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| FES - AGADIR - Città Imperiali - MARRAKESH - Valle del OURIKA - Gole di TOUDRA - ERFOUD - SIJILMASSA - AGDZ - ESSAUIRA - TIZNIT - GOULMINE - QUARZAZATE | |||
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.DOCUMENTI
Basta il passaporto valido. VACCINAZIONI Non richieste. MONETA,
Dirham. Vale circa 175 lire italiane CLIMA
Un'eterna primavera calda. Attenzione alle notti nel deserto:
ovviamente c'è l'escursione termica. FUSO
ORARIO Meno 1 con l'ora solare. TELEFONO
Dal Marocco in Italia: prefisso 0039 più quello della città senza zero e
numero dell'abbonato. Dall'Italia al Marocco: 00212. Il prefisso di
Marrakech e della maggior parte dei Sud è 04. QUANDO
ANDARCI Non ci sono controindicazioni. Non fatevi scoraggiare da chi dice
che in agosto c'è molto caldo. COME
ANDARCI Da Roma e Milano si vola a Marrakech via Casablanca. Royal Air Maroc (06-47823336 02-29001014) dom. Le tariffe vanno da 702 mila della bassa stagione a 802 mila nella alta. Alitalia . Tariffe da 891 mila lire a 994 mila. Ufficio nazionale per il turismo dei Marocco, via Larga 23 Milano tel 02-58303633
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FES
Il cuore del Marocco più antico Dichiarata patrimonio mondiale dall'Unesco, Fès è la più antica città imperiale del Marocco. Eppure, diversamente da Marrakech, non ha mai avuto una vera vocazione turistica, ancora oggi conserva molti segreti. Resistendo agli attacchi dell'industrializzazione e all'importazione massiccia della paccottaglia dei nuovi dragoni asiatici, i fessini continuano a considerarsi senza rivali nell'arte di scolpire il legno, di lavorare il gesso, di creare splendidi arabeschi. La città vecchia ha mantenuto intatto il suo ordinamento, con dei quartieri‑alveare che accolgono ognuno una corporazione diversa: falegnami, tintori, vasai, cordai... A capo di ogni corporazione, un sindaco (amín) che esercita uno stretto controllo sulla qualità e i prezzi dei beni prodotti. Per scoprire Fès ci si deve perdere, letteralmente, in queste sue stradine strette e tortuose |
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Avete
mai visto un albero addobbato di capre? Quella che potrebbe sembrare una
delle tante bizzarrie natalizie, in Marocco è una scena all'ordine dei
giorno Basta aggirarsi per l'Anti Atlante la regione che si trova
alle spalle di Agadir: l'unica zona al
mondo, assieme al Messico, dove crescono gli alberi di argan. E
sugli alberi di argan crescono le capre. La loro ghiottoneria le spinge
infatti ad arrampicarsi sulla cima per mangiarne i preziosi frutti,
simili a olive, contendendoli alle cuoche berbere e alle industrie
cosmetiche. Agadir è il punto di partenza ideale per visitare la
regione dell'Anti Atlante: rasa al suolo dal terremoto nel '60, è stata
ricostruita a uso e consumo dei turismo. Alberghi e ristoranti non
mancano, come pure gli accoglienti villaggi turistici, Attacca al
villaggio c'è anche l'unico casinò cittadino, dove potreste
tentare di rifarvi alla roulette dei soldi del viaggio (ma occorre uno
stanziamento minimo di 400 dirham, circa 70 mila lire). Cosa fare ad
Agadir? Se proprio volete uscire dal paradiso dorato degli albergoni
superattrezzati (sulla costa è tutto un susseguirsi di grandi
alberghi), potrete scegliere tra la spiaggia immensa o quasi inesistente
a seconda della marea e la vecchia kasbah sulla cima della
collina dominata dall'onnipresente motto "Dio, la patria e il
re", che campeggia da tutti i punti più visibili dei paese. Dopo
il terremoto di quello che era un quartiere con oltre mille abitanti è
rimasto solo il perimetro delle mura, ma da lassù la vista sulla città
e la baia è splendida, soprattutto al tramonto. E' invece la mattina
momento migliore per immergersi nell'atmosfera caotica del mercato
del pesce, all'interno del porto, e godersi la vista di quella
strana foresta creata dagli alberi dei pescherecci. Ma vale sicura mente
la pena fare un piccolo sforzo in più per scoprire località più
interessanti. E per rendersi conto che le capre sugli alberi ci sono
davvero. Due
le attrattive di Taroudannt le splendide mura di fango rosso
perfettamente conservate e il mercato giornaliero. il modo più
rilassante per godersi il panorama dei bastioni è farlo da seduti a
bordo di uno dei carretti a cavallo che sostano nei pressi dell'ingresso
principale. All'interno del souq troverete di tutto, compresi vasi da
fiori fatti con i resti dei copertoni dei camion. Il
negozio di Lichir al Houchine (36 souq Semata) ha un ampio
assortimento di artigianato e antiquariato: Tappeti, gioielli berberi,
profumi e spezie sono le tentazioni più irresistibili del souq.
