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| LOMBARDIA - EOLIE - LIGURIA - PANTELLERIA - SARDEGNA - ROMA - VENEZIA - SICILIA - | |||
| TOSCANA - TRENTINO -LAZIO - | |||
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BOARIO
TERME (BS) Per
una vacanza rilassante, per una cura termale, per gite interessanti
consiglio l'albergo Villa Ebe (Tel.0304/535872-534575-531720) Troverete
un'ottima cucina casereccia, tanta cordialità e simpatia, un prezzo
veramente conveniente (pensione completa:camera doppia 50/55.000,camera
singola 60.000)
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Da anni è la più amata dagli italiani. La destinazione che meglio rispecchia il nostro ideale di vacanza. E le ragioni per giustificare questo primato della Sardegna non mancano. Per trasparenza e sfumature verdi e turchesi, il mare tiene testa ai paradisi balneari più celebri del mondo. Le coste, frastagliate in miriadi di insenature, rocce e isolette, cambiano continuamente scenario e non hanno subito eccessive violazioni da un turismo a volte travolgente. Su un perimetro di mille 850 chilometri solo 300 sono urbanizzati. Nell'interno dell'isola, poi, domina un paesaggio di autentica wilderness, flora e fauna mostrano spiccate caratteristiche endemiche, con specie rare che sopravvivono solo qui. Inoltre, se il mare è il motivo indiscutibile della vacanza, tutta la Sardegna possiede una forte carica di originalità che abbraccia archeologia, tradizioni, artigianato, gastronomia da cui è difficile non lasciarsi coinvolgere. Il corrispettivo di tante attrattive è una vacanza non economicissima, condizionata dai costi di trasferimento e da un'offerta turistica di target medio-alto. Asse portante tradizionale dell'ospitalità sarda è la casa per le vacanze, che meglio interpreta lo, spirito di un soggiorno flessibile, svincolato da orari e libero di seguire i ritmi della natura. Sempre più gettonato il residence nella versione club, con ristorante e servizi a piacere. L’offerta alberghiera è sviluppata soprattutto lungo la costa nord occidentale e nel cagliaritano, dove hotel e villaggi sono dotati di lunghe spiagge private attrezzate con sdraio e ombrelloni. Prevalgono le strutture medio-alte, da 3 a 5 stelle con trattamento di mezza pensione, ma non mancano proposte "tutto incluso". Da prendere al volo i pacchetti iperconvenienti che abbinano trasferimento aereo a soggiorno. Una vacanza in Sardegna, infine, richiede un po' di dinamismo e inventiva perché il mare più bello è spesso da conquistare in auto, per perlustrare tutti gli anfratti costieri o meglio a bordo di una barca, anche se questo impone qualche scarpinata per guadagnare i posti più esclusivi.Le spiagge bianche, il mare “caraibico” e la natura selvaggia fanno di questa isola. tanto amata dal vip. una destinazione seducente fino all'ultimo giorno dell'estate chi parte dalla Sardegna lo fa con un po' di rammarico ricordando con nostalgia il mare turchese, i tramonti e le feste sulla spiaggia. Ai pochi che restano e ai fortunati che arrivano a stagione finita, l'isola però riserva ancora tante piacevoli sorprese. Prima fra tutte è il risparmio. Una settimana di soggiorno a settembre in Sardegna costa in media il 30 per cento in meno rispetto all'alta stagione. Secondo fattore positivo è il clima, visto che la temperatura, dopo il grande caldo di ferragosto, si aggira sui 26 gradi e il mare è ancora tiepido. Se
cercate la natura ma anche appuntamenti mondani la Gallura
e la Costa Smeralda sono le zone che fanno per voi, dove si
concentra la maggior parte di chi sceglie una vacanza in Sardegna.
Amatissima (in particolare dai vip italiani e stranieri) Porto
Cervo, con la vicina spiaggia di sabbia rosa a Razza
di Junco e di Liscia Ruia, lunga oltre 500 metri. Acque trasparenti
e incorniciate dalla macchia mediterranea fanno sì che questi lidi
siano fra i più belli dell'intera isola. Più a sud, Porto
Rotondo è l'altro centro dove può capitarvi di fare il bagno
accanto al vostro cantante o attore preferito. Fra i tanti aficionados
ci sono Maurizio Costanzo, Alba Parietti, Piero Chiambretti, Fiorello,
Umberto Smaila, Gerry Calà, ma anche Denzel Washington (l'avvocato del
film Philadelfia) o Geena Davis (interprete di Thelma e Louise). Le spiagge da non perdere? Sicuramente quelle di Cala
Razza di Juncu, poco frequentate e raggiungibili solo in barca, ma
da provare anche una gita sull'isola Mortorio.
Meno mondane, ma ugualmente belle per mare e paesaggi sono l'isola di
Caprera e Santa Teresa di Gallura.La prima è un capolavoro della
natura, impervia è selvaggia dove un'escursione d'obbligo è il passo
della Moneta, un ponte diga da cui si gode un panorama spettacolare.
A Santa Teresa di Gallura invece, meritano dì essere viste la
spiaggia di dune del fiume Liscia,
meta degli appassionati del windsurf, e le rocce di Capo
Testa, dove si trova una caletta racchiusa in un anfiteatro dì
granito bianco.
