  E sono gli uomini a urlare da balconi e terrazze rivolgendosi alle ragazze che passano in strada. Fa ancora piuttosto freddo per spogliarsi, ma le coraggiose non mancano, così può anche capitare di assistere a uno strip tease improvvisato che lascia a bocca aperta. Organizza il carnevale una istituzione cittadina, chiamata, appunto, Mardì Gras i cui laboratori di maschere e pupazzi di cartapesta sono visitabili.

Una città con l'anima. Un' anima divisa in due: quella francese, godereccia e libertina, da una parte. Quel la creola legata alle origini, più nobile ed intellettuale, dall'altra.  Uno straordinario viaggio d'autore dentro e dietro la musica Un ritmo incalzante. Sull'onda di una serie interminabile di accordi struggenti e malinconici. Continuano il sax, il piano e la batteria della Olympia Brass Band. Strappano applausi e lacrime. Ci si emoziona e viene la pelle d'oca. Che musica si suona in questa città! E il Preservation Hall è uno dei templi sacri del jazz: qui suona le sue prime note Louis Armstrong e ancora qui molti altri miti calcano dopo di lui lo stesso palco. In verità, questa scena è oggi abbastanza mal ridotta, trasandata, sembra uno di quei localacci di periferia dove a mezzanotte salgono sul palco tre o quattro svogliati musicisti per ammazzare la noia degli avventori immersi nei fumi della birra. Ma l'aspetto tradisce (qui tra l'altro non si può nemmeno bere). Eccome! In questo bugigattolo sulla St. Peter Street di New Orleans c'è una coda continua di gente che attende anche per ore di entrare. Si aspetta che si liberi un tavolo, uno di quei tavoli scrostati e ballerini, con sedie sgangherate, afflitte dal peso degli anni. Chissà, forse sono le stesse su cui hanno poggiato le loro natiche danzanti King Oliver, Tony Jackson, Jelly Roll Morton, oltre al già citato Louis Armstrong e molti altri che hanno fatto la storia della musica. E che musica, e che New Orleans! Il French Quarter la notte cambia faccia e si trasforma. Una fiumana di folla si getta sulle strade. Bourbon street è ormai una leggenda, della musica ma anche del sesso. Night club e locali notturni di strip si susseguono senza interruzione. Sulla strada, i passanti vengono fermati dalle "butta dentro" le blue girls, ragazze dagli stupendi occhi azzurri che ti prendono per un braccio e ti trascinano nel locale. Musica e sesso. Uno a fianco all'altro. Porta a porta. Come se niente fosse. Basta solo scegliere l'entrata giusta, o almeno quella che ognuno ritiene giusta. Questo tutto l'anno, a carnevale, poi, le notti diventano incandescenti. Ci si mette in maschera. si balla e si canta meiritre scorrono fiumi di birra. Si torna a casa solo alle prime luci dell'alba. Viene a galla l'anima francese ed europea della città, quella più godereccia e libertina che sveglia dal torpore "1iase", come dicono qui, pigro, del clima umido e caldo subtropicale. "Lascia che il buon tempo si faccia godere", dice un detto dei primi colonizzatori francesi sbarcati sulle rive del Mississippi. E da allora non è più stato dimenticato. Li chiamavano caiun, e oggi cajun è una faccia della città. L'altra è creola. Una è paesana, contadina legata alle origini più ruspanti dei primi emigrati europei. Cajun è cibo e musica. Cajun è il termine usato per dire sfaccendato e pigro. L'altra anima, la creola, è invece quella più nobile e intellettuale. I creoli erano i figli di bianchi europei, francesi o spagnoli nati in America. Gente per bene, ricca, colta, che deteneva il potere. Il creolo era anche una lingua. Poi c'erano tutti gli altri, quelli dal colore scuro della pelle. Gente schiava e figlia di schiavi. Mulatti, quarteroni e meticci, figli degli originari indigeni. Colori che dal nero sfumano verso il marrone, con mille gradazioni di caffellatte.Un vero pot‑pourri di  razze; quel substrato culturale che oggi rende straordinaria questa città. Lo stesso che ha prodotto il jazz attingendo dalla tradizione musicale dei quartieri neri.                                                                                                 

Guida al viaggio Come arrivare: American Airlines (tel O2 679141), Milano-NewOrleans a/r, con scalo Intermedio a Chicago, da un milione 337 mila lire. Alitalia (teL 02 24992500 ), Roma/Mi-New Orleans (via NYC)  da un milione 477 mila lire. Durata del viaggio Roma NewOrleans 20 mila km 9h di aereo Distanza da Aeroporto a  Centro città 20 km 20-30 min ­  Dove dormire: Windsor Court Hotel (tel. 5236000) sulle rive del Mississippi. Ottima anche la soluzione dei bed & breakfast a 70-80 dolIari. Per prenotarli rivolgersi a: Bed & Brekfast inc . (tel. 1-800-729460; dall'italia 001-880 5621177); French Quarter Reservation Service (tel. 1-800-5239091; dall'italia 001-880 5239091); Room Finders Usa lnc. (tel. 1 -800 4737829, dall'Italla 001880 4737829). Dove mangiare: Arnaud's (813 rue Bienville, tel. 5230611), cucina creola di gran classe; Bacco (3109 Chartres st, tel. 5664920), Italiana con contaminazioni francesi; Brennan's (417 Royal str, tel. 5259711), d'obbligo almeno la colazione; Funky butt  (714 N. Rampart str) piatti creoli e vegetariani fino a mattina con jazz e brass band Dove ascoltare musica: Preservation Hall (726 St.Peter st. tel 5238939 ) tempio del jazz ; Huose of the blus (225 Decatur st, tel. 5241421) il locale di Dan Aykroyd dove è passato pure Zucchero; The Napoleon House (590 Chartres st, tel. 5249752) un buco al pian terreno di Old Girod House; The Absinthe Bar (40111 Bourbon st, tel. 5258108) ha ospitato personaggi Illustri dei calibro dei Rolling Stones; Pat O' Brian's (718 St. Peter si, tel. 5254M) uno dei più affollati e pazzi. Quanto costa la vita? Il  costo della vita è superiore del 20-30% il cambio lira-dollaro non gioca a favore, non è una città proibitiva.    Quando andare     I periodi migliori sono l'inverno , sempre mite  e la primavera. Il clima in generale è caldo umido.