Difficile resistere al richiamo olfattivo del tè alla menta o
dell'ambra. Tra le curiosità, da segnalare il "rossetto
berbero". Un apparentemente innocuo pezzo di terracotta che ba
gnato si trasforma, appunto, in un rossetto. Appena fuori dalle mura
c'è uno dei migliori alberghi della città: l'Hotel Palais Saiam (te
852312), ex residenza di un pascià del 19° secolo. La doppia costa
circa 100 mila lire a notte. L'ideale
per conoscere più da vicino i villaggi berberi è far tappa a Tafraoute
(per dormire: Hote Les Amandiers, tel. 800033; doppia a 70 mila lire
circa). Per arrivarci da Agadir si attraversa la valle di Amein,
punteggiata da numerosi villaggi (lda‑ou‑Gnidif e Ourriesnat
sono tra i più interessanti). Difficilmente troverete una casa berbera
senza la caratteristica porta blu, il colore che tiene lontano il
malocchio. Le case tipiche sono fatte in pisé, un misto di
paglia, argilla e pietre. Sulla costa atlantica merita una breve visita
il minuscolo villaggio di Sidi R'bat, regno dei pescatori di
calamari. Dal sentiero che porta al mare non si vede se non qualche
barca portata in secco: ma basterà percorrere una delle stradine che
scendono lungo lo sperone roccioso per scorgere le decine di "buchi
tappati da una porta" che ne costituiscono il provvisorio rifugio.
Le loro famiglie infatti restano sulle montagne, nei villaggi d'origine,
in attesa dei soldi e dei ritorno degli uomini. Sempre sulla costa, ma a nord di Agadir, c'è Essaouira (se trovate posto, vi consigliamo la Villa Maroc, tel. 473147, albergo ricavato dalla ristrutturazione di due case dei XVIII secolo; il costo della doppia è di circa 95 mila lire). Dopo aver fatto il giro dei bastioni e visitato i due skala (forti), vale la pena addentrarsi tra i vicoletti e le piazze della città vecchia, racchiusa all'interno delle fortificazioni. Il centro della vita sociale è la Place Prince Moullay Hassan, il posto ideale per passare la giornata bighellonando da un bar all'altro. Ma Essaouira è anche li posto ideale per acquistare gli intagli in legno di Thuja: le migliori botteghe si trovano nei dintorni di piazza Hassan e sotto la Skala de la Ville. |
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il
prefisso telefonico del Marocco è 00212, quello di Marrakech è 4. Per
chiamare l' Italia il prefisso internazionale è 0039. La valuta
corrente è il Dirham, circa175 lire. Rifugio dorato dei francesi prima della fine di ogni colonialismo, oggi Marrakech è una città cosmopolita, Scrittori, ereditieri, stilisti di moda (Yves Saint Laurent e Pierre Bergé sono stati i pionieri), fashion fotographers, creatori di immagine e avventurieri di tutti i generi hanno comprato le case più belle della Medina (gli ex proprietari locali preferiscono le brutte residenze condominiali del quartiere moderno), le hanno ristrutturate e ne hanno fatto palazzi che esibiscono uno sfarzo suggestivamente marocchino. In questo mondo misto, dove l'integralismo non ha avuto accesso, si avvertono correnti di savoir vivre, chic et glamourous, a cui difficilmente i veri viaggiatori si possono sottrarre. Una vita "spericolata" che di notte, non essendoci locali notturni, si svolge tutta all'interno delle case alla moda o dei lussuosi ristoranti. MANGIARE
Ovviamente,
il cous cous protagonista indiscusso delle tavole marocchine,
come di quelle di tutto il Maghreb
Contrariamente a quanto s crede, cous cous si chiamano i grani di
semola che accompagnano carni diverse (pollo, montone e altro), con
salse anche molto speziate Altro piatto nazionale è il tajine,
uno stufato a base di pollo, agnello, montone o pesce fatto cuocere
insieme a verdure e frutta. Altre specialità
sono l'harira (zuppa di pollo con riso, pasta o ceci), djeje
billz (pollo al tegame con salsa di cipolle e mandorle), il kawarma
(agnello cotto con spezie e rotelle di cipolla), il lahm el m'qali (costolette
di agnello al limone) . Tra le ghiottonerie, non tralasciate il ruimen
bjbn (melagrana con formaggio e miele). YACOUT,
79 Sidi Ahmed Soussi, tel. 382900 (solo su prenotazione; chiuso il
lunedì). Nel centro della Medina, decorato da Bill Willis (che a
Marrakech ha una specie di esclusiva ... ). Ambiente elegante, clientela
raffinata e cucina superlativa. Insuperabile
il tajine di pesce. La media del conto è 80mila lire.DAR
MARJANA, 15
derb Sidi Ali Tair, Bab Doukkala, tel. 445773- 441110. In quanto
a raffinatezza fa a gara con il precedente. La specialità del posto è
il_pollo marjana, preparato al forno e ripieno con un specie di
frittata. Spettacolo di belly-dance (la danza del ventre). In
media si spendono 80 mila lire.BARAKA, piazza Jemaa el‑Fna.