Altre
zone dalla natura selvaggia sono a nord-ovest dell'isola la Nurra
e l'Anglona. Qui, le località più famose sono Alghero,
gia colonia catalana del '300, Castelsardo,
con le sue rocce a strapiombo sul mare, e Stintino, per le bianchissime spiagge della Pelosa e Capo Caccia. In quest'ultima località è consigliata una
gita alle grotte di Nettuno, raggiungibili
in barca oppure attraverso la scalinata del Cabirol o alla grande spiaggia
dell'Argentiera. Se avete deciso dì viaggiare con la famiglia scegliete il sud, nella zona del Sulcis e di Cagliari. Si tratta della parte dell’isola meno battuta turisticamente e il massimo per chi si sposta con i figli piccoli. All'isola di San Pietro per esempio, la spiaggia di Giunco garantisce acqua bassa e un arenile bianco e finissimo. L’ideale per far giocare i bimbi sul bagnasciuga. Soluzioni alternative sono Villasimius, antico centro ricco di testimonianze dell'età nuragica (da visitare i nuraghi di Brancu Campulongo, Manunza e Acca sa Pira), immerso nel verde della macchia mediterranea o Porto Zafferano presso Capo Teulada, adatto per chi cerca la tranquillità e il riposo. |
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DA
CAPO CACCIA A CAPO TESTA. La
costa più popolare della Sardegna, costellata di centri storici e
località alla moda. Alle spalle la Gallura, ricca di attrattive In
principio c'era solo Alghero,
quando il turismo era un fenomeno elitario. La città d'arte della
Sardegna, dalla forte caratterizzazione spagnola nelle architetture, nel
dialetto e nelle targhe toponomastiche in catalano, offre una suggestiva
passeggiata sui bastioni, un bel lungomare, chiese e palazzi
rinascimentali e un intrico di viuzze dove proliferano laboratori di
corallo. A nord si staglia la mole calcarea di Capo Caccia, 170 metri a
strapiombo sul mare, da cui partono i 656 gradini delI’Escala
Cabirol che conducono alle grotte di Nettuno. In vista delle
scogliere di Capo Falcone, Stintino con due porti e la bianca
spiaggia della Pelosa è un must della zona. All'estrema punta nord si
allunga, spoglia e rocciosa, l'isola dell'Asinara. Oltre Porto
Torres, su un promontorio, si incontra il borgo di Castelsardo,
culla dell’
artigianato dell’intreccio. Da ammirare, prima di entrare in città,
la roccia delI’ elefante, una delle tante bizzarrie naturali
dell'isola.E’ questo il tratto costiero da preferire se si cercano
soggiorni a prezzi ragionevoli. Badesi, Valledoria, Isola
Rossa fino alla selvaggia Costa Paradiso offrono accoglienti
appartamenti e ampie spiagge per una vacanza relax. Santa Teresa di
Gallura, mondana, è uno dei salotti più ambiti della Sardegna, che
esibisce a Capo Testa, tra le spiagge di Santa Reparata e di Rena
di Ponente, rocce granitiche davvero spettacolari. L’entroterra di Alghero
e la Gallura forniscono ottimi spunti per variare i temi della
vacanza. Gli amanti di archeologia non si possono perdere il nuraghe
di Palmavera; chi fa trekking, la splendida Valle della Luna,
i buongustai, la cantina Sella e Mosca, dove si degustano vini che i
sardi chiamano con orgoglio da meditazione. Il
SALOTTO MONDANO DELLA SARDEGNA. La
costa più patinata, con alberghi super lusso, ville da sogno e yacht da
nababbi. In più, il parco nazionale marino della Maddalena E’
l'immagine della Sardegna più esportata all'estero. Frutto di
un'operazione edilizia e di marketing architettata a tavolino nel 1962
dall'Aga Khan, la nascita del Consorzio Costa Smeralda ha catapultato la
Sardegna alla ribalta del turismo mondiale, promuovendola a meta
consacrata di vacanze d'élite. Merito di una costa ramificata in
innumerevoli calette di acque cristalline e ricoperta da una rigogliosa
macchia mediterranea profumata di mirto e ginepro. Ville esclusive e
panfili miliardari sono uno spettacolo consueto e una visita nella
piazzetta di Porto Cervo o al suo elegante porticciolo vi
consentirà sicuramente di sbirciare qualche vip in trasferta
vacanziera. Le incantevoli spiaggette del Pevero, Liscia di
Vacca, Petra Ruia, Cala Granu, S'Arena, democraticamente aperte a
tutti e quindi molto affollate in alta stagione, vi ripagheranno
comunque dalle frustrazioni mondane. Se a Porto Cervo e Porto
Rotondo i prezzi sono proibitivi e una camera nei prestigiosi hotel
Pitrizza e Cala di Volpe supera il tetto di un milione a notte, si
possono scovare soluzioni più ragionevoli nei dintorni di Olbia
e di Palau. La costa nord occidentale della Sardegna concentra
oltre il 50 per cento dell'offerta turistica e le alternative abbondano.
Da Palau ci si imbarca per l'arcipelago della Maddalena,
un must della vacanza sarda, parco nazionale marino, ideale per velisti
e appassionati di pesca subacquea. Qui la celeberrima spiaggia rosa di Budelli
vale da sola l'escursione. Nell'arcipelago gli alloggi scarseggiano,
sono quindi da prenotare con largo anticipo. A Palau non scordate
di fare una puntata a Capo d'Orso, roccia singolare scolpita dal
vento a forma di plantigrado. Un'altra classica escursione è quella
all'isola di Tavolara, raggiungibile in battello da Porto San
Paolo. In Costa Smeralda l'auto è indispensabile per inoltrarsi
alla ricerca di calette, seducenti e nascoste. Per chi invece ha bambini
e preferisce non muoversi sono perfetti i litorali piatti e sabbiosi di San
Teodoro e Budoni, con ben 18 spiagge da sogno. IL CUORE SELVAGGIO DELL’ISOLA. Uno scenario selvaggio e fascinoso,con la montagna che si tuffa nel mare. Cale isolate, grotte smeraldine e strapiombi di granito rosso. Nelle zone interne le asperità della Barbagia e Supramonte. Spenti
gli echi mondani della Costa
Smeralda, la natura selvaggia dell'isola riprende il sopravvento. Dopo
le candide dune di Capo Comino, ricoperte da ginepri, e la lunga
spiaggia di Berchida a Siniscola,
la costa si inerpica in rocce a strapiombo intervallate da piccole
insenature. Inizia il Golfo di Orosei, uno dei tratti più
scenografici del litorale sardo, dove il mare, pulitissimo, è
protagonista assoluto della vacanza. Qui più che mai la barca è
d'obbligo per esplorare baie isolate raggiungibili quasi esclusivamente
dal mare. Cala Luna, bordata di stagni e oleandri, Cala Sisine,
infrattata tra ripide pareti, Cala Mariolu, che vanta il mare
più turchese della Sardegna, sono tra gli angoli più fotografati
dell'isola. Così le Grotte del Bue Marino, nei pressi di Cala
Gonone, visitatissime per i loro laghi smeraldini. Nell'attigua Ogliastra,
da poco scoperta dal turismo, il paesaggio permane aspro con imponenti
falesie di porfido rosso che a Cala Moresca si tuffano a picco
nel mare. L’offerta alberghiera è contenuta e l'accesso all'intera
costa non facile, ma la recente apertura dell'aeroporto di Tortolì
ad Arbatax ha contribuito al decollo turistico della zona.
Difficile è resistere all'attrazione che esercita l'interno della
costa: la Barbagia con il Supramonte e il Parco
Nazionale del Gennargentu, vale a dire l'essenza stessa della
civiltà sarda, la cui esplorazione regala sempre un brivido di
avventura. Concedetevi una puntata nei paesi di Dorgali, Orgosolo,
Oliena anche per acquistare le preziose filigrane, gli scialli e i
ricami. Oppure, armati di binocolo, addentratevi nel Gennargentu
per avvistare le aquile reali in volo. O ancora, lasciatevi sorprendere
dalla gola di Gorropu, un orrido incassato tra pareti verticali
di 400 metri. Suggestione e mistero avvolgono anche le vestigia
archeologiche della Barbagia, dal villaggio nuragico di Tiscali,
sprofondato all'interno di una rupe alle Tombe dei Giganti al sito
Serra e Orrios, 70 capanne neolitiche tra le meglio conservate
dell'isola. DA
CAGLIARI A ORISTANO. Lunghe
distese sabbiose, dune desertiche e paesaggi lacustri. Insieme a miniere
abbandonate e rovine punico-romano Più
a sud il paesaggio muta radicalmente. La costa si distende nei lunghi
litorali sabbiosi di Muravera, Costa Rei e la rinomata Villasimius.
I pigri possono rilassarsi nei grandi alberghi, che offrono una vacanza
superorganizzata e tutto compreso, ideale anche per i bambini.
