LOMBARDIA - EOLIE - LIGURIA - PANTELLERIA - SARDEGNAROMA - VENEZIASICILIA
TOSCANA  - TRENTINO -LAZIO -

BOARIO TERME (BS) Per una vacanza rilassante, per una cura termale, per gite interessanti consiglio l'albergo Villa Ebe (Tel.0304/535872-534575-531720) Troverete un'ottima cucina casereccia, tanta cordialità e simpatia, un prezzo veramente conveniente (pensione completa:camera doppia 50/55.000,camera singola 60.000)  

Filicudi Isole Eolie. Se volete affittare una casa eoliana per le vostre vacanze o prenotare un gommone ovvero un ormeggio per la vostra barca o solo informazioni generali, telefonate o inviate un fax allo 090 9889006.    

Agriturismo in Liguria A una decina di chilometri dal casello autostradale di Lavagna, l'azienda agrituristica UGiorgio, in località Tolceto (una frazione del comune di Né), offre la vera cucina figure con le specialità di stagione, dai pansotti con erbe selvatiche alla spalla d'agnello ripiena. Il prezzo medio, vino incluso, è di 30 mila lire. Azienda agrituristica UGiorgio, via Tolceto 62 (Tolceto), tel. 0185-337151.

 L'Isola di Pantelleria (TP) I panteschi sanno dare tanta amicizia ed ospitalità. L'isola offre di tutto: una macchia mediterranea veramente splendida, saune acquifere in riva al mare, saune vaporifere nel ventre della montagna (836 mt). Tramonti veramente strabilianti, paesaggi arabeschi. Visitandola correrete solo un rischio: ritornarci. Potete scrivermi: Gabriele Giuseppe, Via  Vittorio Veneto 23, 25128 Brescia; oppure telefonarmi allo 030/397548-0339/6163469.

SARDEGNA

 Da anni è la più amata dagli italiani. La destinazione che meglio rispecchia il nostro ideale di vacanza. E le ragioni per giustificare questo primato della Sardegna non mancano. Per trasparenza e sfumature verdi e turchesi, il mare tiene testa ai paradisi balneari più celebri del mondo. Le coste, frastagliate in miriadi di insenature, rocce e isolette, cambiano continuamente scenario e non hanno subito eccessive violazioni da un turismo a volte travolgente. Su un perimetro di mille 850 chilometri solo 300 sono urbanizzati. Nell'interno dell'isola, poi, domina un paesaggio di autentica wilderness, flora e fauna mostrano spiccate caratteristiche endemiche, con specie rare che sopravvivono solo qui. Inoltre, se il mare è il motivo indiscutibile della vacanza, tutta la Sardegna possiede una forte carica di originalità che abbraccia archeologia, tradizioni, artigianato, gastronomia da cui è difficile non lasciarsi coinvolgere. Il corrispettivo di tante attrattive è una vacanza non economicissima, condizionata dai costi di trasferimento e da un'offerta turistica di target medio-alto. Asse portante tradizionale dell'ospitalità sarda è la casa per le vacanze, che meglio interpreta lo, spirito di un soggiorno flessibile, svincolato da orari e libero di seguire i ritmi della natura. Sempre più gettonato il residence nella versione club, con ristorante e servizi a piacere. L’offerta alberghiera è sviluppata soprattutto lungo la costa nord occidentale e nel cagliaritano, dove hotel e villaggi sono dotati di lunghe spiagge private attrezzate con sdraio e ombrelloni. Prevalgono le strutture medio-alte, da 3 a 5 stelle con trattamento di mezza pensione, ma non mancano proposte "tutto incluso". Da prendere al volo i pacchetti iperconvenienti che abbinano trasferimento aereo a soggiorno. Una vacanza in Sardegna, infine, richiede un po' di dinamismo e inventiva perché il mare più bello è spesso da conquistare in auto, per perlustrare tutti gli anfratti costieri o meglio a bordo di una barca, anche se questo impone qualche scarpinata per guadagnare i posti più esclusivi.Le spiagge bianche, il mare “caraibico” e la natura selvaggia fanno di questa isola. tanto amata dal vip. una destinazione seducente fino all'ultimo giorno dell'estate chi parte dalla Sardegna lo fa con un po' di rammarico ricordando con nostalgia il mare turchese, i tramonti e le feste sulla spiaggia. Ai pochi che restano e ai fortunati che arrivano a stagione finita, l'isola però riserva ancora tante piacevoli sorprese.  Prima fra tutte è il risparmio. Una settimana di soggiorno a settembre in Sardegna costa in media il 30 per cento in meno rispetto all'alta stagione. Secondo fattore positivo è il clima, visto che la temperatura, dopo il grande caldo di ferragosto, si aggira sui 26 gradi e il mare è ancora tiepido.