 Los Angeles Se lo show business è il vostro sogno, Los Angeles è la meta: gli studios di Hollywood e il vero "Melrose Place" abitano qui. le temperature minime invernali vanno dal 9 gradi di gennaio ai 15 di marzo. Vale la pena di abbinarla a San Francisco o a Las VegasNella capitale dello show business: per chi vuole sentirsi come dentro un film   Una città sterminata, a misura d'automobile. Ma anche Hol­lywood, Disneyland e quartieri "televisivi" come Beverly HilIs e Melrose Place. Per chi vuole annusare lo show business.Il museo Il Wax Museum di Hollywood BIv. i divi di cinema e tv; da Fonzie a Cary Grant, sono a disposizione. In pura cera.Il negozio Libri e riviste su cinema e fotografie si trovano al Book Soup, 8818 Sunset Blv.Il ristorante Si cena in una locomotiva anni '20 al Pacífic Dining Car. Soprattutto carne e vini californiani.La curiosità Un bagno di Ca­lifornian way of lifle nelle spiagge di Santa Monica o Venice. Body building all'aria aperta, rollerblade e tutto quanto fa tendenza nel fitness. Il consiglio Effetti speciali, set, star: da non perdere un tour dietro le quinte degli studios cinematografici Universal e Warner Bros.Lo sconsiglio Comprare le mappe delle ville dei divi che i ragazzi vendono all'inizio di Beverly HilIs. Spesso sono del tutto infondate. E poi ricordatevi della legge sulla privacy...

Clima: Jack Nicholson e Los Angeles: "ll il posto dove la vita è più facile. Lo so che non è una cosa originale, ma ha un clima imbattibile". La California è lo stato dell'estate infinita (320 giorni di sole all'anno ... ) e anche a gennaio e febbraio, i mesi più freddi, la media della massima non scende mai al di sotto dei 18 gradi. Da marzo a novembre non rimarrete delusi.

Alberghi: Le soluzioni alloggio più economiche possono rivelarsi pericolose, meglio non scendere sotto i 35/40 dollari a notte. Gli amanti del mare optino per l'area di Venice e Santa Monica, quelli più danarosi per Beverly Hilis, dove vanno consigliati i morigerati The Littie Inn (10604 Santa Monica blvd., da 70 dollari la doppia) e lo Stars Inn (10269 Santa Monica blvd., da 65). Cattura lo spirito della grande LA dei passato The Argyle (8358 Sunset bldv., da 250), spiccano come resort urbani il Mondrian (8440 Sunset blvd, da 265) e il Ramada West Hollywood (8585 Santa Monica blvd., da 149). Le catene di motel (come Howard Johnson, Days Inn, Travelodge, Ramada, Super 8), vicino all'aeroporto, costituiscono un ottimo compromesso: si spendono circa 50 dollari a camera.  

Ristoranti & Bar: Nell'ex capitale della nouvelle cuisine made in Usa, la gamma di opzioni culinarie è proporzionale alla varietà etnica della megalopoli. I prezzi sono elevati nei locali su Melrose ave. e in quelli di Beverly Hilis e Santa Monica. Tra i più quotati, l'eclettico Calé la ßohème (8400 Santa Monica blvd.), il brasiliano Bossa Nove (685 North Robertson bivd.), il Dan Tana's (9071 Santa Monica blvd.), "best steak" per il Los Angeles Times e l'Hamburger Haven (8954 Santa Monica blvd.). Panorama sulle mille luci di L.A. a la Brasserle (1020 North San Vicente blvd.) e da Le Dome (8720 Sunset blvd.). Per gli amanti dello star watching raccomandiamo il Mortons (8764 Me[rose ave.) e il sofisticato bistrò Kass Bab (9010 Meirose ave.). Tra le stranezze l'02 (8788 Sunset bivd.), bar con aria pura al cento per cento. 

 Da vedere: Sole, mare colline, canyon, montagne, deserto e grandi spazi. Un El Dorado, dunque, ma anche periferie, folla, traffico, criminalità e povertà. Un gigantesco blob urbano che assomma l'atmosfera rilassata di Venice Beach e Santa Monica, le ville dei divi Beverly Hills (da non perdere la passeggiata e lo shopping in Rodeo Drive) e Bel Air (dove vive la maggior parte delle star), i ristoranti dell' interminabile Sunset boulevard e i club di Melrose avenue nel West Hollywood, gli studi di Hollywood. (il tris composto da Paramont Universal e Warner Studio), i qhetti, neri di South Central, la "latinità spinta" di Watts e il mondo fiabesco di Disneyland. Da qui si parte, alla volta dei grandi parchi (Sequoia Grand Canyon, Yosemite), della Valle della Morte e Las Vegas, di San Diego, della Baja Calitomia e San Francisco.  

Musei Cultura: Pur soffrendo di un innato complesso d'inferiorità culturale nei confronti della Grande Mela newyorchese, la Città degli Angeli vanta ben 35 musei, tra cui i recenti e spettacolari MOCA (250 South Grand avenue) e Paul Getty Museum (1200 Getty Center Drive), un'acropoli moderna datata '97 con vista mozzafiato sul Pacifico dalle colline di Malibu, oltre a un centinaio tra teatri, corpi di danza e orchestre. Senza dimenticare le famose università (l'UCLA, su tutte) e istituti di ricerca.  

Shopping:La regola è: comprare, comprare e comprare. Unico antidoto il dollaro e le tasse all'8,25 per cento. Il distretto dello shopping è Rodeo Drive. Un must per chi ha il portafoglio gonfio. E tra Chanel e Prada c'è spazio anche per alcuni California designer Nell'area di Beverly Hills hanno trovato casa alcuni tra i migliori departmentstores, come Neiman Marcus e Barneys of New York. Sunset Plaza sullo Sunset Strip è come Melrose avenue, amata dai giovani. Robertson boulevard, a West Hollywood, ha visto accrescere l'indice di gradimento grazie ai negozi di design e di antiquariato. Hollywood boulevard e Venice Beach, sono invase da souvenir all'insegna del pacchiano. A Downtown c'è California Mari, il più grande centro vendita di abiti all'ingrosso degli States.

 By Night: Los Angeles è un vulcano notturno fatto di rock esplosivo, con il più alto numero di band pro capite e di rock club degli States. Nello Strip va menzionato il Troubador (9081 Santa Monica bivd.) che deve la sua fama all'esplosione folk nei mitici Sixties. Trasuda storia anche il Whisky a Go Go (8901 Sunset blvd.), sala da concerti amata da Jim Morrison e ritornata in auge di recente; stesso discorso per il Roxy (9009 Sunset bivd.). Chi frequenta la scena rock non può perdere Alligator Lounge (3321 Pico blvd.), forse il posto più "cool" del Westside, e Jabberjaw (3711 West Pico blvd.), coffehouse-galleria d'arte. Per ballare è imperdibile il Key Club (9039 Sunset blvd.), vera esperienza multimediale all'insegna dei ballo frenetico. Sempre nell'occhio dei ciclone il Viper Room (8852 Sunset bivd.), club aperto nel '93 da Johnny Depp. La nightlife scatta dopo le 23.  