Prevalentemente piatto è il Golfo di Cagliari, chiuso a ovest da
due capisaldi del turismo di lusso: Santa Margherita di Pula,
bordata da un’ampia pineta, e Chia Laguna con la baia, lo
stagno e le bianche dune a corona, entrambe colonizzate da esclusivi
resort. Un nome per tutti: il Forte Village, tra i complessi alberghieri
più conosciuti del Mediterraneo, vera mecca di comfort, divertimento,
sport e benessere. Gli stagni, popolati in inverno e primavera di
fenicotteri rosa, punteggiano tutta la costa. Alle spalle le dune, da Capo
Teulada a Porto Pino, che culminano nella spiaggia di Piscinas
dove raggiungono i 50 metri di altezza. Alloggiare qui è quasi
un'impresa, perché esiste un solo albergo con poche camere ricavato da
una vecchia costruzione mineraria, ma l'habitat, unico in tutta l' isola
è assolutamente da non perdere. Un pò surreale perché teatro
di vecchie miniere abbandonate,è tutta la zona del Sulcis-Iglesiente
dove è in progetto la creazione di un parco geominerario. Meno
dispendiose della costa cagliaritana sono le isole di San Antioco e
San Pietro, con ottime baie per il windsurf Con pochi insediamenti
turistici, la costa occidentale da Oristano a Bosa coniuga il
mare con la natura ed è l’ ideale per chi ama le escursioni, il
birdwatching e le cavalcate a cavallo. Barumini, il più grande
complesso nuragico dell'isola, e le città punico-romane di Nora e
Tharros sono le mete culturali da non perdere. In alternativa, vale
un'escursione la Giara di Gesturi, a 50 km da Cagliari, dove
scorrazzano liberi sull'altipiano i famosi cavallini sardi di piccola
taglia. TRA NURAGHE E FENICOTTERI Sotto le Montaqne dei Sette Fratelli Seguendo
la strada che costeggia la spiaggia del Poetto la storia incontra la
natura. Immerso nella rigogliosa vegetazione delle Montagne dei Sette
Fratelli si trova uno dei monumenti di epoca nuragica tra i più
importanti dell'isola, la tomba
dei Giganti di
Is Concias. Un sepolcro di dimensioni impressionanti con un circolo di
pietre orizzontali attorno alla camera funeraria: la tomba era
considerata anche luogo di culto (ingresso libero). Verso nord, sotto
la Giara di Gesturi, c'è Barumini
e
il sito di Su
Nuraxi, un
grande complesso nuragico a cinque torri, circondato dal villaggio di
capanne, tra cui quella del Capo. Si tratta dell'architettura nuragica
Più famosa della Sardegna anche grazie all'ottimo stato di
conservazione (ingresso con guida). In quest'area si trova il
villaggio di Vittanovaforru, con
museo: ingresso adulti € 2.58; bambini € 1; lungo l'arco
occidentale del golfo di Cagliari si apre all'improvviso lo stagno
di S. Gilla, dove
nidificano e si riproducono i fenicottefl
rosa, a
dispetto dell'industrializzazione della zona. Da qui si raggiunge Nora,
insediamento
punico‑fenicio: si visitano il teatro, quattro complessi
termali, i templi, l'area del mercato, il foro e le abitazioni con
pavimenti in mosaico. Ingresso: adulti €2,
bambini €1
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I QUARTIERI Testaccio Se si osserva la collinetta verde dei quartiere Testaccio si scoprirà che è interamente fatta di cocci. Sono quelli delle anfore romane che trasportavano le merci da Ostia fino al porto sul Tevere. All'ombra del monte Testaccio c'è invece l'antico mattatoio, capolavoro di architettura industriale, sede di concerti ed esposizioni artistiche.Sulle pendici della collina, al posto delle cantine e laboratori artigianali del secolo scorso, ci sono oggi ristoranti e locali. Esquilino
Il
quartiere più multietnico di Roma, con il
grande mercato di Piazza Vittorio,
i
portici con i negozi di tessuti africani e chincaglierie cinesi, i
ristoranti indiani delle vie adiacenti. Un giro per il mercato è
un'esperienza unica, in un mosaico di odori che porta su un itinerario
olfattivo tra i cinque continenti. Concedetevi una pausa con un "frulletto",
uno squisito frappè di gelato, al Palazzo
del Freddo, la
più grande gelateria d’Italia Eur Il quartiere più surreale di Roma, nato tra il 1936 e il 1943 per l'Esposizione Universale Romana (EUR), con i marmi bianchi levigati, i palazzi squadrati, le vie larghe che lo fanno somigliare a un quadro di De Chirico. La stele al centro di piazza Guglielmo Marconi è dedicata all'inventore della radio, ma simbolo dei quartiere è il palazzo della Civiltà del Lavoro, detto dai romani il Colosseo quadrato A farlo somigliare al monumento antico più famoso dei mondo sono le sue 216 finestre ad arco disposte in ordinate file sovrapposte. Dovevano essere occupate da altrettante statue di marmo, ma i finanziamenti bastarono solo per la prima fila. Parcheggiate qui il motorino e fatevi un giro nel bellissimo parco con il laghetto artificiale, con il limpido palazzo dell'Eni, costruito in acciaio e vetro, che si specchia sulla superficie dell'acqua. Ostiense Il vecchio quartiere industriale, sede anche dei mercati generali, è quello che più è cambiato in pochi anni. Ma una parte è rimasta intatta, coni il ponte di ferro, i battelli sul fiume, il profilo degli stabilimenti della ex Mira Lanza e soprattutto la leggera e insieme gigantesca architettura del gazometro il vero simbolo del quartiere. L'intero complesso è un bell'esempio di parco archeologico industriale che si sta trasformando in un'area dedicata alle attività teatrali, diretta dal Teatro di Roma e che prenderà il nome di India. Nelle officine e nei depositi abbandonati delle vie adiacenti si sono invece installati disco bar, pub, discoteche, facendo diventare il quartiere all'ombra del gazometro il centro di gravitazione di molti romani nottambuli. ll primo dei locali ad aver aperto in questa zona è lo storico Messico e Nuvole, in via dei Magazzini Generali 8, pub e ristorante per uno spuntino alla messicana. Celio Il quartiere nato all'ombra del Colosseo sembra vivere con rassegnazione l' ingombrante presenza del suo vicino. Non sono molti i turisti che, dopo aver osservato li simbolo di Roma, si inoltrano tra le strette strade perpendicolari del quartiere. I romani lo fanno sicuramente di più, la mattina per il piccolo mercato di via dei SS. Quattro, e la sera per la concentrazione di ristoranti, come da Isidorio in via Ostilia 23, dove si mangiano degli ottimi primi piatti. La visita più emozionante dei quartiere la si può fare alla basilica di San Clemente, scendendo nel sottosuolo fino al tempio sotterraneo dedicato al dio Mitra, costruito vicino a una sorgente d’acqua. Olimpico e foro
Italico Come
Suggerisce il nome è il quartiere dedicato allo sport, nato tra il
Tevere che in questo punto ha le sponde più rigogliose di alberi, e le
pendici verdi del Monte Mario, la cima più alta di Roma. La zona del
Foro italico è la più suggestiva del quartiere, nonché regno degli
"skaters", che vengono qui a pattinare sui marmi del piazzale
che conduce allo stadio Olimpico. Gli edifici laterali, dipinti con un
coraggioso rosa caramella, ospitano la sede dei C.O.N.I. e le strutture