Se cercate la natura ma anche appuntamenti mondani la Gallura e la Costa Smeralda sono le zone che fanno per voi, dove si concentra la maggior parte di chi sceglie una vacanza in Sardegna. Amatissima (in particolare dai vip italiani e stranieri) Porto Cervo, con la vicina spiaggia di sabbia rosa a Razza di Junco e di Liscia Ruia, lunga oltre 500 metri. Acque trasparenti e incorniciate dalla macchia mediterranea fanno sì che questi lidi siano fra i più belli dell'intera isola. Più a sud, Porto Rotondo è l'altro centro dove può capitarvi di fare il bagno accanto al vostro cantante o attore preferito. Fra i tanti aficionados ci sono Maurizio Costanzo, Alba Parietti, Piero Chiambretti, Fiorello, Umberto Smaila, Gerry Calà, ma anche Denzel Washington (l'avvocato del film Philadelfia) o Geena Davis (interprete di Thelma e Louise). Le spiagge da non perdere? Sicuramente quelle di Cala Razza di Juncu, poco frequentate e raggiungibili solo in barca, ma da provare anche una gita sull'isola Mortorio. Meno mondane, ma ugualmente belle per mare e paesaggi sono l'isola di Caprera e Santa Teresa di Gallura.La prima è un capolavoro della natura, impervia è selvaggia dove un'escursione d'obbligo è il passo della Moneta, un ponte diga da cui si gode un panorama spettacolare. A Santa Teresa di Gallura invece, meritano dì essere viste la spiaggia di dune del fiume Liscia, meta degli appassionati del windsurf, e le rocce di Capo Testa, dove si trova una caletta racchiusa in un anfiteatro dì granito bianco.  

Altre zone dalla natura selvaggia sono a nord-ovest dell'isola la Nurra e l'Anglona. Qui, le località più famose sono Alghero, gia colonia catalana del '300, Castelsardo, con le sue rocce a strapiombo sul mare, e Stintino, per le bianchissime spiagge della Pelosa e Capo Caccia. In quest'ultima località è consigliata una gita alle grotte di Nettuno, raggiungibili in barca oppure attraverso la scalinata del Cabirol o alla grande spiaggia dell'Argentiera.

Se avete deciso dì viaggiare con la famiglia scegliete il sud, nella zona del Sulcis e di Cagliari. Si tratta della parte dell’isola meno battuta turisticamente e il massimo per chi si sposta con i figli piccoli. All'isola di San Pietro per esempio, la spiaggia di Giunco garantisce acqua bassa e un arenile bianco e finissimo. L’ideale per far giocare i bimbi sul bagnasciuga. Soluzioni alternative sono Villasimius, antico centro ricco di testimonianze dell'età nuragica (da visitare i nuraghi di Brancu Campulongo, Manunza e Acca sa Pira), immerso nel verde della macchia mediterranea o Porto Zafferano presso Capo Teulada, adatto per chi cerca la tranquillità e il riposo.  

DA CAPO CACCIA A CAPO TESTA. La costa più popolare della Sardegna, costellata di centri storici e località alla moda. Alle spalle la Gallura, ricca di attrattive

In principio c'era solo Alghero, quando il turismo era un fenomeno elitario. La città d'arte della Sardegna, dalla forte caratterizzazione spagnola nelle architetture, nel dialetto e nelle targhe toponomastiche in catalano, offre una suggestiva passeggiata sui bastioni, un bel lungomare, chiese e palazzi rinascimentali e un intrico di viuzze dove proliferano laboratori di corallo. A nord si staglia la mole calcarea di Capo Caccia, 170 metri a strapiombo sul mare, da cui partono i 656 gradini delI’Escala Cabirol che conducono alle grotte di Nettuno. In vista delle scogliere di Capo Falcone, Stintino con due porti e la bianca spiaggia della Pelosa è un must della zona. All'estrema punta nord si allunga, spoglia e rocciosa, l'isola dell'Asinara. Oltre Porto Torres, su un promontorio, si incontra il borgo di Castelsardo, culla dell’ artigianato dell’intreccio. Da ammirare, prima di entrare in città, la roccia delI’ elefante, una delle tante bizzarrie naturali dell'isola.E’ questo il tratto costiero da preferire se si cercano soggiorni a prezzi ragionevoli. Badesi, Valledoria, Isola Rossa fino alla selvaggia Costa Paradiso offrono accoglienti appartamenti e ampie spiagge per una vacanza relax. Santa Teresa di Gallura, mondana, è uno dei salotti più ambiti della Sardegna, che esibisce a Capo Testa, tra le spiagge di Santa Reparata e di Rena di Ponente, rocce granitiche davvero spettacolari. L’entroterra di Alghero e la Gallura forniscono ottimi spunti per variare i temi della vacanza. Gli amanti di archeologia non si possono perdere il nuraghe di Palmavera; chi fa trekking, la splendida Valle della Luna, i buongustai, la cantina Sella e Mosca, dove si degustano vini che i sardi chiamano con orgoglio da meditazione.