 Utility

Ailtalia vola tutti i giorni a Los Angeles con partenza da Milano /Malpensa e scalo a Roma/Flumicino. Il biglietto a/r costa un milione 134 mila lire .

Telefono  Il prefisso di L.A. città è 001213 e 001323 per i dintorni, Hollywood compresa. Per chiamare l'Italia comporre 01139

Una giornata normale Breakfast 20 mila lire    Hotel 3 stelle  70 mila lire   Pranzo 30 mila lire  Cena 80 mila lire

Taxi quasi 50 mila lire dall'aeroporto alla città, lo shuttle costa circa 34 mila lire.  

Chicago La città giusta per chi ha l'architettura nel cuore: qui ci sono i grattacieli più belli di tutti gli States. Ma Chicago è anche la capitale della musica blues. In inverno fa freddissimo: le temperatura minime vanno dai -10 gradi di gennaio ai 2 di marzo. Può essere una buona estensione da New York, oppure si può visitare in combinazione con Washington. I grattacieli più belli. a ritmo di blues Chi ama l'architettura se la fa tutta con il naso all'insù: a Chicago si trovano i grattacieli più belli degli Usa. Molti sono decorati da artisti come Picasso e Miró. Il museo L'Art Institute of Chicago (111 Michigan Ave) vanta una delle più importanti collezioni di arte antica e moderna. Il negozio Il grande magazzino Marshall Field (11 N. State St.) è il più grande della città: uuna sorta di quartiere degli acquisti.Il ristorante La New American Cuisine si assaggia nel lussuoso Charlie Trotter's (816 W. Armitage Ave.). La curiosità Il Marquette Building (140 S. Dearborn St.) è un grattacielo completamente rivestito di terracotta. Il consiglio Sentire almeno un concerto blues in uno dei tanti locali della città: Chicago è la capitale del genere.Lo sconsiglio Girare per il centro città con l'auto. A parte che si perde molto di quello che si potrebbe vedere, i parcheggi sono quasi tutti a pagamento, dai 7 ai 15 dollari al giorno.    

Boston Per chi cerca l'America più tranquilla e raffinata, quella che non si vede nel film polizieschi. Boston, con i suoi 360 anni di vita, è la città storica degli Stati Uniti. L'inverno è piuttosto freddo, con temperature minime che vanno dal ‑6 gradi di gennaio al ‑1 di marzo. Se siete a New York e vi avanza qualche giorno, Boston è un'ottima chance. Il volto tranquillo e raffinato dell'America. Per chi vuole andare alle radici della storia degli States Elegante, raffinata, tranquilla, colta, persino un po' magica. Boston è l'altra America, quella che si vede raramente al cinema e in televisione. E suoi 360 anni di vita, un record da queste parti, le conferiscono la dignità di città storica. Ma è anche la città delle occasioni: nelle tante 'factory outlet", gli spacci aziendali, si compra bene e a prezzi molto scontati.Il museo Il Museum of Science propone più di 400 oggetti tecnologici, dall'astronomia ai computer. Con mostre interattive. Il negozio Le grandi svendite di abbigliamento (di qualità) sono un'istituzione cittadina. Sul fronte dell'abbigliamento, provate ai magazzini Filene's, che nel seminterrato salda giacenze e capi imperfetti. il ristorante Per i bostoniani, il miglior posto dove mangiare è in genere L'Espalier (30 Gloucester St.)fra i piatti proposti spiccano fois gras e tartufo lavorati con fantasia. E il prezzo (fisso) non è proibitivo: da 62 ai 76 dollari a testa). La curiosità La Paul Revere House (19 North Square) è la più antica casa di Boston. Un “campione” coloniale del 1677, abitata dall'animatore della rivol­ta del tè contro gli inglesi.Il consiglio Una pedalata lungo la pista cielabile "Paul Dudley",  che costeggia il fiume Charles per 18 miglia.Lo sconsiglio Muoversi in auto. Le zone centrali si girano bene a piedi, mentre i grandi lavori stradali programmati da qua al 2000causano frequenti ingorghi. Da non perdere Globe Corner Bookstore Una tappa obbligata per i globetrotter: la libreria specializzata in libri di viaggio e carte geografiche di tutto Il mondo sta a Downtow (33 School Str.).

 

New York Per chi cerca la metropoli estrema, movimentata, che non dorme mai, dove l'offerta culturale gareggia con le infinite tentazioni dello shopping. Dentro e fuori Manhattan. Il clima è instabile, ma l'inverno è generalmente rigido: le minime vanno dai -4 di gennaio a 1 grado in marzo. Boston, Washington e Chicago sono le migliori estensioni per chi ha un po' di tempo in più. Per i metropolitani più irriducibili, alternativi o griffati. Cultura e shopping a trecentosessanta gradi Se la metropoli è la vostra dimensione, New York è la vostra capitale. La Mela è una città all'ennesima potenza, dai grattacieli di Wall Street ai piccoli mondi dei quartieri etnici. Una città che offre tutto e non dorme mai, dove la scelta di cultura e divertimento gareggia con l'illimitata tentazione dello shopping. Alternativi o griffati che siate.Il museo Da non perdere il MoMa, dedicato all'arte moderna (Picasso, Van Gogh, Warhol ... ) e il Metropolitan, un incredibile concentrato di opere di tutti i tempi e di tutti i luoghi. il negozio Merita una citazione la gioielleria Tiffany (727 5th Avenue), metafora di ogni consolazione amorosa nel leggendario film con Audrey Hepburn e George Peppard. Il ristorante Un ambiente unico è quello del Petrossian (182 W 58 St.), dove marmo e art déco fanno da contorno alla specialità della casa: il caviale. La curiosità Per conoscere qualche pa­ rente americano, basta digitare il proprio cognome nei computer dell'interessante  museo dell'immigrazione a Ellis Island: la lista degli omonimi sbarcati dai vecchi transatlantici appare in pochi secondi. Il consiglio Non restate prigionieri di Manhattan. Il quartiere indiano di Queens, per esempio, vale una visita. Lo sconsiglio Noleggiare un auto. La metropolitana è efficientissima e i taxi on­nipresenti (a prezzi abbordabili). Da non perdere: il Windows on the World Vale almeno un aperitivo (naturalmente un Manhattan) Il bar-ristorante che si trova in cima al World Trade Center di New York, nel Financial District. Dal 107° piano la vista sulla città è affascinante, e persino la Statua della libertà sembra una formichina.