sportive. Da non perdere lo Stadio
dei Marmi,
circondato
da statue in travertino che ritraggono gli atleti nell’ atto di
compiere un gesto atletico. Per una sosta rinfrescante tra il verde ci
si può rifugiare sul
vicino Barcone,
un
bar‑ristorante ancorato sul Tevere. Coppedè Pochi si fermano a conoscere questo strano quartiere vicino via Tagliamento. Eppure le eclettiche architetture disegnate dall' architetto Gino Coppedè negli anni Venti meriterebbero di essere ammirate con attenzione piazza Mincio, con la fontana delle Rane circondata dagli edifici in stili diversi dal neomedievale al liberty. Per entrare in piazza si scelga l'arco che si affaccia su via Tagliamento con i due strani balconi interni. Girando su via Brenta si entra invece nel quartiere Trieste, con la bella via Serchio,costeggiata di splendide ville e giardini. Garbatella Da periferia popolare e degradata che era fino agli anni Settanta, è diventata adesso una delle zone residenziali più affascinanti di Roma. La bellezza della Garbatella è nelle case popolari degli anni Venti, costruite con forme e dimensioni diverse, abbellite da decorazioni liberty e giardini fioriti, secondo il modello inglese delle garden cities, destinate ad alloggiare gli operai della vicina area industriale. A dare il nome al quartiere è il bassorilievo di una misteriosa donna garbata e bella sul muro di una casa in piazza Bonomelli. La vivacità culturale del quartiere attira la notte moltissimi giovani. Il centro è in piazza Romano dove si trova il Palladium, un vecchio cinema del 1929 trasformato in sala concerti, dove si sono esibiti gruppi di fama internazionale. E per un caffè freddo si consiglia la sosta ai tavolini del bar Foschi in piazza Romano 2. Parioli
L’alta
borghesia romana di inizio Secolo ha scelto l’area intorno a Villa
Borghese per erigere le proprie residenze. Ville, giardini con palme e
lussuosi palazzi Oggi occupati dalle ambasciate. Pochi negozi e poche
persone per strada, sembra piuttosto un campionario della lussuosa
architettura civile del primo Novecento. Scendendo da viale delle Belle
Arti si costeggerà il Bioparco
di Roma, che
lascia intravedere le voliere per gli
uccelli e la montagnola artificiale dipinta di bianco, vicino alla tana
degli orsi. Il punto di ritrovo del quartiere è sotto i portici di
piazza Euclide, occupati da ristoranti e una grande caffetteria con i
tavolini all'esterno. Un giro ai Parioli non può tralasciare la moschea
disegnata
da Paolo Portoghesi, che è la più grande d'Europa. Sembra che il
minareto abbia dovuto essere accorciato rispetto al progetto originale,
per non superare in altezza la cupola di San Pietro. Infine, vicino allo
Stadio Flaminio, sta nascendo la Città
della Musica, con
l'auditorium di Renzo Piano
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All'inizio
dell'autunno. Forse in nessun altro periodo dell'anno la città lagunare
è struggente, romantica, malinconica. La brezza si fa più leggera, i
tramonti si caricano di colore, la prima nebbiolina comincia a scendere
tra le calli... E soprattutto la città torna ad essere più tranquilla
‑ e meno rarefatta ‑dopo la conclusione del Festival del
Cinema. Gli otto
itinerari che vi proponiamo sono lo spunto per vivere la città
intensamente, lontano dalla ressa dei turisti. Itinerari diversi da
quelli più battuti, ma tutti ricchi di interesse e curiosità. Dalla
Venezia gastronomica con gli indirizzi dei bàcari, le tipiche osterie,
a quella romantica, con angoli nascosti e ricchi di charme, da quella
alternativa (non perdetevi la Biennale!) a quella verde.
Gastronomica:
I bàcari (dal Dio del vino "Bacco") sono osterie tipiche
veneziane che fanno risalire la loro tradizione fino all'800. I
veneziani vanno a berci un "ombra de vin" e a mangiare piccoli
e raffinati spuntini di cucina locale o veri e propri piatti nostrani.
Impossibile, arrivare al cuore di Venezia senza fare un "giro de
ombre" tra i suoi bàcari. Tra i più caratteristici: I Do Mori,
S. Polo 429; l'Antico Dolo, Ruga
Vecchia San Giovanni 798;Do
Spade, Sottoportelo de lo Spade 860; Al Mascaron Calle lunga S.Maria Formosa 5225;Ca'
d'Oro, Ramo Ca' d'Oro 3012; Al Bacco, Fondamenta Capuzine 3054. Da provare,tra l'altro, i
cicheti al bacalà mantecato, le sarde in saor, gli gnocchi de suca, la
figà à la venessiana.
Alternativa:
Con le sue opere e creazioni fantasiose ravviva e colora
l'atmosfera della laguna... E mai come quest'anno riserva così tante
sorprese. Da tutti gli angoli dei mondo. E’ la Biennale di Venezia (aperta fino al 7 novembre, tutti i giorni,
tranne il martedì, dalle 10 alle 19, ingresso 25 mila lire), che si
snoda un po' per tutta la città. A cominciare dai bellissimi Giardini di Castello per allargarsi all'Arsenale, un complesso di cantieri, officine e depositi. Un vero
spettacolo per gli occhi, oltre che per la mente. Info: tel.
041/5218861.
Romantica: E’ uno dei quartieri più romantici e singolari, ma i più lo sfiorano senza nemmeno sapere della sua esistenza. Forse perché è celato tra il canale di Cannaregio e il rio di San Girolamo. Ma il Ghetto veneziano, il più antico del mondo, ha un fascino tutto particolare. Sarà per la decadenza delle calli o i nostalgici scorci, lontani dall 'orda dei turisti. Vi si può arrivare dal Ponte delle Guglie, imboccare Ia Calle del Forno, proseguire per la Calle del Ghetto Vecchio e, tra negozi di antiquariato e di oggetti ebraici sbucare nell'incantevole Campo del Ghetto Nuovo. Dal Museo di cultura ebraica parte un percorso alla scoperta della storia e dei segreti di questa comunità, con visita alle sinagoghe: la tedesca, la levantina, la spagnola e l'italiana. Veneziana:
I morosi, come vengono chiamati i fidanzatini veneziani,
vanno a passeggiare alle Zattere,
una lunghissima fondamenta che costeggia i Canale della Giudecca fino
alla Chiesa della Giudecca, amatissima dai veneziani e dagli studenti
che vi vanno a prendere il sole. Ma tutto il quartiere di Dorsoduro
è particolarmente veneziano e tremendamente caratteristico. A
partire dall'allegro e tranquillo Campo
S. Margherita che offre tantissimi scorci di vita cittadina.
Letteraria:
Specialmente in autunno Venezia è terribilmente malinconica.
Niente di meglio per lasciarsi suggestionare dai ricordi dei passato e
rivivere le imprese di due suoi personaggi illustri. Da una parte Goldoni,
di cui resta la casa‑museo e i luoghi delle sue commedie come
il Casino Venier, la sala da ballo di Palazzo Zenobio, l'ex Convento dei
Gesuiti, la Casa Mogenigo, la Ca' da Mosto o la strada delle Mercerie.
Dall'altra Casanova e i suoi
luoghi: da Calle Malipiero, dove nacque, al Palazzo Malipiero, a Palazzo
Bragadin e ai Piombi. Itinerari guidati: per Goldoni, Associazione Guide
Turistiche di Venezia, tel. 041/ 5209038; per Casanova, Associazione
Casanova, tel. 041/721924, con possibilità di partecipare a una cena
casanoviana.