Sulla piazza più famosa della città, ottimo per pranzare in un
bellissimo giardino esotico (si sconsiglia andarci di sera). Il menu
deve comprendere assolutamente
gli involtini di riso fritto. si spendono circa 60 mila lire
SHOPPING Evitate accuratamente i negozi per turisti: vi rifilano imitazioni a caro prezzo. Meglio acquistare nella Medina o altri negozi frequentati da marocchini. Gli indirizzi che seguono non possiamo indicarli con i numeri perché sono tutti all'interno della Medina. TRESOR DU NOMAD Mouassine, Medina, tel 427240. Assolutamente da visitare, è il posto migliore di Marrakech per lo shopping Tutto ciò che è diverso, dai soliti souvenir lo si trova qui Qualsiasi oggetto per Ia casa, anche il più banale! Trèsor diventa prezioso per il suo decoro, ma non caro Chiedere di Moustafà Bia il simpatico proprietario. BAZAAR CHICHAOUA 57 rue Ksour, tel. 440713 nel quartiere di Ksour, a, cinque minuti dalla piazza Jemaa el‑Fna. Si trova una vasta scelta di Kilim. ENSAMBLE ARTISANAL, 27 Av. Mohammed V tel. 448006. Raccoglie il meglio di tutto l'artigianato marocchino, in un grande centro, gestito dal governo. Prezzi fissi. LE SIGNE DE LA BALANCE, rue Mouassir, Piccola boutique colma di oggetti da scoprire. MINISTERO DEL GUSTO 11 Derb el Maroufi Ksour, tel. 427936. E il posto più originale per fare acquisti a Marrakech. in un antico riad (la tipica casa marocchina), rimesso a nuovo, il Ministero del Gusto ha creato una mostra permanente che fa parte del suo arredo domestico: oggetti di design per l'arredamento di un suggestivo sapore etnico, progettati da due artisti italiani e fatti realizzare da artigiani locali. Volendo, gli oggetti (lampade, letti, poltrone, suppellettili etc.) si possono ordinare e farseli spedire a casa. L'OURIKA, 77 Deffa Marbaa. Un indirizzo imperdibile per chi cerca caftani e tessuti di ottima qualità. MOUSTAFA, 28 Souk Filala Semmarine. Avete presente le classiche babbucce marocchine, quelle a punta e aperte dietro? Bene, Moustafa ha quelle più belle di tutto il Marocco: in pelle, in tessuto, ricamate in oro, bordate di pelliccia, in cachemere, in pelle di orso e, addirittura, di serpente. ART DE MARRAKESH 85 Rahba el Kedima LA PORTE D'OR, 115 Souk Semarine. Due indirizzi garantiti per acquisti di tappeti e Kilim. Ne hanno di ogni forma, colore e prezzo. ANTIQUITE DU SAHA RA, 176 Rahba ei Kechima. AU PETIT BENEFICE, Adsa Abderrahim, 25 Souk des Teinturiers. Entrambi, veri pozzi di tesori nascosti. Gioielli antichi e moderni, mobili antichi e rarità introvabili in qualsiasi al tra parte del mondo. ATLASEPICES, 1 rue Si di el Yamani, Ksour. Spezie di tutti i generi e qualità da utilizzare per preparare profumi o in cucina. FIORI. In Marocco si è sviluppata una fioricoltura di un livello industriale tale da rappresentare una voce importante commercio con l'estero. Rose (soprattutto) e una infinita varietà floreale si possono comprare al mercato di Gueliz in avenue Mohammed V. Aperto tutti i giorni DA
NON PERDERE
PLACE JEMAA EL-FNA. E' il cuore pulsante della città e la
curiosità numero uno di ogni turista che arriva a Marrakech. Al mattino
c'è un immenso mercato dove si vende di tutto, dalla frutta ai denti
umani placcati d'oro. Contemporaneamente, la piazza si popola di
saltimbanchi. giocolieri, incantatori di serpenti, indovini, acrobati,
lottatori mangiatori di fuoco, curiosi, affaristi, mediatori e, ovviamente, turisti. Attenzione a borseggi.
IL MINARETO DELLA KOUTUBIA. Costruito tra il 1184 e il 1189. è l'originale della torre Giralda di Siviglia. E' alto 77 metri ed è meravigliosamente decorato all'esterno. PALAIS
EL BACI. Chiamato anche l' incomparabile, e cioè
con uno dei 99 soprannomi di Dio. le sue rovine oggi servono
da scenografia per il festival annuale del folklore marocchino, che si
tiene all' 'inizio di giugno.