Quando andare? La primavera e l'autunno sono le stagioni migliori. D'estate Il tasso d'umidità è alto e il caldo è afoso, l'inverno è rigido. Durata del viaggio 6.688 km Roma New Vork 9 h Documenti : passaporto Vaccinazioni: nessuna Lingua: inglese Fuso Orario: sette ore in meno rispetto all''Italia Valuta Dollaro che vale circa 2500 lire. 

Per telefonare. per chiamare da New York bisogna comporre 01139; per chiamare dall' ItaIia iI prefisso Internazionale è 001-212.

Informazioni generali. In Italia: Ambasciata americana, via Vittorio Veneto 119, Roma, tel. 06-46741, Consolato a Milano, via Principe Amedeo 2/10, tel. 02-290351.info U.S.A., tel. 02-55303366-5473801. Ambasciata Italiana a New York, 690 Park Avenue, tel. 001-212-7379100

Quanto costa la vita? il costo della vita è superiore dei 30 %

 DORMIRE La scelta alloggi, manco a dirlo, è illimitata. La selezione effettuata privilegia opzioni risparmiose.  Per chi poi volesse affittare appartamenti, anche per pochi giorni, non ha che da rivolgersi a Receptive Travel Services, tel. 001-212-6952934 o in Italia allo 045-8034305.

 CARLTON ARMS 160 East 25th Street vicino 3rd Avenue, tel. 212-6790680-6848337.Tra i preferiti della clientela (giovane/ giovanile) europea. Murales nei corridoi e ogni stanza è "dipinta" da diversi artisti. Sconti per "voli" transoceanici. Si paga una doppia a partire da 62 dollari. Accettate le carte di credito.

 CHELSEA 222 West 23th St tra 7th & Sth Avenues, tel. 212-2433700. Un albergo con atmosfera. E soprattutto con una reputazione. Targhette ricordo di ex residenti letterati del calibro di Mark Twain e Thomas Wolfe. Nulla, invece, della stanza 100, teatro dell'omicidio di Nancy Splugen del Sex Pistol Sid Vicious. I suoi ospiti, soprattutto scrittori e artisti, hanno comunque lasciato un segno tangibile e, tutto sommato, gradevole, nonostante l'atmosfera un po'retrò. Le tariffe?Una doppia con bagno a partire da 150 dollari.

 PIONEER HOTEL 341 Broome St. tel. 212-2261482. Minimale al massimo, consente soggiorni prolungati nella Big Apple senza mandare in tilt il conto bancario. Una doppia sui 60 dollari. Bagno esterno.

SEVENTEEN HOTEL 225East 7th St. fra 2nd e 3rd Av., tel. 212-4752845. La casa‑albergo di chi è (o si sente) artista, clubber e/o alternativo. Pochi i comfort (i servizi sono sempre all'esterno) di quello che è a tutti gli effetti un hotel/residence per molti divi in ascesa. Qui è transitato un Bob Dylan semisconosciuto, Madonna è stata ritratta in un celebre servizio per "Details" e Woody Allen ha girato un bel po'di scene del suo film "Manhattan Murder Mistery". Un'esperienza irrinunciabile per chi è in cerca di luoghi cool. Camera doppia da 75 dollari; tariffe settimanali a partire da 303 dollari. Si paga solo in contanti

WASHINGTON SQUARE HOTEL 103 Waverty, tel. 212-7779515.Per respirare l'atmosfera del Greenwich Village. Una doppia a partire da 117 dollari Le stanze sono piuttosto piccole.  

DA NON PERDERE     I luoghi da non lasciarsi scappare

 CENTRAL PARK è il polmone verde di Manhattan, creato oltre un secolo fa Un'oasi botanica di 340 ettari che i newyorchesi non scambierebbero con nessun'altra. Mentre al di fuori tutto "corre a pieni giri", al suo interno la calma regna sovrana. Amato da chi fa jogging, dagli skaters, da musicisti e turisti in cerca di relax. Dà il suo massimo al di sopra della 72nd St, da dove si gode di una vista spettacolare.

EMPIRE STATE BUILDING tra 5th Av. e 34th St. Il grattacielo simbolo della città. Senza questa costruzione di 102 piani alta 436 metri, costruita in poco più di 400 giorni nel cuore della Depressione anni Trenta,lo Skyline newyorchese non sarebbe più lo stesso. Il panorama dal "floor desk al centoduesimo piano gratifica l'attesa dell'ascensore "tappaorecchie". All'orizzonte,verso Downtown, si osservano i due gemelli d'acciaio e cemento, le Twin Towers, che hanno strappato all'Empire il primato dell'altezza.

 METROPOLITAN MUSEUM OF ART 5th Avenue all'altezza della 57th St. Il Met, il papà di tutti gli spazi museali della città, si trova nell'Upper East Side, e cioè nell'area a più alta concentrazione di siti culturali cittadini. Popolarissimo, annovera oltre 3 milioni di oggetti in esposizione: dalle mummie egiziane ai rarissimi Vermeer fino alle figurine introvabili del giocatore di baseball preferito.  

  MOMA MUSUEM OF MODERN ART 11 West 53rd St., te/. 212-7089400.Uno dei musei culto dell'arte moderna       mondiale. La collezione permanente può vantare capolavori del calibro delle “Demoisielles d'Avignan" di Picasso, '"La            notte stellata" di Van Gogh e“Broadway Boogie‑Woogie" di Piet          Mondrian e i "Gigli d'acqua" di Claude Monet. Bello e fornitoo il gift shop.

 SOLOMON A GUGGENHEIM MUSEUM 1071 5th Av.all'angolo con 88 St. L'inconfondibile spirale disegnata dal celebre architetto Usa Frank Lloyd Wright custodisce una tra le maggiori collezioni private d'arte private del XX secolo. Da visitare anche la dépendance sulla Broadway.

STATUE OF LIBERTY 354 gradini per salire sulla corona della statua. Un monumento ideato da una coppia di repubblicani parigini dell'Ottocento, l'attivista politico Edouard René Lefebvre de Laboulaye elo scultore Frédéric-Auguste Bartholdi, per celebrare l'America terra della libertà e delle mille opportunità. Per toccare con mano il  sogno americano. Peccato per la ressa di turisti, a dir poco eccessiva.