Naturalista:
Volete scappare da tutto e da tutti e isolarvi in un altro
mondo in mezzo alla natura? Allora prendete il vaporetto (la linea 13)
dalle Fondamenta Nuove e navigate alla volta della piccola Isola di S. Erasmo, un paradiso naturale perso tra i colori delle
laguna. Da non perdere, in particolare, la Seca
del Bacan, come dice il nome una secca dove numerose specie di
uccelli vanno a deporre le uova. La Cooperativa Limosa, tel. 041/932003,
organizza itinerari naturalistici a S. Erasmo, nell'Oasi Caroman e
nell'isola di Pellestrina. Al lido
Piccolo, la parte orientale della laguna davanti a Venezia, e nella
parte nord del Cavallino c'è addirittura la possibilità di fare
birdwatching. Basta contattare la LIPU di Mestre, tel. 041/ 5347630.
Architettonica:
Venezia è una città che non può permettersi di
invecchiare. E in particolare negli ultimi tempi si è trasformata in un
cantiere a cielo aperto, le cui opere sono in continua sistemazione e
restauro. Così sono molti i monumenti tornati nel loro più grande
splendore. Tra questi ci sono Ca'
Pesaro, Ca' d'Oro, le facciate della Chiesa di San Moisè e della
Chiesa degli Scalzi, la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la Chiesa di
Santa Maria Formosa e quella di Santa Maria del Giglio. La prossima meta
sarà, oltre alla Fenice, le cui calli circostanti ricche di molti piccoli negozi
tipici sono una vera delizia, il grande complesso dei molino Stucky alla Giudecca, purtroppo (per il momento) osservabile
solo dalle Zattere o da bordo di un vaporetto.
Verde: Sono forse il tesoro più "nascosto" di tutta Venezia... Sbirciano da un alto muro di pietra, ammiccano con un ramo di glicine in fiore tra i cancelli che costellano le calli, si nascondono nel cortile dei palazzi... Sono i giardini veneziani. Alcuni visitabili, altri solo sbirciabili. Tra quelli che si possono vedere ci sono il giardino di Ca' Zenobio ai Carmini, oggi Collegio degli Armeni, quello della Pensione Accademia, quello "artistico" della collezione Peggy Guggenheim e quelli più selvaggi sull'isola della Giudecca, oasi campestri tra acqua e acqua che hanno mantenuto la loro vocazione di orti. |
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LA COSTA IONICA:Da Messina a Catania una carrellata di spiagge sovrastate da alte scogliere di roccia vulcanica. Il vulcano e il mare. Potrebbe essere riassunta cosi la costa della Sicilia affacciata sullo Ionio, con il profilo dell'Etna che si distingue anche a centinaia di chilometri di distanza. Partendo da Messina, con la splendida vista sullo Stretto di Messina, e scendendo verso sud fino a Taormina, è tutto un susseguirsi di scogliere alte e nere, formate da antiche eruzioni vulcaniche, che si gettano a strapiombo sul mare. Solo oltrepassando Catania la costa torna ad essere bassa, con grandi baie sabbiose, interrotte di tanto in tanto, da piccole scogliere. Capo
Peloro:
La punta settentrionale della Sicilia è fiancheggiata da una strada
panoramica tra le più affascinanti d' italia. Il panorama più bello è
quello che si vede dal Monte Antennammare, a 1130 metri di quota con lo
Stretto di Messina, la costa calabrese, il promontorio di Milazzo. E
sulle coste la festa continua, in spiaggia, nei ristoranti aperti fino a
notte fonda.Da
non perdere il villaggio di Ganzirri, sulle rive di un lago
salato dove si pratica la coltura dei molluschi. il lungolago si
trasforma in un vivace luogo di ritrovo, vista l'alta concentrazione di
bar, ristoranti e locali notturni. Taormina:
Il mare cristallino da una parte e il
profilo dell'Etna dall'altra. TaormIna è affacciata su un altopiano
roccioso a 200 metri di altezza, ma l'eccezionale posizione di cui gode
è solo una parte del fascino di questo paese, dove si trovano palazzi
gotici e normanni, giardini pensili, ville patrizie dei primi del
Novecento e un teatro greco. romano del Il secolo d.C.Da
non perdere Le
Gole dell'Alcantara, formate dalla lava fuoriuscita in epoche
antichissime da un piccolo vulcano a nord dell’ Etna. Nel mezzo della
gola scorre un fiume limpido e freddissimo, che si può risalire fino a
un piccolo lago da cui ha origine una cascata Un vero divertimento per
gli amanti delle passeggiate “avventurose”. Acireale:
si chiama Riviera dei Ciclopi Il tratto di costa a nord di Catania,
caratterizzato dai nove paesi che secondo la mitologia nacquero dal
corpo di Aci, il pastorello ucciso da Poliferno e smembrato in nove
pezzi. Acireale è il centro più importante della zona, con un centro
storico barocco, gli stabilimenti termali di Santa Venera in stile
neoclassico e i giardini di Villa Belvedere.Da non perdere
i Faraglioni dei Ciclopi di Aci Trezza, torri di lava nera che
emergono da un'acqua limpidissima.
SICILIA
OCCIDENTALE:La
natura più selvaggia e un mare da sogno, per chi vuole dimenticare lo
stress quotidiano, ma senza isolarsi. L’angolo più lontano
della Sicilia è quello che più ha conservato nella lingua, nella
cultura, ma soprattutto nella cucina, l’influenza della tradizione
araba. Prima per la dominazione saracena, poi per la presenza dei tanti
pescatori nordafricani che lavorano sui pescherecci. Questo è infatti
il regno di tonnare e mattanze, le cruente battute di caccia ai tonni,
che in questo lembo di Mediterraneo sono numerosissimi. E tutti coloro
che il mare vogliono goderselo dalla riva possono scegliere tra le alte
scogliere intorno a Capo San Vito e le lunghe spiagge di sabbia del
litorale meridionale
San
Vito lo Capo: San Vito è un piccolo paese di case bianche nato nel
Settecento Intorno a una bella baia di acqua trasparente. E’t
diventato uno dei centri balneari più apprezzati della Sicilia, per la
lunga spiaggia sabbiosa dominata a nord dall'imponente rocca di Capo San
Vito, che forma ripide scegliere a strapiombo.Da non perdere Il
promontorio del Monte Cofano è un vero spettacolo, sia per chi
l'osserva dalla baia di San Vito, sia per chi si avventura sui sentieri
della riserva naturale. E vicino alle cave di marmo del monte si potrà
vedere qualcosa di veramente singolare: è la Grotta Mangipane, che
ospita all'interno un suggestivo villaggio abbandonato. Favignana:
L’isola più grande delle Egadi e capitale delle tonnare. Favignana ha
una pianta a forma di
farfalla, con “l’ala"
occidentale frastagliata e
rocciosa disseminata di calette, e quella “orientale”
più bassa e sabbiosa. Il mare poi, è trasparente.Da
non perdere
Le grotte marine che si trovano sulla costa occidentale
dell'isola. la Grotta dei sospiri, la Grotta Azzurra e la Grotta degli
innamorati sono le più belle e famose. Da visitare in barca,
noleggiandola al porto di Favignana.