Il SALOTTO MONDANO DELLA SARDEGNA. La costa più patinata, con alberghi super lusso, ville da sogno e yacht da nababbi. In più, il parco nazionale marino della Maddalena

E’ l'immagine della Sardegna più esportata all'estero. Frutto di un'operazione edilizia e di marketing architettata a tavolino nel 1962 dall'Aga Khan, la nascita del Consorzio Costa Smeralda ha catapultato la Sardegna alla ribalta del turismo mondiale, promuovendola a meta consacrata di vacanze d'élite. Merito di una costa ramificata in innumerevoli calette di acque cristalline e ricoperta da una rigogliosa macchia mediterranea profumata di mirto e ginepro. Ville esclusive e panfili miliardari sono uno spettacolo consueto e una visita nella piazzetta di Porto Cervo o al suo elegante porticciolo vi consentirà sicuramente di sbirciare qualche vip in trasferta vacanziera. Le incantevoli spiaggette del Pevero, Liscia di Vacca, Petra Ruia, Cala Granu, S'Arena, democraticamente aperte a tutti e quindi molto affollate in alta stagione, vi ripagheranno comunque dalle frustrazioni mondane. Se a Porto Cervo e Porto Rotondo i prezzi sono proibitivi e una camera nei prestigiosi hotel Pitrizza e Cala di Volpe supera il tetto di un milione a notte, si possono scovare soluzioni più ragionevoli nei dintorni di Olbia e di Palau. La costa nord occidentale della Sardegna concentra oltre il 50 per cento dell'offerta turistica e le alternative abbondano. Da Palau ci si imbarca per l'arcipelago della Maddalena, un must della vacanza sarda, parco nazionale marino, ideale per velisti e appassionati di pesca subacquea. Qui la celeberrima spiaggia rosa di Budelli vale da sola l'escursione. Nell'arcipelago gli alloggi scarseggiano, sono quindi da prenotare con largo anticipo. A Palau non scordate di fare una puntata a Capo d'Orso, roccia singolare scolpita dal vento a forma di plantigrado. Un'altra classica escursione è quella all'isola di Tavolara, raggiungibile in battello da Porto San Paolo. In Costa Smeralda l'auto è indispensabile per inoltrarsi alla ricerca di calette, seducenti e nascoste. Per chi invece ha bambini e preferisce non muoversi sono perfetti i litorali piatti e sabbiosi di San Teodoro e Budoni, con ben 18 spiagge da sogno.

IL CUORE SELVAGGIO DELL’ISOLA. Uno scenario selvaggio e fascinoso,con la montagna che si tuffa nel mare. Cale isolate, grotte smeraldine e strapiombi di granito rosso. Nelle zone interne le asperità della Barbagia e Supramonte

Spenti gli echi mondani della  Costa Smeralda, la natura selvaggia dell'isola riprende il sopravvento. Dopo le candide dune di Capo Comino, ricoperte da ginepri, e la lunga spiaggia di Berchida a Siniscola, la costa si inerpica in rocce a strapiombo intervallate da piccole insenature. Inizia il Golfo di Orosei, uno dei tratti più scenografici del litorale sardo, dove il mare, pulitissimo, è protagonista assoluto della vacanza. Qui più che mai la barca è d'obbligo per esplorare baie isolate raggiungibili quasi esclusivamente dal mare. Cala Luna, bordata di stagni e oleandri, Cala Sisine, infrattata tra ripide pareti, Cala Mariolu, che vanta il mare più turchese della Sardegna, sono tra gli angoli più fotografati dell'isola. Così le Grotte del Bue Marino, nei pressi di Cala Gonone, visitatissime per i loro laghi smeraldini. Nell'attigua Ogliastra, da poco scoperta dal turismo, il paesaggio permane aspro con imponenti falesie di porfido rosso che a Cala Moresca si tuffano a picco nel mare. L’offerta alberghiera è contenuta e l'accesso all'intera costa non facile, ma la recente apertura dell'aeroporto di Tortolì ad Arbatax ha contribuito al decollo turistico della zona. Difficile è resistere all'attrazione che esercita l'interno della costa: la Barbagia con il Supramonte e il Parco Nazionale del Gennargentu, vale a dire l'essenza stessa della civiltà sarda, la cui esplorazione regala sempre un brivido di avventura. Concedetevi una puntata nei paesi di Dorgali, Orgosolo, Oliena anche per acquistare le preziose filigrane, gli scialli e i ricami. Oppure, armati di binocolo, addentratevi nel Gennargentu per avvistare le aquile reali in volo. O ancora, lasciatevi sorprendere dalla gola di Gorropu, un orrido incassato tra pareti verticali di 400 metri. Suggestione e mistero avvolgono anche le vestigia archeologiche della Barbagia, dal villaggio nuragico di Tiscali, sprofondato all'interno di una rupe alle Tombe dei Giganti al sito Serra e Orrios, 70 capanne neolitiche tra le meglio conservate dell'isola.