IL CONSIGLIO  Navigate In Internet prima di partire:www.panix.com/clay/nyc (una guida alternativa della città) www.ci.nyc.ny.us ( il web dell'ufficio del turismo) www.nytimes.com (l'eminente quotidiano New York Times) I

 

   

Washington L' America della politica, dei monumenti e della memoria storica: Washington è il posto giusto per chi è affascinato dalla politica e dagli intrighi mondiali. Il cli­ma invernale è rigido, in media le minime sono di -3 gradi a gennaio e +3 a marzo. Da abbinare a New York. Dalla Casa Bianca al Pentagono.Per chi è affascinato dal potere la Casa Bianca, il Campidoglio, il Pentagono, il viavai di congressmen e lobbisti... Washington è il volto monumental-istituzionale degli Usa: grandi spazi e i "memorial" della storia americana.  Il museo Molti musei, dall'arte africana a quella moderna, stanno nel complesso della Smithsonian Institution. Fra questi, il National Air and Space Museum: per le sue attrazioni aeronautiche e spaziali è più visitato al mondo.Il negozio Poster, distintivi e gadget delle campagne elettorali made in Usa da Political America, nell'Union Station (50 Massachusetts Ave). Il ristorante Sami & Harry's è una delle migliori steak house della città: costate e cotolette, ma di lusso.La curiosità Si può mettere il naso dentro il blindatissimo Pentagono, il ministero della Difesa: visite guidate dalle 9.30 alle 15.30. Il consiglio Una visita al National Geographic Society's Explorer Hall, dove la mitica rivista si mette in mostra.Lo sconsiglio Washington è anche una delle città più pericolose degli States: informatevi bene prima di "esplorare", soprattutto di sera.

   

Miami Per chi vuole assaggiare il Caribe americano, nei quartieri degli immigrati cubani o sulla spiagge dei Florida Keys. D'inverno si fa tranquillamente il bagno: la temperature minime vanno dai 15 gradi di gennaio al 18 di marzo. Può essere accoppiata a Orlando, ma è anche un'ottima base per volare in tutti i Caraibi.  La più caralbica delle "city" Per un inverno in costume da bagno Due città in una: Miami con il quartiere cubano e l'e­legante Coconut Grove, e i Miami Beach, sparpagliata       su 17 isole in odor di Carai­bi. Per un inverno america­no tendente al latino. In costume da bagno. Il museo L'artigianato Seminole e Tequesta è il pezzo forte dell'Historical Museum of Southern Florida, presso il Metro‑Dade Cultural Center (101 W Flager St.). Il negozio Più che un negozio, una cittadella commerciale: è il Fashion District, lungo la 5th Avenue. Una trentina di spacci aziendali vendono abbigliamento vario a prezzi scontati. Il ristorante Se volete provare cibi di frontiera come le code d'alligatore e la carne di serpente a sonagli, dirigetevi da Dominiques. Si trova all'Alexander Hotel, 5225 Collins Ave. La curiosità Cauly Square ospita una serie di edifici in legno, stucco e roccia corallina fitti di negozi di antiquariato, artigianato e abbigliamento. il consiglio Un tuffo a Las Olas Beach, a Fort Lauderdale.  Lo sconsiglio Sostenere Castro e Che Guevara con i cubani immigrati. Il loro odio verso la Revolución e' quasi sempre viscerale.  

Clima :L'alta stagione (da fine dicembre a metà marzo) coincide, grosso modo, con il momento migliore dei clima tropicale. Le massime oscillano tra i 24 e i 26 gradi. Umidità e caldo asfissiante, contraddistinguono l'estate, quando la temperatura supera i 30 gradi. E’ vero, c'è il mare, ma luglio e agosto, sono da sconsigliare. A settembre/ottobre calura sotto controllo, ma la città talvolta viene sfiorata da un uragano.  

Alberghi : A South Beach l'opzione alloggio è variegata. I meno parsimoniosi scelgano il Delano Hotel (1685 Collins avenue, da 310 dollari la doppia), ristrutturato da Philippe Starck o altre due "gemme" anni Trenta: The Tides (1220 Ocean d r., da 275 dollari) e Marlin (1200 Collins ave., da 250 dollari), per ritrovarsi al fianco di Bono o Steve Tyler. Il Raleigh (1775 Collins ave., da 219 dollari) ècelebre per la piscina. Tra gli altri gioielli Déco figurano l'Hotel Astor (956 Washington Ave., da 100 dollari), il Century Hotel (140 Ocean Drive, da 95 dollari) e il Colony Hotel (736 Ocean dr., da 89 dollari), il più fotografato di South Beach.  

Ristoranti&Bar. So(uth) Be(ach) ha raffinato la proposta gastronomica (elevando i prezzi) in modo da rendere tangibile l'anima caraibica e internazionale. Non delude Joe's Stone Crab (14 Washington ave.), che, da ottobre a maggio, serve il miglior granchio della città. Al Tuscan Steak (431 Washington ave.) sono di casa Al Pacino e Oliver Stone. Casa Salsa (52 Ocean dr.) dei cantante Ricky Martin, serve un eccellente "comida criolia". Toni's Sushi (1208 Washington ave.), the bestsushiin town. Ambiente decò e sapori caraibici al Larlo's on the Boach (820 Ocean dr.) della cantante Gloria Estefan. Un'altra star, Sean Penn, dirige le operazioni al Tántra (1445 Pennsyivania ave.), bar con cocktail eccellenti, come il The Rose Bar (1685 Collins ave.) al Delano Hotel.      

 Da Vedere: Miami? L'Hollywood della Costa Est. Nata come resort turistico per reagire alla depressione anni Venti, continua a essere una città di spiagge artificiali, con un'architettura zuccherosa. Ritornata in auge negli anni Ottanta è la capitale dei turismo americano e la città più latina del Nordamerica. Ripulita dalle gang violente, South Beach rappresenta il suo fiore all'occhiello: un paesone eccentrico, come le costruzioni déco (da ammirare partendo dall'Art Déco Welcome Centre). Meritano una visita l'intellettualoide Coconut Grove, le spiagge tutte palme e sabbia finissima di Key Biscane e Little Havana, la più grande comunità cubana al di fuori di Cuba. Da evitare Downtown Miami, una sorta di Porto Rico della Florida. Le escursioni consigliate L'Everglades Park, le Floridas Keys  Disney World di Orlando, Capo Canaveral e il Kennedy Space Center della Nasa.    