Marsala: Una città antichissima, fondata dai Fenici nel IV secolo a.C., dove si respira aria africana, vista la presenza di tanti pescatori tunisini. Anche il suo nome attuale proviene dall’,arabo Marsah El Ali, cioè,porto di Alì. Un ottimo punto di partenza per alternare il mare a visite archeologiche, senza dimenticare gli itinerari enologici alla ricerca del famoso vino liquoroso siciliano, il Marsala.Da non perdere La spettacolare strada sommersa di Mozia, un lastricato lungo sette chilometri e percorribile a piedi, che dà la sensazione di camminare sull'acqua. Unisce la terraferma a una piccola isola in mezzo a una laguna, dove si vedono i resti dell'antica colonia fenicia
LA COSTA MERIDIONALE: Un
paesaggio selvaggio interno che ancora evoca un passato grandioso.Tra
rovine archeologiche e riserve naturali, ha moltissimo da offrire.
Comprese le spiagge, che qui diventano lunghe e lineari, contornate da
dune di sabbia e cespugli di macchia mediterranea. Questo lembo di
Sicilia si trova alle stesse latitudini della Tunisia e qui è sempre
estate Camarina:Si tratta di un luogo di grande ricchezza archeologica, per i resti dell'antica colonia greca, di una necropoli dei VI secolo a.C., un insediamento risalente all'età dei bronzio e dell' approdo bizantino di Caucana. Visitati i siti archeologici, tra pietre e ruderi dopo le dune e le pinete, ecco spuntare l'azzurro del mare, ventilato dalla brezza che soffia dalle coste africane.Da non perdere La lunghissima spiaggia di sabbia e ciottoli che si spinge fino al Golfo di Gela. Con lunghi tratti deserti che si addicono al viaggiatori più solitari.
Vendicari:La
presenza di vasti acquitrini salati, nel tratto d costa sotto il Golfo
di Noto, ha creato un ecosistema di grande interesse naturalistico, al
punto da far proteggere 574 ettari di territorio con l'Istituzione di
una riserva naturale Qui si fermano, sopmatutto a ottobre, moltissime
specie di uccelli migratori e
lungo il litorale crescono mirti, palme nane e agavi Da non
perdere La
Riserva naturale di Vendicari, dove è possibile osservare da vicino
trampolieri, fenicotteri, cicogne, cavalieri d'Italia e molte altre
specie avicole.
LA COSTA TIRRENICA: Una terra antica, che si sdoppia tra il Mar Ionio e l'Adriatico. Esotiche architetture bizantine e spiagge sabbiose a due passi delle isole Eolie.Lunghi bagni di sole sulle spiagge di Cefalù, itinerari insoliti fra opere di arte contemporanea, splendide escursioni in barca verso le Eolie. I motivi per conoscere il lato più settentrionale della Sicilia non mancano di certo. E per chi cerca il posto migliore per l'ultimo tuffo della stagione, non c'è che l'imbarazzo della scelta. La costa è alta e scoscesa vicino ai promontori di Capo Zafferano a ovest, e Capo d'Orlando a est. Ma tra i due promontori il Mar Tirreno si offre con chilometri di spiagge dorate Mondello:A una decina di chilometri a Palermo, Mondello è un' elegante cittadina di viIlleggiatura fin dagli inizi del secolo, quando venne scelta dai palermitani benestanti per costruire le loro case di vacanza. Le belle ville Liberty dai giardini fioriti si possono vedere sul lungomare e nella traverse interne. E chi ama le atmosfere decadenti della Belle Epoque vada, anche solo per un sorbetto al limone, al vecchio stabilimento balneare.Da non perdere Le grotte dell' Addaura, sulla strada fra Mondello e Arenella, all'altezza di Punta di Priola. Erano già abitate durante il paleolitico, quando vennero "decorate" con misteriose incisioni rupestri. La più famosa è la figura dei "nove danzatori", che indossano curiosi copricapi. Sono aperte venerdì e sabato mattina (tel. 0911/586788). Cefalù:Se per tanto tempo è stato un vIllaggio di pescatori, adesso il suo è uno dei nomi più famosi dei turismo siciliano. Dominato su un lato da un promontorio, il paese si estende su una riva bassa e sabbiosa. Le strade del centro sono strette e tortuose e nella piazza principale svettano le due torri campanarie del Duomo romanico, costruito dai normanni tra il 1131 e Il 1240. Il lungomare è ricco di ristoranti e pizzerie.Da non perdere Un'escursídne fino alla cima del promontorio. Una camminata di circa un'ora, ma il panorama che si può vedere da lassù vale sicuramente lo sforzo. Si distingue chiaramente sia il golfo di Palermo a sinistra che Capo d' Orlando a destra, e nelle giornate più limpide la vista arriva fin alle Eolie. Santo Stefano di Camastra:Quello che si può seguire partendo da Santo Stefano di Camastra è un itinerario dentro un museo all' aperto, dove sculture di arte contemporanea si uniscono alle spettacolari scenografie naturali. La Fiumara d'Arte (questo il nome del progetto culturale creato dal siciliano Antonio Presti, che ha coinvolto artisti italiani e stranieri) si snoda lungo la costa tra Capo d' Orlando e Castel di Tusa Da non perdere La spiaggia di Santo Stefano con un'opera di Tano Festa "Monumento a un poeta morto". E una grande costruzione dalla forma di una finestra aperta sul mare. Altre interessanti opere si trovano lungo e sentiero verso il fiume Tusa. Un itinerario dalla Vucciria di Palermo ai magici templi di Selinunte per una
vacanza.di pochi giorni. Alla scoperta delle cose più belle che l’isola
può offrire: la storia,
i palazzi, le
strade meno battute, il mare e i borghi più nascosti.
E’
la più grande e bella metropoli del mondo. I suoi edifici abbagliano
lo sguardo e le sue difese sono "inespugnabili", così
decantava le lodi di Palermo lo studioso arabo al‑Idrisi che nel
XII secolo lavorò alla costruzione di un planisfero come compendio di
tutte le conoscenze geografiche del momento. Fasti di un tempo andato.
Prima al tempo dei saraceni, quando Palermo, città strategica del
Mediterraneo era una specie di New York del primo millennio, dove
vivevano greci, longobardi, ebrei, arabi, slavi, berberi, persiani,
tartari e neri E poi, altro periodo d'oro dopo gli arabi, quello dei
normanni, popolo del nord sedotto dal clima e dal mare. Oggi i segni
di questa storia millenaria sono quasi tutti coperti dalle
impalcature, per salvare, proteggere e ridare l'antico splendore.
Pezzo dopo pezzo si riportano a nuova vita gli angoli della città che
le intemperie avevano danneggiato. Il nostro viaggio comincia da qui.