TOMBE
SAADIANE. Sebbene utilizzato per seppellire il sultano Abdoti el
Hassan nel 1351, il luogo è diventato necropoli reale solo nel 1557 con
l'inumazione del principe saadiano Mohammed ach Cheikh. Dopo di lui,
vennero sepolti la moglie. il figlio e i suoi tre successori. Ma nel
1672 sale al trono Mulay Ismail, appartenente a una dinastia rivale, e
fa murare l'ingresso alle tombe, che verrà riaperto solo nel 1917 dal
Service des beaux-arts.
IL
CONSIGLIO Al tramonto, un tè alla menta al Mirador. Assolutamente da non perdere. Il Mirador, in avenue Mohammed V, ha una vista panoramica su tutta la città. Vale la pena spendere anche i 10Dh per l'ascensore e per il boy-Iift che vi accompagna Una
sosta al Cafè de France. Ha una terrazza che si affaccia in parte sulla
piazza Jemaa el Fna. Carino pranzare a mezzogiorno. Visita
alla Palmaraie. Da fare in taxi (100 Dh) o meglio, in una bella
giornata di sole, con una carrozza che in circa tre ore, vi permette di
fare il tour completo di una delle più grandi oasi del sud del Marocco. Trattare
sempre il prezzo dei taxi. E non solo: trattare è una consuetudine
molto ben vista.
LO SCONSIGLIO Affidarsi
alle guide non ufficiali. Meglio quelle ufficiali. Tutte le guide,
ufficiali e non, ricevono una commissione,
da parte dei negozianti, sui vostri acquisti. Guidare
l'auto di notte. Guidare è già molto pericoloso di giorno. Di notte è
un puro atto di autolesionismo. Gli
Hammam pubblici. Non sempre i tipici bagni marocchini sono in regola con
la nostra idea dell'igiene. Meglio quelli degli alberghi. L'Hammam
dell'hotel Mamounia è il migliore. Visitare
La Menara. E considerato il più interessante monumento di Marrakech. In
realtà, il giardino non è curato e il canale di irrigazione è pieno
di acqua melmosa. L'unica cosa interessante è il padiglione di caccia
reale ma è sempre chiuso.
MARRAKECH Vecchio e, nuovo al mercato di Marrakech
I
vicoli sono quasi tutti asfaltati, i prezzi delle mercanzie non si
contrattano più: al mitico souk di Marrakech ormai è più facile pagare con le carte di
credito che riuscire a concludere un vero affare. Cancellati gli antichi
stereotipi, resta però il divertimento di
rovistare nelle botteghe di un artigianato ancora genuino. Ecco una
guida dettagliata alle curiosità e agli acquisti migliori Tra
le bancarelle di piazza Jemaa el Fna tra montagne di arance la mattina e
cartacce la sera, odore di spezie sempre. Il souk all'apparenza non è
cambiato, anche se strade e stradine sono state asfaltate ma il mito
dello shopping come lo raccontano i libri di qualche anno fa sta
crollando di giorno in giorno sotto la
spinta di un'evoluzione che si lascia alle spalle il vecchio stile
orientale di «far affari». Chi racconta di aver comprato per 10 quello
che gli è stato offerto a 100, o cade nella trappola di un'ingenua
vanteria o si è lasciato rifilare la classica patacca. Nel labirinto di
viuzze senza nome, fra donne infagottate nella galabia e nascoste dal
velo nero, uno sciame di ragazzini e di venditori improvvisati vi
perseguita ancora con la merce o la paccottiglia di tutti i mercati
arabi: ma guardatevi dall'entrare in trattative
è solo l'ultimo guizzo di un colore locale, voluto dagli
standard di un turismo deteriore. Dai negozi l'invito arriva più
sottile e suadente; solo «pour le
plaisir des yeux», entrate solo per vedere, dice il berbero davanti
a montagne di tappeti, anche se poi tenterà di convincervi
all'acquisto, come qualsiasi commerciante del mondo. Quel che è
cambiato sostanzialmente è il modo di condurre le trattative, di
contrattare il prezzo, soprattutto nei negozi migliori, negli empori che
riuniscono la produzione più svariata dell' artigianato tipico, ma
vendono con la carta di credito e non concedono in genere sconti
superiori al 10-20%, secondo l'articolo. Lo fanno più che altro in
omaggio alla vecchia tradizione, per non deludere il turista. Il souk di Marrakech ha
mantenuto il suo modo unico di essere, ma non è la caverna di Alì
Babà, anche se lo shopping resta sempre divertente: oggi, attorno alle
mura rosse della Medina, si sta allargando a vista d'occhio una città
che, pur fedele al proprio stile, costruisce fra giardini e palme, sullo
sfondo delle montagne dell'Atlante, alberghi bellissimi, viali larghi,
un palazzo dei Congressi eccezionale (il più grande di tutto il
continente africano), e questo porta ondate nuove di uomini d'affari,
sviluppa correnti commerciali, per cui nel souk si trova anche chi
fornisce i tappeti in Italia al più famoso negozio milanese di
arredamenti e architettura d'interni. L'artigianato locale è rimasto
genuino, tramanda antichi mestieri e produce le sue cose migliori nella
lavorazione del legno (che ha il maggior centro a Essaouira, una
cittadina sulla costa a 170 km da Marrakech), in quella della ceramica
(soprattutto a Safi, nel sud), dell'argento
e dei tappeti. Nelle mille botteghe fra la piazza Jemaa el Fna e la
moschea Ben Youssef si trova, ovviamente, di tutto e di tutte le