DA CAGLIARI A ORISTANO. Lunghe distese sabbiose, dune desertiche e paesaggi lacustri. Insieme a miniere abbandonate e rovine punico-romano

Più a sud il paesaggio muta radicalmente. La costa si distende nei lunghi litorali sabbiosi di Muravera, Costa Rei e la rinomata Villasimius. I pigri possono rilassarsi nei grandi alberghi, che offrono una vacanza superorganizzata e tutto compreso, ideale anche per i bambini. Prevalentemente piatto è il Golfo di Cagliari, chiuso a ovest da due capisaldi del turismo di lusso: Santa Margherita di Pula, bordata da un’ampia pineta, e Chia Laguna con la baia, lo stagno e le bianche dune a corona, entrambe colonizzate da esclusivi resort. Un nome per tutti: il Forte Village, tra i complessi alberghieri più conosciuti del Mediterraneo, vera mecca di comfort, divertimento, sport e benessere. Gli stagni, popolati in inverno e primavera di fenicotteri rosa, punteggiano tutta la costa. Alle spalle le dune, da Capo Teulada a Porto Pino, che culminano nella spiaggia di Piscinas dove raggiungono i 50 metri di altezza. Alloggiare qui è quasi un'impresa, perché esiste un solo albergo con poche camere ricavato da una vecchia costruzione mineraria, ma l'habitat, unico in tutta l' isola  è assolutamente da non perdere. Un pò surreale perché teatro di vecchie miniere abbandonate,è tutta la zona del Sulcis-Iglesiente dove è in progetto la creazione di un parco geominerario. Meno dispendiose della costa cagliaritana sono le isole di San Antioco e San Pietro, con ottime baie per il windsurf Con pochi insediamenti turistici, la costa occidentale da Oristano a Bosa coniuga il mare con la natura ed è l’ ideale per chi ama le escursioni, il birdwatching e le cavalcate a cavallo. Barumini, il più grande complesso nuragico dell'isola, e le città punico-romane di Nora e Tharros sono le mete culturali da non perdere. In alternativa, vale un'escursione la Giara di Gesturi, a 50 km da Cagliari, dove scorrazzano liberi sull'altipiano i famosi cavallini sardi di piccola taglia.  

   TRA NURAGHE E FENICOTTERI    Sotto le Montaqne dei Sette Fratelli

Seguendo la strada che costeggia la spiaggia del Poetto la storia incontra la natura. Immerso nella rigogliosa vegetazione delle Montagne dei Sette Fratelli si trova uno dei monumenti di epoca nuragica tra i più importanti dell'isola, la tomba dei Giganti di Is Concias. Un sepolcro di dimensioni impressionanti con un circolo di pietre orizzontali attorno alla camera funeraria: la tomba era considerata anche luogo di culto (ingresso libero). Verso nord, sotto la Giara di Gesturi, c'è Barumini e il sito di Su Nuraxi, un grande complesso nuragico a cinque torri, circondato dal villaggio di capanne, tra cui quella del Capo. Si tratta dell'architettura nuragica Più famosa della Sardegna anche grazie all'ottimo stato di conservazione (ingresso con guida). In quest'area si trova il villaggio di Vittanovaforru, con museo: ingresso adulti € 2.58; bambini € 1; lungo l'arco occidentale del golfo di Cagliari si apre all'improvviso lo stagno di S. Gilla, dove nidificano e si riproducono i fenicottefl rosa, a dispetto dell'industrializzazione della zona. Da qui si raggiunge Nora, insediamento punico‑fenicio: si visitano il teatro, quattro complessi termali, i templi, l'area del mercato, il foro e le abitazioni con pavimenti in mosaico. Ingresso: adulti €2, bambini €1

 

ROMA

Chi lo direbbe che una città con 2753 anni di storia possa ancora trovare qualcosa di nuovo da offrire ai suoi visitatori? Roma invece continua a stupire nono solo con le nuove costruzioni nate dai cantieri del Giubileo come l’Auditorium di Renzo Piano al quartiere Flaminio che verrà inaugurato il 1° Gennaio de 2000 ma  perfino con i più antichi tesori archeologici rimasti finora nascosti. Come la reggia di Nerone finalmente aperta, i ritrovamenti al Foro di Traiano, il Foro di Cesare che sta tornando alla luce, le collezioni d'arte della Galleria Borghese, quelle di Palazzo Altemps. E intanto cominciano a chiudere i primi cantieri del Giubileo, riconsegnando a turisti e cittadini una Roma più bella che mai. La vera novità della Capitale di fine millennio sembra un paradosso: quello di continuare a cambiare facendo di tutto per somigliare sempre di più a se stessa.

Come arrivare  Due gli aeroporti di Roma aperti al traffico passeggeri: il Leonardo da Vinci di Fiumicino, a circa 30 chilometri dal centro, e l'aeroporto di Ciampino, poco più vicino, utilizzato dalle linee di charter e da piccole compagnie europee. Da Fiumicino al centro e viceversa, il taxi costa intorno alle 70 mila lire, ma il mezzo migliore è la metropolitana, con un collegamento diretto per la stazione Termini e uno con le stazioni minori di Roma. La stazione Termini è la stazione centrale, servita da numerosissimi autobus. Arrivando in macchina dovrete scegliere un accesso tra i 33 del Grande Raccordo Anulare.