 Musei/Cultura : Il meglio è altrove. Da questo punto di vista Miami non eccelle. Le mostre più interessanti sono al Wolfsonian Museum (101  Washington ave.), mentre incuriosiscono  l'Holocaust Memorial (1933 Meridian ave.), la residenza in stile rinascimentale Vizcaya (3251 South Miami ave.) e la Venetian Pool (2701 DeSoto blvd)

 Shopping : A eccezione di qualche mall dall'aria supercondizionata  Bal Harbour Shops (9700 Collins ave.), Cocowalk (3015 Grand ave.) e il gigantesco outlet Sawgrass Mills (12801 West Sunirise blvd. a Sunrise) ‑ fare acquisti a South Beach significa passare in rassegna le vetrine della Lincoln road (striscia pedonale con negozi caffè e gallerie d'arte) o dell' 8th st  Designer district, l'area del "bel vestire" compresa tra Washington ave. e Ocean Drive e lungo la Collins ave. (tra la 6th e la 9th st.) con le boutique di Todd Oldham, Versace e l'emergente cubano-americano Fernando Garcia. Se siete interessati ai rituali voodoo bussate alla porta di Botanica Esperanza (901 SW 27 ave., Littie Havana).

 BY night: Banditi gli short e tutto quanto fa... spiaggia, è d'obbligo l'abito elegante. Affrontate i buttafuori con spavalderia, senza dimenticare in stanza il portafoglio: si "bruciano" 40/50 dollari in men che non si dica. Tappe obbligate sono l'Amnesia (136 Collins ave.), per sentirvi felici e danzanti in un bagno di schiuma (che fa tanto lbiza); il Bash (655 Washington ave.), molto amato dai Vip (non a caso i proprietari sono Sean Penn e Mick Hucknall dei Simply Red); il Liquid (1439 Washington ave.), attento alle ultime tendenze dance (per volere dei proprietari: la famiglia Ciccone) così come lo Shadow Lounge (1532 Washington ave.), frequentato da bellone (e bellocci) aspiranti star, il Chaos (743 Washington ave.) e il mega trendy Grocive Jet (323 23rd st.). Solo per cultori della salsa lo Starfish (1427 West ave.) e delle drag queen il Salvation (1771 West. ave.).          

 Utility 

Alitalia (tel. 0616542) collega Miami con Milano e Roma 4 volte la settimana. Il biglietto di andata e ritorno costa circa 950 mila lire.

Telefono:  Il prefisso  per Miami è  001305. Per chiamare in Italia comporre 01139.

una giornata normale Breakfast  20 mila lire  Hotel 3 stelle100 mila lire Pranzo 30 mila lire al fast food   Cena 100 mila lire Taxi 30 mila lire per mezz'ora, dall'aeroporto è molto più caro, meglio prendere lo shuttle (30 mila lire).  

 

Orlando Il regno di Disney World, una città nella città che, se vi piace il genere, può valere una vacanza. Soprattutto con bambini a carico. Il clima invernale è benevolo: a gennaio le minime sono intorno ai 10 gradi, a marzo non scendono sotto i 13. Orlando può essere abbinata alla vicinissima Miami oppure a New Orleans. Il massimo per i bambini (senza deludere i genitori): da Walt Disney World ai razzi della Nasa Se avete fatto bambini o volete fare i bambini, Orlando. non vi deluderà: qui c'è Walt Disney World. Il megaparco è una città, con le sue attrazioni, i ristoranti, gli alberghi e la vita notturna. E' diviso in tre grandi aree: Magic Kingdom, dominato dai personaggi Disney e dalle attrazioni tradizionali; Epcot Center, divertimento pedagogico all'insegna della scienza e del futuribile; Disney‑Mgm Studios, un viaggio dietro le quinte dei cartoon. Ma Orlando offre anche altro.  La curiosità Il Sea World è il più grande parco marino del mondo: esibizioni di orche e delfini... e persino trichechi addestrati. Il consiglio Una gita a Cape Canaveral, a un'ora di auto da Orlando. La fantascienza diventa realtà con filmati ed escursioni fra gli hangar e le rampe di lancio della Nasa. Lo sconsiglio Non sottovalutate le dimensioni di Disney World: in un giorno visiterete a malapena una delle tre aree.

 

  Come scoprire il New England tra i boschi e sugli antichi velieri

Un percorso nella natura del Maine, da Boston verso nordest. In mezzo a foreste d'aceri, fiordi spettacolari e villaggi abitati solo dai pescatori d' aragoste. Fino a Rockland, dove si lascia l'auto e ci si può imbarcare su vascelli d'epoca, chiamati appunto Windjammer. E da li…..