provenienze: la suggestione è forte, però induce spesso ad acquisti
sbagliati, belli sul posto e improponibili nelle nostre case. Diffidate, per esempio, delle
guide che reclamizzano oggetti di cuoio e pelli: la concia è spesso
tale da emanare un odore sgradevole, che non si avverte al momento, ma
rimane anche con il passare dei tempo. In primo piano invece i tappeti:
nella Medina di Marrakech esistono cooperative che espongono il cartello
«prezzi fissi», e sono in vigore quotazioni abbastanza uniformi,
almeno per quanto riguarda la lavorazione attuale. Per un discreto tappeto berbero
di lana di montone o dromedario, colori naturali, si possono spendere
800 dirham (circa 130.000 lire) al metro quadro. Si sale a 1500 dirham
in caso di qualità superiore (dovuta soprattutto alla finezza del
disegno), per arrivare ai 2000 dirhain della qualità extrasuper, quella
con i punti più fitti. In caso di tappeti antichi la valutazione, come
sempre, non può essere standard, va fatta caso per caso. Una buona scelta, sia di
produzioni attuali sia di esemplari antichi, si trova «Aux merveilles
de Marrakech» (14 souk Semarine), dove le trattative si svolgono in
modo molto professionale; se invece volete un pizzico di folklore in
più (cosa da non perdere), vedrete dei bei kilim, lavoro delle spose in
attesa delle nozze, da Boujemaa (souk des tapis n. 7), nella zona dei
berberi. Tra
gli acquisti meno costosi si segnalano gli oggetti di legno di tuya, un
albero della regione, con riflessi caldi di radica, ciotole di ogni
dimensione, scatole semplici o con intarsi dì madreperla, piatti,
bracciali, che indulgono al look esotico. Nel souk ne vendono un po'
dappertutto, ma fatevi indicare la piazza della fontana e proprio di
fronte troverete un bel negozio con molta scelta, El Farouki Abdelkrim (Foritaine
de Moissine 132), prezzi da trattare, dalle poche migliaia di lire in
su. Potete anche trovare, se cercate le cose importanti, qualche bella porta scolpita, di legno antico, che vi verrà spedita in Italia; costo 7000 dirliam, circa 1.150.000 lire. Allettanti le argenterie, dai vassoi alle zuccheriere, alle teiere, cesellate e chiarissime perché di una particolare lega che contiene il 50% di argento: molto dipende dalla lavorazione e dalle dimensioni, però i prezzi sono convenienti, nell'ordine delle decine di migliaia di lire, e gli oggetti di bell'effetto.
La zona più indicata è il quartiere di Bab el Mellah..Una
panoramica, di buon artigianato la trovate a «L'Art Arabe» (rue Souika
Mouassine 75, in pieno souk), dove potete vedere all'opera il vecchio
Lafkilie, un curioso personaggio che lavora il legno con una velocità e
un'abilità incredibili, manovrando l'attrezzo con il piede e offrendovi
un talismano in legno fatto sotto i vostri occhi; nel negozio riuscite a
scegliere con calma un anellino d'argento, piccolo e leggerissimo, un
bracciale, una collana, una spilla con i motivi beduini: i prezzi vanno
dalle 20-30.000 lire in su. Grandi tentazioni
vengono dall'esotismo di caffetani, galabie, gandure, l'abbigliamento
locale, ma è bene essere prudentissimi: sono comodi, però confezionati
a uso del turista, con materiali probabilmente di origine europea, e il loro prezzo, 100‑150
dirharn (16.000 lire o poco
più) è in ogni caso quello di un capriccio. Qualche bel capo si può
scegliere a «La maison du kaftan marocain» (65 rue Sidi El
Yamani-Mouassine). Ultimo, o primo, tributo al
folklore sono i negozi delle spezie, dove la sosta è dettata unicamente
dagli interessi e dalla curiosità: si vende dal tè di menta alle
pietre profumate, dall'henné al
kajal per il trucco degli occhi, ai rossetti verdi che prendono
colore sulla pelle, tutto per pochi dirham. Se il souk è d'obbligo, c'è un altro shopping meno
frastornante e senz'altro consigliabile: quello che si può fare in avenue Mohammed V, la grande arteria della città
nuova, quartiere di Gueliz, dove i turisti non sbarcano a frotte, dove
nessuno vi assilla perché entriate a comperare. Del tutto trascurabili
i negozi all'europea, sono invece interessanti quelli di arte locale:
alla «Nouvelle Galerie d'antiquités» (72 bd. Mohammed V) c'è una
bella scelta di oggetti di antiquariato, dai piccoli e delicati vetri
siriani ai gioielli, ai pezzi di arredamento, tutto «a prezzi
ragionevoli», come assicura madame Faher M'hamed, la proprietaria: per
un bell'anello d'argento del Sahara, del secolo scorso, piccola pietra
incisa all'intemo, 600 dirham (circa 98.000 lire). A poca distanza, al
n. 84, scintilla invece «Aux arts islamiques», esclusivamente dedicato
all'argenteria moderna. Una panoramica di begli oggetti, per finire, al
negozio «Artisanat marocain» di Hadj Aomar M'ghinia (27 av. Mohammed
V) di fronte al cinema Régent, che vanta una serie di premi ottenuti in
esposizioni internazionali e raccoglie tappeti del sud e dell'Atlante,
ricami, armi, coperte.Non dimenticate 10 o 30 dirham di mancia per il
ragazzino che vi ha fatto da guida, 15 dirharn per il tassii che vi
riporterà in albergo, e soprattutto moneta spicciola per gli acquisti.