 Dove dormire Hotel Robinson via Milazzo 3, tel. 06-491423. Vicino alla stazione Termini, a di­spetto del nome non nasconde sor­prese avventurose. E’ un piccolo e confortevole albergo a due stelle, recentemente restaurato, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Una doppia costa a partire da 200 mila lire.  

Albergo Celio via Ss. Quattro 35, tel. 06-7096377 Vicinissimo al Colosseo e ai giardini di Colle Oppio, è un piccolo albergo a tre stelle a conduzione familiare. Molto ben tenuto e non privo di originalità, offre una stanza doppia a partire da 260 mila lire.  

Pomezia via dei Chiavari 12, tel. 06-6861371. Doppie con bagno dalle 90 alle 150 mila lire. E’ un piccolo albergo a due stelle senza grandi pretese, ma pulito e ottimamente posizionato. Dispone anche di una terrazza sui tetti di Roma e di un bar.  

Campo de’ fiori via del Biscione 6, tel. 06-68806865. E’ un albergo a tre stelle in posizione particolarmente fortunata, vicino a Campo de' Fiori e piazza Farnese. Le stanze non sono molto grandi ma ben curate. Una camera doppia parte da 150 mila lire.  

Hotel Rinascimento via del Pellegrino 122, tel. 06-6874813. Tre stelle con bella una terrazza all'ultimo piano, in un vecchio palazzo della Roma rinascimentale. I prezzi partono da 135 mila lire per una singola e 220 mila per una doppia.

Hotel Tiziano Corso Vittorio Emanuele 110, tel. 06-6865019. Un grande tre stelle frequentato soprattutto da gruppi. E’ da scegliere per la sua posizione centralissima, vicino a Largo Argentina, e per la qualità dei servizi I prezzi per una doppia partono dalle 180 mila lire

 

Da non perdere I luoghi e i monumenti che meritano una visita

 DOMUS AUREA. La favolosa reggia di Nerone, di circa cinquecento stanze, è stata finalmente riaperta dopo vent'anni di chiusura al pubblico e un lunghissimo restauro. Venne costruita nei 64 d.C. e distrutta da Traiano cinquant'anni dopo, per cancellare ogni traccia della dittatura dell'imperatore incendiario. L'itinerario si snoda fra le stanze ancora decorate con affreschi policromi di quasi duemila anni fa (solo visite su prenotazione, tel. 06/39749907, 10 mila lire).

PALAZZO ALTEMPS E’ l'ultima sede, appena riaperta dopo un lungo restauro, del Museo Romano. L'edificio, in via Sant'Apollinare 44, è un bel palazzo rinascimentale e custodisce la più imponente raccolta archeologica relativa a Roma antica.

I FORI Sulla via dei Fori Imperiali è in corso il più imponente scavo archeologico dei mondo, che sta facendo riemergere dal passato le architetture del Foro di Nerva, del Foro di Cesare, del Foro della Pace e del grandioso Foro di Traiano (info, tel. 06/6990110).

 MUSEI VATICANI Ospitano la più grande raccolta di antichità del mondo ma anche opere di autori contemporanei come Dalì, Klee e De Chirico. Da lasciare a bocca aperta l'esposizione dei favolosi tesori del Vaticano. Chiusi la domenica, tranne l'ultima del mese in cui l'ingresso è gratuito.

 MUSEO ETRUSCO di VILLA GIULIA Nella bellissima villa disegnata dal Vasari, sotto la Villa Borghese, si possono vedere i reperti etruschi provenienti dalle necropoli di Cerveteri e Veio. Bella la collezione di oggetti di uso quotidiano che permettono di conoscere i costumi della civiltà etrusca. Da non perdere una passeggiata nei rigogliosi giardini.

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO Da poco tempo sulla cima dei Campidoglio è tornata a vigilare la statua di Marco Aurelio. Quella che si vede è solo la copia (perfetta) della più antica scultura equestre di bronzo giunta fino a noi e che è conservata nei Musei Capitolini, nel palazzo laterale della piazza.

 MUSEO E GALLERIA BORGHESE La collezione della famiglia Borghese, custodita in una magnifica villa nel mezzo di Villa Borghese, comprende alcune fra le più belle statue realizzate da Canova e da Bernini, insieme a dipinti di Caravaggio, Raffaello, Tiziano e molti altri. Il museo è stato riaperto al pubblico dopo un restauro durato quindici anni. E‘ aperto anche la sera fino alle 22. (ingresso a numero chiu­so, prenotazioni al numero 06/84241607).

    MUSEO NAZIONALE STORICO DELLA PASTA E DEGLI SPAGHETTI. E’ in piazza Scanderbeg 117 questo curioso museo a due passi da Fontana di Trevi, interamente dedicato alla passione più irresistibile degli italiani. Da far venire l'acquolina in bocca.  