Verde, blu e arancione: sono i colori delle foreste del Maine, dell'oceano che ne lambisce le coste e delle sue aragoste, considerate a ragione tra le più buone del mondo. Magnifici fiordi, penisole e isolette si susseguono senza sosta per seicento chilometri. E' la lunghissima costa del Maine, da percorrere in auto, per un classico viaggio on the road, oppure a bordo dei windjarniner, velieri d' epoca rimessi a nuovo. Per cogliere lo spirito più puro del New England: senza fretta, passeggiando lungo le scogliere, passando la notte nei bed & breakfast, e sorseggiando birra nel bar di un villaggio di pescatori. Inutile negarlo, le aragoste rendono più piacevoli le soste da queste parti; tenere e saporite, sono più buone che altrove grazie all'acqua pulita e alla temperatura particolarmente bassa in cui vivono. Relax e grandi scorpacciate di crostacei però sono solo una parte del divertimento nell'itinerario che da Boston, lungo la Downeast Coast degli Stati Uniti arriva fino a Calais, ultimo avamposto statunitense prima del confine del Canada. Da Boston sono sufficienti tre ore di strada lungo l'Interstate 95 per raggiungere il confine con il Maine. Bastano pochi chilometri, poi le città lasciano il posto ai boschi e i ponti oltrepassano fiordi profondi e fiumi. Dopo una prima tappa a Kittery (un piccolo paradiso del consumismo con innumerevoli mall, outlet e spacci aziendali), il viaggio Prosegue lungo la famosa Highway 1, in direzione nord. In realtà, Più che a nord ci si sposta verso est, tanto che tutta la regione viene definita  Downeast. Fra Kittery e Portland, il più grande centro del Maine con 64 mila abitanti, merita una sosta la cittadina di Ogunquit, che, nella lingua degli indiani Algoquini, significa "paradiso sul mare. Qui si estendono infatti cinque chilometri di spiaggia, una delle più belle dell'intera costa orientale americana. Dopo Ogunquit, superando PortIand e Freeport (famosa per l'enorme negozio di sport L.L. Bean), si arriva a Bath, sonnolenta cittadina con una solida tradizione nautica: oltre ai cantieri navali, ospita infatti il museo marittimo dei Maine. Il tratto di costa più spettacolare comincia però 80 chilometri più avanti, a Boothbay, incantevole villaggio di pescatori, che ogni anno d'estate ospita le regate dei velieri storici e si anima di concerti e mercatini. La tappa successiva è Camden, a circa 70 chilometri, nel cuore del  Downeast. Da qui, e da Rocktand, partono le crociere dei windjammer, i gloriosi velieri che incarnano un pezzo di storia del Maine. "Windjammer", spiega Ken Barnes, 51 anni, capitano dello Steven Tabor, significa 'veloce come il vento' ed è il nome che gli abitanti dei Maine hanno dato a queste barche, dette anche shooner, dotate di 2 o 3 alberi e lunghe da 20 a 40 metri, che a cavallo tra Ottocento e Novecento costituivano il più diffuso mezzo di trasporto in queste zone. Oggi una ventina di vascelli so­no stati restaurati e adattati alle esigenze della crociera. La giornata a bordo di un windjammer comincia con una sostanziosa colazione a base di uova,frittelle, pancetta e muffin appena sfornati. Poi si salpa e si inizia a navigare: si può trascorrere la giornata riposandosi e godendosi il paesaggio oppure aiutando l'equipaggio. Spesso i capitani dei velieri si danno appuntamento per sfidarsi in regate improvvisate. Altre volte, verso sera, i windjammer effettuano una manovra chiamata raft up: le imbarcazioni si affiancano, murata contro murata, offrendo ai passeggeri la possibilità di muoversi da un vascello all'altro. Non sono rari nemmeno gli ancoraggi solitari in qualche isola defilata per una tranquilla nottata sotto le stelle. Le crociere durano da 3 a 6 giorni e le navi ospitano di solito una ventina di passeggeri in cabine matrimoniali. Dopo la crociera, si può fare tappa a Camden e proseguire poi fino a Bar Harbor, nel cuore dell'Acadia National Park, l'unico parco nazionale del New England: 130 chilometri di baie, fiumi, laghetti glaciali, boschi profumati. Qui sì può alloggiare al Balance Rock Inn, un albergo con comode camere dotate di sauna privata e caminetto. Da qui, sono sufficienti venti minuti di macchina per raggiungere uno dei migliori ristoranti della regione: Abells Lobster Pound, a North-east Harbor. L' ultimo tratto di costa del Maine che divide l'Acadia National Park dal Canada si percorre lungo la strada che taglia la foresta seguendo l'andamento tortuoso della costa. In questo tratto conviene rispettare i limiti di velocità. Non solo per il rischio di incappare nei radar della polizia stradale, ma perché non è affatto raro incontrare alci sulla strada. Il capolinea del viaggio è Calais: ultimo pittoresco avamposto degli Stati Uniti prima delle immense distese del nord canadese.  

A piedi nudi nel parco L'Acadia National Park, il solo del New England, comprende l'unico tratto di costa (130 chilometri) del Maine che non appartiene a privati. Il parco conserva l'originale, aspra bellezza di questa terra. Quando le condizioni atmosferiche sono favorevoli, si può arrivare fino in cima a Cadillac Mountain, il punto più alto del parco, e godere di una spettacolare vista sulla costa. ll parco si può visitare in macchina lungo la Park Loop Road che ne tocca gli angoli più belli, a piedi oppure in mountain bike, percorrendo gli oltre 200 chilometri di sentieri che si addentrano nelle foreste e arrivano fino alle baie, dalle quali, al mattino presto, si possono vedere i pescherecci in cerca di prede. Escursioni in barca per vedere le balene, rafting sui kayak e birdwatching sono alcune delle altre attività a cui dedicarsi nel parco.  

Da non perdere lungo il percorso Trascorrere almeno tre giorni a bordo di un windjammer come lo Steven Tabor o Heritage.     Una cena a base di aragoste da Abel's a North-east Harbor, forse il migliore ristorante del Maine. Un giro in automobile lungo la Park Loop Road per scoprire tutto il fascino dell' Acadia National Park. Un'escursione in barca da Bar Harbor per vedere le balene in tutta la loro grandezza     Una visita al Portland Fine Arts Museum per ammirare i lavori dei più famosi artisti locali. Godersi la totale solitudine e le luci dell'alba sull'oceano dal faro di Portland Head Light.     Un'escursione guidata in kayak oceanico nel parco nazionale di Acadia per giocare con le foche. Fermarsi qualche notte all' Hogdon  Isle Hinn di Bootbay nella più autentica atmosfera del Downeast Partecipare a uno dei divertenti raduni settimanali a bordo degli schooner. Fare shopping nel rifornitissimo megastore di articoli sportivi L.L. Bean a Freepor

Notizie generali       In pillole. L'itinerario si svolge sulla costa nordest degli Stati Uniti, da Boston a Calais: 600 chilometri lungo la Highway 1. Quanto costa. Per una vacanza di 10 giorni nel Downeast si spendono 4 milioni per persona inclusi volo, noleggio dell'auto, crociera e alberghi. Valuta. Il dollaro, che vale circa 2200 Lire. Per telefonare. Dall'italia al Maine: 001 seguito dal prefisso locale 207 più il numero. Dal Maine all'Italia: 01139 seguito dal prefisso locale più numero.  

Come arrivare   La United Airlines collega Roma e Milano a Boston via Washington a partire da 1 milione 450 mila lire a/r  

Per saperne di più     Numeri utili. MaireTourist Office, tel  001 -207-2875711. Maine Windjammer Association, tel. 001 -207-3742993; sito Internet: http://www.midcoast.com/-sailmwa

 

L'ESTATE INDIANA DEL MASSACHUSETTS   America in rosso L'incredibile spettacolo cromatico dei boschi d'autunno e degli sterminati campi di mirtilli.