L'itinerario "provato per voi" è un esempio di come bastino
pochi giorni e un'automobile per scoprire alcuni dei luoghi più
affascinanti della Sicilia. Un itinerario che ha come punti cardinali Cefalù,
i mosaici di Piazza
Armerina e Agrigento. Un
triangolo che non ha bisogno di presentazioni, ma al cui interno si
nasconde una Sicilia autentica. E’ il volto dell'isola orgoglioso
del suo passato. Così, se a Palermo si restaura cercando di salvare
la città dal degrado, in campagna, tra le Madonie
e i Nebrodi, nel cuore dell'isola, è la sicilianità che parla da
sola. E allora dopo aver fatto due passi nella capitale regionale
prendete la strada che conduce verso
Messina e seguite la litoranea che vi condurrà tra oleandri e
oliveti fino a Cefalù, Qui il turismo è
di casa. Ma se d'estate si fanno notare soprattutto il traffico e
i turisti, d'inverno la cittadina rivive uno spirito paesano. Il clima mite induce a sedersi sotto le
palme della piazza della
cattedrale, eretta nel 1131,uno dei massimi esempi dell'arte
normanna in Sicilia. In città si seguono ritmi lenti e rilassati. Sul
porto si gioca a carte, i pescatori sistemano le reti al sole. Al museo
Mandralisca sono esposte collezioni archeologiche e artistiche
raccolte nel secolo scorso dal barone Enrico Piraino. Tra i dipinti
della scuola siciliana primeggia il
Ritratto d'ignoto, capolavoro
di Antonello da Messina. Lasciata
Cefalù, si salgono i primi contrafforti
delle Madonie. Alberi sempreverdi accompagnano la tortuosa salita. In una
decina di chilometri si arriva al santuario
seicentesco di Gibilmanna (l'etimologia denuncia l'origine araba
del nome). Un ampio panorama si apre verso il mare, e lo sguardo si
perde sui tetti e sui resti delle fortificazioni di Cefalù che da qui
ormai è un punto sulla costa. Prossima tappa è Mistretta. Ormai siamo a 950 metri di altitudine, l'aria è frizzante, il cielo blu terso. I palazzi seicenteschi e le chiese evocano ricchezza e splendore. La pietra, gialla ed erosa, avvolge la silente piazza. A gruppi la gente si riunisce sotto porticati di viti ormai spogli. Si discute. Da qui la strada è un serpente che segue il sinuoso andamento della montagna. Deviazioni secondarie portano su percorsi sterrati. Si alternano pascoli e radi boschi fino a 1050 metri del passo Portella S. Martino. Poi giù, il nastro d'asfalto scende verso il cuore dell'isola. In lontananza si scorgono borghi arroccati, nuclei serrati e compatti, quasi a difendersi dal pericolo che viene dalle valli sottostanti. Nicosia è tra le cittadine più scenografiche, adagiata sui declivi di quattro rupi che si ergono come bastioni. Lasciate l'auto in basso, sulla piazza della cattedrale. La chiesa è in restauro e il campanile non ha più la torre campanaria, rovinata dall'incuria. Salite per la ripida scalinata verso la chiesa di San Salvatore. Ansimanti, ci si inoltra in un labirinto di vicoli che conducono a uno stupendo balcone che domina i tetti della città: la vista spazia fino alle cime più alte dei Nebrodi. Ridiscesi si prende l'auto per Sperlinga, un'altra sorpresa! Dopo dieci chilometri ci si ritrova ai piedi di un borgo costruito a ridosso di un grande monolite, quasi un fondale di una scena teatrale. Molte case sono scavate nella roccia. Il castello è stato eretto proprio sulla cima. Lo si raggiunge seguendo una scalinata scavata nella pietra. Anche qui la storia ha lasciato importanti tracce. Sulla porta del castello si legge: "Ciò che piacque ai siculi, Sperlinga negò". Nel castello infatti si rifugiarono i francesi dopo la rivoluzione dei Vespri del 1282. Altri borghi come sentinelle sembrano controllare la strada che si dirige verso meridione. Leonforte è tra i più suggestivi. Siamo nel cuore arso dell'isola. Poi, improvvisamente, iniziano i boschi. Molti di eucalipti, fino a Piazza Armerina con le sue strette vie che si inerpicano verso il duomo. Su tutto domina il giallo della pietra. Ma ciò che ha fatto la fama della cittadina è lo straordinario complesso archeologico della villa romana del Casale, che si trova a sei chilometri fuori città. Preparatevi quindi alla folla dei turisti. E’ un prezzo che si deve pagare per l'eccezzionalità dei mosaici, tra i più vasti e meglio conservati della romanità. Da qui puntate su Caltanissetta e su Agrigento per seguire un filo archeologico che non si può ignorare quando ci si trova in questa parte della Sicilia. Farete tappa quindi alla famosa Valle dei Templi e poi all' emozionante Selinunte. Le rovine di questa città sono una superba testimonianza della civiltà ellenica in Sicilia. Lungo il percorso però prendete del tempo e fate alcune soste. La prima ad Agrigento città, dove vi stupirà il teatro Pirandello che si trova all'interno del municipio, un esempio di palazzo barocco riportato all'antico splendore. Un'altra
deviazione conduce verso i Monti
Sicani, agli 849 metri di altitudine di Caltabellotta,
uno dei villaggi siculi più incredibili: il borgo è stato costruito tra alte pareti di roccia traforate da
tombe preistoriche.Le strade strette che portano verso la parte
alta sono a dir poco ripidissime. A fatica si raggiunge l'eremo
di San Pellegrino. Vista incomparabile sulla valle
del Verdura e sui colli che digradano verso il mare fino a
intravedere la cittadina di Sciacca,
che da qui appare in tutta la sua grandiosa bellezza.
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Superando il cliché del placido
paesaggio collinare toscano contenitore di bellezze artistiche, sono
tante le ragioni per un weekend a queste latitudini. Iniziando con la
gola. E poi c'é la natura, i cui colori non hanno niente da invidiare
ai famosi autunni del New England americano, i trekking a piedi o a cavallo nella Maremma, oppure il
relax dei bagni termali. Da qui l'idea di una miniguida, dagli
Appennini al mare, con sei mete .
CHIANTI,
Nelle valli dove scorre il
rosso più famoso 400 mila. Tanti sono gli ettari occupati dai vigneti dei Chianti, uno dei
vini rossi più famosi dei mondo. Nelle colline non lontane da Firenze
tra Greve e Castellina, Barbeiino Vai d'Elsa e San Casciano in Vai di
Posa, si è soliti individuare l'epicentro della produzione dei
Chianti Classico. Qui l'autunno regala colori che non hanno nulla da
invidiare al "Falf Foliage" dei New Engiand e un sacco di
opportunità ail'insegna dei relax, della conviviafità (avete mai
provato i gnocchetti pomodoro e pesto alla locanda Barbarossa di San
Cascìano?), dell'arte e dell'architettura (i borghi fortificati
abbondano... ). Dove
dormire GREVE iN CHIANTI (FI), Il Leccio, loc. Strada in Chianti, via Case Sparse
35, tel. 055-8586103, B&B a partire da 80 mila. BABBERINO
VAL D'ELSA (FI), Callaiola, strada di Magliano 3, tel. 055-8076598,
B&B a partire da 70 mila.
AMIATA/MAREMMA Cammina.