ILCONSIGLIO

Entrare alla Domus Aurea provvisti di felpa o giacca a vento, nelle stanze sotterranee di Nerone fa veramente freddo.

Concedersi almeno un tramonto su una terrazza romana, come il Granicolo, il Pincio, Monte Mario, o il giardino degli Aranci.Sarete piacevolmente colpiti da tre cose, un tramonto mozzafiato, una spettacolare vista sulla città e la brezza del “ponentino” il venticello che rinfresca Roma.

LO SCONSIGLIO

Usare l’auto per un giro turistico nel centro, se non volete passare il tempo nel traffico o a trovare un parcheggio, usatela solo la sera, ma cercando di evitare i Lungotevere.

Fare shopping a Via del Corso il Sabato pomeriggio, c’è tanta gente in giro che vi sarebbe difficile anche solo guardare le vetrine.

Prendere l’autobus n° 64 che collega la stazione Termini a San Pietro, durante l’ora di punta è la linea preferita dai più abili borseggiatori capaci di alleggerirvi del portafoglio al primo spintone.

I QUARTIERI

Testaccio  Se si osserva la collinetta verde dei quartiere Testaccio si scoprirà che è interamente fatta di cocci. Sono quelli delle anfore romane che trasportavano le merci da Ostia fino al porto sul Tevere. All'ombra del monte Testaccio c'è invece l'antico mattatoio, capolavoro di architettura industriale, sede di concerti ed esposizioni artistiche.Sulle pendici della collina, al posto delle cantine e laboratori artigianali del secolo scorso, ci sono oggi ristoranti e locali.

Esquilino  Il quartiere più multietnico di Roma, con il grande mercato di Piazza Vittorio, i portici con i negozi di tessuti africani e chincaglierie cinesi, i ristoranti indiani delle vie adiacenti. Un giro per il mercato è un'esperienza unica, in un mosaico di odori che porta su un itinerario olfattivo tra i cinque continenti. Concedetevi una pausa con un "frulletto", uno squisito frappè di gelato, al Palazzo del Freddo, la più grande gelateria d’Italia

Eur  Il quartiere più surreale di Roma, nato tra il 1936 e il 1943 per l'Esposizione Universale Romana (EUR), con i marmi bianchi levigati, i palazzi squadrati, le vie larghe che lo fanno somigliare a un quadro di De Chirico. La stele al centro di piazza Guglielmo Marconi è dedicata all'inventore della radio, ma simbolo dei quartiere è il palazzo della Civiltà del Lavoro, detto dai romani il Colosseo quadrato A farlo somigliare al monumento antico più famoso dei mondo sono le sue 216 finestre ad arco disposte in ordinate file sovrapposte. Dovevano essere occupate da altrettante statue di marmo, ma i finanziamenti bastarono solo per la prima fila. Parcheggiate qui il motorino e fatevi un giro nel bellissimo parco con il laghetto artificiale, con il limpido palazzo dell'Eni, costruito in acciaio e vetro, che si specchia sulla superficie dell'acqua.

Ostiense Il vecchio quartiere industriale, sede anche dei  mercati generali, è quello che più è cambiato in pochi anni. Ma una parte è rimasta intatta, coni il ponte di ferro, i battelli sul fiume, il profilo degli stabilimenti della ex Mira Lanza e soprattutto la leggera e insieme gigantesca architettura del gazometro il vero simbolo del quartiere. L'intero complesso è un bell'esempio di parco archeologico industriale che si sta trasformando in un'area dedicata alle attività teatrali, diretta dal Teatro di Roma e che prenderà il nome di India. Nelle officine e nei depositi abbandonati delle vie adiacenti si sono invece installati disco bar, pub, discoteche, facendo diventare il quartiere all'ombra del gazometro il centro di gravitazione di molti romani nottambuli. ll primo dei locali ad aver aperto in questa zona è lo storico Messico e Nuvole, in via dei Magazzini Generali 8, pub e ristorante per uno spuntino alla messicana.

Celio   Il quartiere nato all'ombra del Colosseo sembra vivere con rassegnazione l' ingombrante presenza del suo vicino. Non sono molti i turisti che, dopo aver osservato li simbolo di Roma, si inoltrano tra le strette strade perpendicolari del quartiere. I romani lo fanno sicuramente di più, la mattina per il piccolo mercato di via dei SS. Quattro, e la sera per la concentrazione di ristoranti, come da Isidorio in via Ostilia 23, dove si mangiano degli ottimi primi piatti. La visita più emozionante dei quartiere la si può fare alla basilica di San Clemente, scendendo nel sottosuolo fino al tempio sotterraneo dedicato al dio Mitra, costruito vicino a una sorgente d’acqua.