Per i biglietti di grosso taglio è difficile a volte trovare il resto.
E'
un viaggio verso la preistoria, dove la natura fa da sfondo a
testimonianze di antiche civiltà già presenti in Marocco verso il
Primo Millennio A.C. In più, è la porta dell'Alto Atlante centrale.
Un'escursione che attraversa gli antichi villaggi berberi e culmina
nella spettacolarità della collina di Yagour. Partendo da Marrakech, la
prima tappa è Aghmat, sito di un'antica città fondata dai Berberi
Haouara prima dell'avvento dell'lslam. Verso la fine dei X secolo,
Aghmat è stata la capitale di un piccolo principato che, conquistato
dagli Almoravides nel 1058, fu via via spopolata a favore di Marrakech.
Sulla piazza, il mausoleo di Moatamid Ibn Abbad e di sua moglie,
testìmonia ancora l'importanza della città e del suo
principe-poeta". Moatamid era, infatti, un letterato andaluso che
governava Siviglia alla fine del XI secolo. Dopo la Riconquista chiese
asilo all' emiro Yousset Ibn Tachfìn che, invece, lo fece prigioniero e
lo rinchiuse ad Aghmat. La
strada prosegue e comincia a salire verso l'Alto Atlante proprio mentre
si inoltra nella ridente valle dell'Ourika e attraversa lghref (da
notare la moschea che domina un eccezionale panorama che si estende per
centinaia di metri). Dopo Tazinout si arriva alla collina di Yagour,
dove si possono osservare quasi 2500 incisioni rupestri di armi,
animali, figure umane e simboli geometrici di difficile interpretazione.
La datazione, ancora incerta, dovrebbe essere anteriore al Primo
Millennio a.C. In estate, su questo altopiano arrivano i pastori delle
tribù Oucheg e Ait Zat, con le foro greggi di pecore e capre. E, nel
mese di agosto, le donne della valle del Zat si recano in pellegrinaggio
al vicino monte Meltsen per il "sacrificio dei polli, un modo per
accattivarsi la fortuna e trovare marito. Proseguendo, a ovest dei colle
del Tu n'Ghellis, sulla linea che separa la valle dell'oued Ourika da
quella dell 'oued Zat, si trova il sito di Lalla Mina Hammou, con le sue
numerose tavole di grès ornate con petroglifici. Altri petroglifici
sono incisi sulle falde di grès rosa dell'Aotigdal n'Ouagouns. Ma le
incisioni più spettacolari sono quelle di Talat nAisk, sul fianco d'i
una sporgenza che domina la vallata. Alla sommità si distingue un
cerchio di un metro di diametro dal quale partono numerosi tratti
disposti a raggiera. A pochi metri si possono osservare alcune armi, tra
cui un'ascia a doppio taglio simili a quelle ritrovate a Creta tra i
resti dei periodo Minoico.
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sotto le montagne dell'Atlante Da
Marrakech, capitale del Sud, attraverso l'Alto Atlante, le valli e gli
ksour fino a Zagora, dove il Marocco affonda nelle sue vere radici: il
deserto Eccolo il vero Marocco, quello che la geografia, gli usi e i costumi vogliono proiettato verso l'Africa nera, quello che si stacca dalla mediterraneità di Tangeri e dal cosmopolitismo di Casablanca. In somma, il Marocco che parte da Marrakech e verso l'interno attraversa montagne, valli, oasi e deserti; incontra l'Alto Atlante, Ouarzazate. Agdz, Goulmina, Ríssani e torna indietro per raggiungere Zagora e M'hamid. Mentre dall'altro versante arriva sull'Atlantico e scende giù fino al confine della Mauritania, inglobando nel suo cammino Essaouira, Agadir Tiznit, Sidi Ifni, Goulimine, Tan Tan, Tarfaya e Laayoune. Paesaggi magici che si inseguono e che fermano nella memoria tutto l'immaginario, portando alla realtà perfino gli spazi di Lawrence d'Arabia. In questo viaggio che naviga tra la realtà dei posti e l'irreale delle sensazioni, ecco cosa non dovete perdere. Di
Marrakech la
"capitale" del Sud Marocco è una città da non perdere. Il
nostro consiglio è quello di non limitarvi e visitare suk e monumenti,
ma di viverla nelle sue pulsioni più vere, abbandonando le vesti del
turista e indossando quelle del curioso viaggiatore. In molti l'hanno
già fatto, e non sono più tornati indietro. Da
Marrakech partono quattro strade verso l'Alto Atlante. Una porta ad
Amizmiz; la seconda attraversa l'Atlante via Asni; la terza va
nella valle dell'Ourika e alle stazioni sciistiche; la quarta si
arrampica fino al monte Tizi n'Tichka prima di precipitarsi verso
il deserto e Ouarzazate. Naturalmente, sarebbero, da fare tutte.