 L' autunno in Massachusetts è una stagione unica. Il suo arrivo, infatti è annunciato dall' “ estate indiana” e dallo spettacolare fenomeno del “fall foliage”. Da metà settembre a fine ottobre, in questo stato (e in quelli limitrofi) il clima è mite, il cielo terso e le colline si colorano di giallo, ocra, rosso e arancio, dando vita a incredibili effetti cromatici. Questi sono anche i mesi della raccolta del mirtillo rosso, il “cranberry” con cui vengono prodotti marmellate, succhi, gelatine e vino. Viene festeggiata con sagre e festival. Punto di partenza per un itinerario nello Stato sulla baia è Boston, città vivace e frizzante, perfetto mix di vecchia Europa e Nuovo mondo. Da vedere il quartiere di Beacon Hill con strette strade illuminate da lampade a gas; il Quincy Market con negozi, bancarelle, ristoranti e bistrot; la zona del porto recuperata negli anni 60. D'obbligo mangiare l'astice, ottimo e a prezzi accessibili, per esempio da No-Name e da Jimmy's Harborside.  Per un'escursione nei dintomi, ci si può dirigere verso Lezington, Concord e Sturbridge, percorrendo la Route 2 che si snoda tra i boschi Queste tre località sono interessanti per gli appassionati di storia e della rivoluzione americana. A Lexington ci sono la Munroe Tavern, quartier generale delle Giubbe rosse, e il Museum of our national heritage. A Concord si possono vedere l'Old North bridge, dove si accese la scintilla della rivoluzione. A Sturbridge, invece, vale la pena visitare l'Old village perfetta ricostruzione di un paesino del 1830. Per una notte un po' speciale l'indirizzo è il Colonial inn di Concord, una vecchia locanda del 1716 con camere in stile.  Vallate, colline e foreste dalle mille sfumature scorrono davanti agli occhi nella contea del Berkshire, a 200 chilometri da Boston: ci sono 17 parchi più di 80 mila acri di foreste, cascate e laghetti dove praticare pesca, nuoto, rafting, canoa, trekking. Antica pista indiana, il Mohawk Trail è uno degli itinerari più suggestivi per ammirare i colori del “fall foliage”: 63 miglia attraverso un panorama selvaggio tra parchi e foreste. Per la notte ci si può fermare a Lenox e dormire al The Blantyre, castelletto edoardiano con solo 23 camere, oppure alla Red lion inn, antica locanda a Stockbiidge. Per assistere alla raccolta del mirtillo bisogna dirigersi verso Plymouth, Cape Cod e le isole di Martha's Vineyard e Nantucket.  E' qui che a settembre e ottobre i campi vengono allagati per consentire la raccolta del cranberry, creando così vere e proprie distese di colore rosso vivo. La raccolta del cranberry significa anche feste e sagre (in particolare dal 10 al 18 ottobre) con degustazioni e vendita di prodotti locali, dalle candele profumate agli infusi, alla cristalleria “cranberry glass” di colore rosso. Per conoscere la storia di questo frutto, che i nativi utilizzavano anche come medicinale, bisogna fare tappa al Cranberry world visitor's center di PIymouth.  Assaggiare i vini è possibile alla Plymouth colony winery. Sempre a Plymouth si può visitare la Plimouth plantation, ricostruzione di un villaggio dei pellegrini del XVII secolo. Per il pernottamento si può andare alla Jackson-Russell-Whitfield House, un delizioso bed and breakfast con arredi antichi e appena tre camere.  

NEW ENGLAND  Le foglie di autunno? Gli statunitensi, ma non solo loro, ne vanno pazzi. Non a caso mezzo mon­do (turistico) è solito darsi appuntamento nei sei stati del New En­gland (Maine, Ver­mont, New Hampshire, Con­neeticut, Massachusetts e Rho­de Island), la regione del Nord-Est USA scoperta e abitata per prima dai Padri Pellegrini inglesi (sbarcarono a Plymouth, nel Seicento), ricca di verde e di tradizioni.

Qui l'estate indiana offre il meglio di sé. Il nome non tragga in inganno (non a caso gli yankee preferiscono parlare di 'fall foliage": letteralmente, fogliame d'autunno): si tratta di una breve stagione che si protrae da metà settembre fino al giorno del Thanksgiving, all'inizio di novembre, dal clima generoso e senza piogge, dove a dettare legge è la natura.

Dalle coste atlantiche (e sabbiose) di Cape Cod fino alle splendide colline del Berkshires (la Toscana del Massachusetts ... ) e al rurale Vermont, si assiste in­fatti a una spettacolare esplosione di colo­ri. Il giallo, il rosso e l'arancione dei boschi   (un numero verde delle guardie forestali dà continui aggiornamenti sullo show dei colori) fa da sfondo ideale per grandi   scampagnate (in bici, a piedi, a cavallo, ma anche in auto) in paradisi naturali stici spesso incontaminati. Quanto mai consigliata dunque questa 'full immersion" autunnale nella "macroregione" dell'East Coast, magari gustando le delicatessen locali (per esempio, l'antica torta di mele della nonna, i mirtilli rossi e, se si resta sulla costa Atlantica, la zuppa di vongole e l'astice), prima di affrontare i rigori dell'inverno. Tuttavia, il New England di argomenti per affascinare gli italiani (che l'hanno eletto destinazione emergente) ne ha parecchi.Un suggerimento: meglio atterrare con le idee molto chiare a Boston città a misura d'uomo dalle accentuate atmosfere europee e luogo simbolo per la storia (da Benjamin Franklin ai Kennedy) e la cultura nordamericana non a caso qui hanno sede la prestigiosa università di Harvard e il MIT ' Massachusetts Instute of Technology). Per tutto l’ anno infatti abbondano le opportunità di svago in quest'area, piccola (a eccezione del Maine), compatta e facile da girare. Qualche dritta? Nel caso non si sappia resistere al richiamo del mare puntate verso Cape Cod, in Massachusetts e, da lì, alle isole di Nantucket (punto di partenza per le gite a "caccia" di balene) e Martha’s Vineyard, da sempre rifugio esclusivo del 'jet set bostoniano e newyorchese Un po' come: Newportrt, nel minuscolo Rode Island, dove meritano un'occhiata le storiche (sfarzose) tenute estive delle famiglie multimiliardarie USA (Vanderbilt, Astor e Bouvier. quest'ultima è la famiglia di origine di Jacquelin Kermedy-Onassis).

Gli “avventurosi" devono invece imboccare il Mohawk Trail, il sentiero dei nativi americani nel nord del Massachusetts, un'esperienza indimenticabile tra natura incontaminata (dove non manca un consistente contingente di orsi bruni) e attività sportive: dal rafting al trekking e allo sci (molto praticato in inverno anche nel Vermont, nel Maine e nel New Hampshire).

Da curiosi con il "vizietto” della letteratura, il viaggio alla   scoperta delle case degli scrittori: si parte da Hartfort,Connecticut, patria di Mark Twain ' per passare nel Mas­sachusetts, a Concord (che ha dato i natali al poeta pacifista HD Thoreau e a Nathaniel Hawthorne, l'autore della "Lettera Scarlatta”), e a Lowell (dove è nato Jack Kerouac, celebre per il manifesto beat "Sulla Strada") e finire nel Maine, a Bangor, la "casa" del re del thriller Stephen King.

Gli "shoppingimaniaci hanno infine di che spendere, e la scelta spazia tra i grandi magazzini di Boston (l'eterno Filenes Basement) e di Freeport, nel Maine (LL Bean's) e i mega outlet dalle offerte a prezzo di fabbrica (come il Worcester Common Fashion OutIets).