Olimpico e foro Italico  Come Suggerisce il nome è il quartiere dedicato allo sport, nato tra il Tevere che in questo punto ha le sponde più rigogliose di alberi, e le pendici verdi del Monte Mario, la cima più alta di Roma. La zona del Foro italico è la più suggestiva del quartiere, nonché regno degli "skaters", che vengono qui a pattinare sui marmi del piazzale che conduce allo stadio Olimpico. Gli edifici laterali, dipinti con un coraggioso rosa caramella, ospitano la sede dei C.O.N.I. e le strutture sportive. Da non perdere lo Stadio dei Marmi, circondato da statue in travertino che ritraggono gli atleti nell’ atto di compiere un gesto atletico. Per una sosta rinfrescante tra il verde ci si può rifugiare sul vicino Barcone, un bar‑ristorante ancorato sul Tevere.

Coppedè  Pochi si fermano a conoscere questo strano quartiere vicino via Tagliamento. Eppure le eclettiche architetture disegnate dall' architetto Gino Coppedè  negli anni Venti meriterebbero di essere ammirate con attenzione piazza Mincio, con la fontana delle Rane circondata dagli edifici in stili diversi dal neomedievale al liberty. Per entrare in piazza si scelga  l'arco che si affaccia su via Tagliamento con i due strani balconi interni. Girando su via Brenta si entra invece nel quartiere Trieste, con la bella via Serchio,costeggiata di  splendide ville e giardini.

Garbatella  Da periferia popolare e degradata che era fino agli anni Settanta, è diventata adesso una delle zone residenziali più affascinanti di Roma. La bellezza della Garbatella è nelle case popolari degli anni Venti, costruite con forme e dimensioni diverse, abbellite da decorazioni liberty e giardini fioriti, secondo il modello inglese delle garden cities, destinate ad alloggiare gli operai della vicina area industriale. A dare il nome al quartiere è il bassorilievo di una misteriosa donna garbata e bella sul muro di una casa in piazza Bonomelli. La vivacità culturale del quartiere attira la notte moltissimi giovani. Il centro è in piazza Romano dove si trova il Palladium, un vecchio cinema del 1929 trasformato in sala concerti, dove si sono esibiti gruppi di fama internazionale. E per un caffè freddo si consiglia la sosta ai tavolini del bar Foschi in piazza Romano 2.

Parioli  L’alta borghesia romana di inizio Secolo ha scelto l’area intorno a Villa Borghese per erigere le proprie residenze. Ville, giardini con palme e lussuosi palazzi Oggi occupati dalle ambasciate. Pochi negozi e poche persone per strada, sembra piuttosto un campionario della lussuosa architettura civile del primo Novecento. Scendendo da viale delle Belle Arti si costeggerà il Bioparco di Roma, che lascia intravedere le voliere per gli uccelli e la montagnola artificiale dipinta di bianco, vicino alla tana degli orsi. Il punto di ritrovo del quartiere è sotto i portici di piazza Euclide, occupati da ristoranti e una grande caffetteria con i tavolini all'esterno. Un giro ai Parioli non può tralasciare la moschea disegnata da Paolo Portoghesi, che è la più grande d'Europa. Sembra che il minareto abbia dovuto essere accorciato rispetto al progetto originale, per non superare in altezza la cupola di San Pietro. Infine, vicino allo Stadio Flaminio, sta nascendo la Città della Musica, con l'auditorium di Renzo Piano  

Venezia

 All'inizio dell'autunno. Forse in nessun altro periodo dell'anno la città lagunare è struggente, romantica, malinconica. La brezza si fa più leggera, i tramonti si caricano di colore, la prima nebbiolina comincia a scendere tra le calli... E soprattutto la città torna ad essere più tranquilla ‑ e meno rarefatta ‑dopo la conclusione del Festival del Cinema. Gli otto itinerari che vi proponiamo sono lo spunto per vivere la città intensamente, lontano dalla ressa dei turisti. Itinerari diversi da quelli più battuti, ma tutti ricchi di interesse e curiosità. Dalla Venezia gastronomica con gli indirizzi dei bàcari, le tipiche osterie, a quella romantica, con angoli nascosti e ricchi di charme, da quella alternativa (non perdetevi la Biennale!) a quella verde.  

Gastronomica:   I bàcari (dal Dio del vino "Bacco") sono osterie tipiche veneziane che fanno risalire la loro tradizione fino all'800. I veneziani vanno a berci un "ombra de vin" e a mangiare piccoli e raffinati spuntini di cucina locale o veri e propri piatti nostrani. Impossibile, arrivare al cuore di Venezia senza fare un "giro de ombre" tra i suoi bàcari. Tra i più caratteristici: I Do Mori, S. Polo 429; l'Antico Dolo, Ruga Vecchia San Giovanni 798;Do Spade, Sottoportelo de lo Spade 860; Al Mascaron Calle lunga S.Maria Formosa 5225;Ca' d'Oro, Ramo Ca' d'Oro 3012; Al Bacco, Fondamenta Capuzine 3054. Da provare,tra l'altro, i cicheti al bacalà mantecato, le sarde in saor, gli gnocchi de suca, la figà à la venessiana.  