Se non avete tempo, affidatevi al caso: non vi deluderà. Comunque, non
perdete i posti che seguono. Le
montagne e il deserto. Nel
1928 i francesi decidono di costruire una città all'incrocio delle
strade che provengono dal monte Tizi n'Tichka, da Tafilat e da Zagora. E
così Ouarzazate diventa un punto strategico per stabilire una
guarnigione militare nel tentativo di pacificare le tribù locali in
lotta. Le caserme e i palazzi amministrativi circondati da alte mura
danno alla città l'aspetto di un forte della Legione Straniera. Il
luogo scelto dai francesi è vicinissimo alla casbah di Taourirt, la
residenza del califfo della dinastia glaouita che, dopo l'espansione
della città, oggi rimane praticamente inglobata nella sua area ed è
una delle antiche città marocchine meglio conservate. Nessuno conosce
bene la storia di Taourirt: i nativi pensano che il posto fosse abitato
già nel 1600, ma di certo si sa che i Glaoua ne presero possesso solo
nel 1870 e che costruirono una residenza capace di contenere oltre 1500
persone, tra dignitari,
servitori schiavi e donne dell'harem. A nord di Ouarzazate si trova Tiffoultout,
un'altra sede del califfo praticamente in rovina. Nel 1960, però,
fu restaurata in parte per accogliere la troupe cinematografica
impegnata con il Lawrence d'Arabia (da notare che gli studi dell'Atlas
Corporation sono vicinissimi). Nei dintorni, restano da visitare Aìt
ben Haddou (il posto più fotogenico del paese) e la valle del
Dráa. Ma l'occhio spazia ovunque fino a Zagora, dove
malgrado le palme, si ha la sensazione di essere penetrati finalmente
nel deserto. Zagora è l'oasi per eccellenza. 1 suoi abitanti
praticano la coltura intensiva di datteri, agrumi, ulivi e mandorli.
Appena superate le colture, il deserto si impone in tutto il suo
splendore, con le rovine delle antiche casbah degli Almohades, califfi-mercanti
che da qui regolavano il commercio da Siffiniassa a Tombouctou. La
costa. In quasi tre ore di auto, si arriva da Marrakech a Essaouira. L'incontro
con l'Atlantico non potrebbe essere più felice. Dopo aver goduto della
sua magia e aver comprato qualche prezioso oggetto di ebano, un'altra
tappa d'obbligo è Agadir, che dopo aver avuto un ruolo
importante nella lotta di liberazione del paese dai Portoghesi, è stata
resa famosa dalle strutture turistiche. Meglio frequentare le spiagge,
insospettabilmente belle, che si trovano al di fuori degli stabilimenti
balneari attrezzati. Scendendo a sud, conviene deviare verso l'interno Tadant,
la capitale dei Saadiani al centro della valle del Souss, e poi
proseguire per Tafraoute, una cittadina tutta rosa e rossa, e
infine per Tiznit, la citta dell'argento dove comincia il pre-Sahara.
Ancora giù, ecco Sidi Ifni, colonia spagnola e poi avamposto
delle sperimentazioni architettoniche degli anni '30, per arrivare a Goulimine,
porta - ingresso al deserto vero, dove il Sahara è già
realtà.
C Tra il mare e il vento Sono molte le motivazioni per andare a Essaouira: non ultima, la possibilità di praticare windsurf e barca a vela. Non a caso, infatti è chiamata “la città dei venti d'Africa”. Ma se il brivido della tavola dei surf o della barca è riservato agli appassionati, tutti gli altri possono godere di una delle città più belle del Marocco: le fortificazioni, i caffè sul lungomare, i ristoranti dove mangiare ottimo pesce (c'è la più grande flotta di pescherecci del paese), le botteghe degli ebanisti (sono i migliori lavoratori del legno di tuia) sprigionano un fascino carico di storia. A partire dal regno di Mohammed ben Ahdallah (1757‑1790) Essaouira, che pure era conosciuta dai Cartaginesi, acquista una fisionomia particolare, grazie all'architetto francese Cornut che, prigioniero del sultano, la trasforma in fortezza, sfruttata, in seguito, dal colonialismo portoghese e dal protettorato francese. Gole
di Todra
Per accadere alle gole di Todra si parte da
Tinerhir e si percorre una strada che è una vera gioia per gli occhi.