C'è tutto un parco da vedere Benvenuti in Maremma, nella terra dei
butteri, un'enorme riserva naturale che dai piedi dell'Amiata scende
verso la costa tirrenica, dove s'incontrano i 10 mila ettari
dell'omonimo Parco. E’ qui, in questa fetta della provincia di
Grosseto (fino all’Argentario), che la Maremma conserva il proprio
aspetto originario, in un rapido alternarsi di macchia e pinete, dune
sabbiose e paludi (quella a Nord del fiume Ombrone attira in autunno i
trampolieri). Tappe obbligate, infine, le cascate sulfuree del Molino
a Saturnia, le splendide aree archeologiche etrusche (da visitare le
colline di Vetulonia) e borghi (Pitigliano, arroccato com'è su un
gigantesco masso di tufo, è unica nel suo genere). Dove
dormire PITIGLIANO (GR), Eden, loc. Casone,
str. Maremmana 433, tel. 0564-619296, solo pernottamento: 40 mila
lire.
ALBERESE (GR) Podere Oslavìa, via della
Stazione, tel. 05641407 116, a partire da 40 mila lire.
VAL
D'ELSA/VAL D'ERA Da
San Gimignano ai palazzi di Volterra La capitale della Val d'Elsa? San Gimignano, il borgo delle 72 torri (ma oggi ne sono sopravvissute solo 14), segno tangibile e suggestivo della passata prosperità. la sua fortuna? la posizione strategica, a cavallo dell'antica via Francigena che collegava il Nord Europa a Roma (i pellegrini facevano tappa proprio qui) e della via Pisana che portava al mare. L’autunno a San Gimignano (consigliata una sosta all'Enoteca Gustavo per mangiare bruschette, salumi e formaggi con un bicchiere di Vernaccia) è tempo di raccolta delle olive e dello zafferano. Poco lontano, in provincia di Pisa, c'è Volterra, su un'alta collina tra le valli dell'Era e del Cecina, nota come la "città di pietra" per le sue mura, le strade, i palazzi e l'artigianato che si basa sulla lavorazione dell'alabastro. Dove
dormire SAN
GIMIGNANO (SI), Podere Casanova, fraz. di Pescille, tel.
0577-941902, B&8 a partire da 70 mila
lire. Fattoria di Voltrona, ftraz. San Donato tel.
0577-943152, a partire a 40 mila lire.
PESCIA E D’INTORNI Altro che i verdi pascoli svizzeri La rilassante Pescia come punto di partenza per un appassionante itinerario tra le province di Pistola, Lucca e Firenze. Dai canali e dai canneti del Padule, un'area palustre protetta, fino alle terme di Montecatini e Monsummano e a Collodi (da vedere il celebre giardino all'italiana di Villa Garzoni e il Parco monumentale dedicato a Pinocchio). Non perdetevi la cosiddetta "Svizzera Pesciatina". Le vallate a nord della città regalano un paesaggio affascinante, molto verde e ricco di boschi, che ricorda quelli della Confederazione. In questo mosaico di boschi e ulivi sono incastonati una decina di paesi di origine medievale con scorci panoramici incorniciati da archetti, viuzze e porticati. Dove
dormire. PESCIA (PT), Azienda Agrituristica Marzalla, via Collecchio
1, tel. 0572-490751, B&BI a partire da 55 mila lire Le Colonne,
tel. 0572-477242, camere doppie a partire da 40 mila lire.
TRASIMENO
Il vero centro del mondo
è a Cortona Il
mio "ombelico del mondo"? Cortona: è qui che è nata la mia
famiglia ed è qui che ho messo su casa. Credo che sia il luogo ideale
per ritemprare la mente e il fisico, è la confidenza di Lorenzo
Jovanotti" ambasciatore contemporaneo di questo gioiello
medievale. Da ogni punto di Cortona, data la posizione elevata, si
gode una stupenda vista, tra pini, cipressi, olivi, case coloniche piccole chiese e antiche ville su tutta la Val di Chiana. Uno
splendido borgo, nelle vicinanze del Trasimeno, disposto a ventaglio
su piani successivi in una fitta rete di vicoli. Percorrete, a piedi,
la "Via Crucis" dei Severini, la rampa mistica che unisce il
centro abitato al santuario di Santa Margherita. Un'esperienza
indimenticabile e piacevolissima come una cena nel casale Il
Falconiere, in località San Martino, uno dei migliori ristoranti e
relais della regione. Dove dormire.CORTONA (AR), Case Sant'Anna, loc. Case Sparse Pietraia 137, tel. 0575-692015, camere doppie a partire da 70 mila lire. Il Borgo, fraz. Camucia, via di Manzano 10-11, tel 0575-601165, tariffe a partire da 50 mila lire a notte. VAL DI CHIANA Un bagno caldo a base di ... Brunello Attraversati
i preziosi vigneti di Montalcino (patria del Brunello, da acquistare
alla Fattoria dei Barbi), si approda in Val di Chiana, dove domina
Montepulciano, la piccola città che raggiunse lo splendore nel '500
è una tra le più ricche di monumenti rinascimentali: basta dare
un'occhiata alle stupende facciate dei palazzi, alla deliziosa chiesa
di Sant'Agostino, al Palazzo Comunale, che ricorda quello della
Signoria a Firenze, all'imponente mole del Duomo. Inevitabile
l'acquisto di una bottiglia d'olio (al locale frantoio). In zona anche
Pienza, la cittadina ideata da Pio II, e le terme di Chianciano e di
Bagno Vignoni, famosa per la grande piscina di acqua sulfurea della
piazza.
Dove
dormire MONTEPULCIANO (SI), Il Fieníle, fraz. Il Salarco, s.s. 146 n.
5, tel. 0578-747548, camere doppie a partire da 50 mila lire.
MONTALCINO (SI), Fattoria dei Barbi, strada per Sant'Antimo, tel.
0577-849 421, B&B a partire da 150 mila lire a camera.
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DOVE
LA NATURA E INTATTA Nei boschi o sull'altopiano, tra fenicotteri, lupi
e rapaci Sono
sette le riserve naturali e i parchi regionali dell'Alto Lazio, la
zona racchiusa tra il lago di Bolsena e i monti della Tolfa, tra
Viterbo e Tarquinia: la Riserva
naturale di Selva del Lamone (tel.
0761.458741), un altopiano lavico ricoperto da boschi; il nuovo Parco
naturalistico e archeologico di Vulci (teL 0766.879942); la Riserva
naturale di Tuscania (tel. 0761.443374) 2.5oo
ettari di archeologia e necropoli etrusche; la Riserva naturale
della Salina di Tarquinia (teL 0766.864550), dove osservare fenicotteri
e molte altre specie di uccelli rnigratori;
il
Parco suburbano Marturanum (tel
0761.4146oi), caratterizzato da boschi di noccioli, pioppi e carpini e
abitato da lupi e rapaci; la Riserva naturale dei lago di Vico
(tel.0761.647444) , una
caldera vulcanica circondata
da cerri e faggi; e infine la Riserva naturale di Monterano
(tel. 06.9962724), famosa per la sua varietà di ambienti e di
vegetazione.
In
auto: Statale Aurelia, con deviazione verso la Tuscia all'altezza
di Tanquinia o Civitavecchia, oppure autostrada A 1 Milano-Roma,
uscita Orte. In treno: Arrivati
a Roma, si prende la linea per Orte o per Viterbo. Informazioni:Azienda
di promozione turistica di Viterbo, piazza San Carluccio, tel.
0761.304795, fax 0761.220957; Apt della Provincia di Roma tel 06
421381.
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