Lungo tutto il tragitto si vedono delle tipiche casbah berbere, con le
loro caratteristiche mura alte e i minareti. Il loro carattere pittorico
nasconde la loro utilità: fanno parte di un complesso sistema di difesa
contro le tribù pirate.
Erfoud
La regione è famosa per la sua produzione di datteri, i migliori
dei Marocco. La città è moderna, frequentata soprattutto da chi vuole
affrontare le dune di Erg Chebbi, la cui caratteristica è quella di
cambiare evidentemente il colore a seconda delle ore del giorno.
Sijilmassa
Le
rovine di Sijilmassa sono quasi scomparse, arse dal sole e corrose delle
piogge. Una volta era una città commerciale molto ricca, ha vissuto il
suo periodo migliore quando nel XIV secolo l'Europa abbandonò la moneta
d'argento per quella d'oro. Punto di passaggio per i marocchini che
andavano a La Mecca. È vicinissima a Rissani.
Agdz
Punto di partenza per la valle del Dráa. La strada che va da Aqdz a Zagora
è di una bellezza spettacolare. L'ambiente aridissimo è tagliato da
una striscia di verde lussureggiante, con palme e campi coltivati. Lungo
le sponde dei fiume Draa, si allineano anche molto casbah berebere
piazzate in posizioni strategiche.
Essaouira
La magia di Essaouira non dipende tanto
dalla sua storia, passata e recente, quanto dal matrimonio
armonioso tra la bellezza della natura e l'architettura. Il che rende la
città un posto che basta a se stesso: abitanti e habitueés lo sanno, i
visitatori lo scoprono presto. Una volta assorbita tutta questa magia ,
si può partire verso il sud. La strada serpenteggia tra la costa e
l'entroterra, sale e scende lungo le pendici dell'Atlante, attraversa
piantagioni di banano e riserve faunistiche, mentre alcune spiagge
solitarie offrono relax e bagni di sole. La costa è poco frequentata.
Solo il faro di capo Rhir e qualche marabou bianco funzionano da punto
di riferimento. Altri punti di interesse lungo la strada, prima di
arrivare si trovano tra Imouzzer a Ida Outanane, do. ve nelle verdissime
vallate portano a ripide cascate. Tiznit
Il pre-Sahara
comincia a Tiznit. Nonostante le numerose costruzioni moderne, la
città conserva ancora il suo aspetto di guarnigione militare.
Intatti è nata per volere del sultano Moulay Nassan nel 1882 come
roccaforte per combattere i Barbari Chicuba. Per lo stesso motivo vi
si installarono i francesi durante il loro protettorato sul Marocco.
La leggenda, però, vuole che la città sia più antica: nel 1500 una
prostituta pentita venne lapidata e nel posto dove cadde il corpo
sgorgò una sorgente, detta ancora oggi la "sorgente blu di Lalla
Tiznit".
Goulimine
Goulimine rappresenta il ritorno alla dura realtà del deserto.Non
quella che si definisce una bella città, ma ha una posizione
simbolica per chi vuole entrare nel Sahara. E' qui che arrivano i
Tuareg, gli "uomini blu" del deserto a barattare i loro
animali con le scorte di legumi. Cammelli e dromedari hanno qui il loro
terminal dopo le lunghe carovane; mercanti e avventurieri hanno a
disposizione una piazza ottimale. Dopo Goulimine non ci sono più oasi, né piante di datteri né montagne. Il
deserto attira il viaggiatore come una calamita, con le sue disteso
piatte che moltiplicano l'orizzonte.
Quarzazate Situata all'incrocio delle strade che
provengono dal deserto e dalle montagne, Ouarzazate ha una posizione
strategica. Per questo i francesi la costruirono nel 1928 con la
struttura e le forme dei forti della Legione Straniera. Alla sua
periferia si trova la casbah di Taourit, antica residenza del califfo
glaouita così grande da poter accogliere oltre 1500 persone, che oggi è l'unica di tutto il paese perfettamente conservata. A pochi
km si trova Tiffoultout, un'altra sede del califfo .
DORMIRE E MANGIARE A
Ouarzazate: Hotel Berbère Palace, tel. 04-883077- Hotel Bellère,
tel. 04-882803; ristoranti di specialità marocchine: Yasmine, tel.
04-885143- Al Waha, tel. 04-883254. A
Zagora: Hotel Roda, tel 04-847249 - Hotel Madsalam Zagora, tel.
04-847400. A
Essauira: Hotel Villa Maroc, tel. 04-473947 - Hotel Des Iles, tel.
04-472329; ristoranti
a tutto pesce:
chez Sani (sul porto dei
pescherecci), tel 04-473513.
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