Alternativa:  Con le sue opere e creazioni fantasiose ravviva e colora l'atmosfera della laguna... E mai come quest'anno riserva così tante sorprese. Da tutti gli angoli dei mondo. E’ la Biennale di Venezia (aperta fino al 7 novembre, tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10 alle 19, ingresso 25 mila lire), che si snoda un po' per tutta la città. A cominciare dai bellissimi Giardini di Castello per allargarsi all'Arsenale, un complesso di cantieri, officine e depositi. Un vero spettacolo per gli occhi, oltre che per la mente. Info: tel. 041/5218861.  

Romantica:  E’ uno dei quartieri più romantici e singolari, ma i più lo sfiorano senza nemmeno sapere della sua esistenza. Forse perché è celato tra il canale di Cannaregio e il rio di San Girolamo. Ma il Ghetto veneziano, il più antico del mondo, ha un fascino tutto particolare. Sarà per la decadenza delle calli o i nostalgici scorci, lontani dall 'orda dei turisti. Vi si può arrivare dal Ponte delle Guglie, imboccare Ia Calle del Forno, proseguire per la Calle del Ghetto Vecchio e, tra negozi di antiquariato e di oggetti ebraici sbucare nell'incantevole Campo del Ghetto Nuovo. Dal Museo di cultura ebraica parte un percorso alla scoperta della storia e dei segreti di questa comunità, con visita alle sinagoghe: la tedesca, la levantina, la spagnola e l'italiana.

Veneziana:   I morosi, come vengono chiamati i fidanzatini veneziani, vanno a passeggiare alle Zattere, una lunghissima fondamenta che costeggia i Canale della Giudecca  fino alla Chiesa della Giudecca, amatissima dai veneziani e dagli studenti che vi vanno a prendere il sole. Ma tutto il quartiere di Dorsoduro è particolarmente veneziano e tremendamente caratteristico. A partire dall'allegro e tranquillo Campo S. Margherita che offre tantissimi scorci di vita cittadina.  

Letteraria:  Specialmente in autunno Venezia è terribilmente malinconica. Niente di meglio per lasciarsi suggestionare dai ricordi dei passato e rivivere le imprese di due suoi personaggi illustri. Da una parte Goldoni, di cui resta la casa‑museo e i luoghi delle sue commedie come il Casino Venier, la sala da ballo di Palazzo Zenobio, l'ex Convento dei Gesuiti, la Casa Mogenigo, la Ca' da Mosto o la strada delle Mercerie. Dall'altra Casanova e i suoi luoghi: da Calle Malipiero, dove nacque, al Palazzo Malipiero, a Palazzo Bragadin e ai Piombi. Itinerari guidati: per Goldoni, Associazione Guide Turistiche di Venezia, tel. 041/ 5209038; per Casanova, Associazione Casanova, tel. 041/721924, con possibilità di partecipare a una cena casanoviana.  

Naturalista:   Volete scappare da tutto e da tutti e isolarvi in un altro mondo in mezzo alla natura? Allora prendete il vaporetto (la linea 13) dalle Fondamenta Nuove e navigate alla volta della piccola Isola di S. Erasmo, un paradiso naturale perso tra i colori delle laguna. Da non perdere, in particolare, la Seca del Bacan, come dice il nome una secca dove numerose specie di uccelli vanno a deporre le uova. La Cooperativa Limosa, tel. 041/932003, organizza itinerari naturalistici a S. Erasmo, nell'Oasi Caroman e nell'isola di Pellestrina. Al lido Piccolo, la parte orientale della laguna davanti a Venezia, e nella parte nord del Cavallino c'è addirittura la possibilità di fare birdwatching. Basta contattare la LIPU di Mestre, tel. 041/ 5347630.  

Architettonica:   Venezia è una città che non può permettersi di invecchiare. E in particolare negli ultimi tempi si è trasformata in un cantiere a cielo aperto, le cui opere sono in continua sistemazione e restauro. Così sono molti i monumenti tornati nel loro più grande splendore. Tra questi ci sono Ca' Pesaro, Ca' d'Oro, le facciate della Chiesa di San Moisè e della Chiesa degli Scalzi, la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la Chiesa di Santa Maria Formosa e quella di Santa Maria del Giglio. La prossima meta sarà, oltre alla Fenice, le cui calli circostanti ricche di molti piccoli negozi tipici sono una vera delizia, il grande complesso dei molino Stucky alla Giudecca, purtroppo (per il momento) osservabile solo dalle Zattere o da bordo di un vaporetto.  

Verde:  Sono forse il tesoro più "nascosto" di tutta Venezia... Sbirciano da un alto muro di pietra, ammiccano con un ramo di glicine in fiore tra i cancelli che costellano le calli, si nascondono nel cortile dei palazzi... Sono i giardini veneziani. Alcuni visitabili, altri solo sbirciabili. Tra quelli che si possono vedere ci sono il giardino di Ca' Zenobio ai Carmini, oggi Collegio degli Armeni, quello della Pensione Accademia, quello "artistico" della collezione Peggy Guggenheim e quelli più selvaggi sull'isola della Giudecca, oasi campestri tra acqua e acqua che hanno mantenuto la loro vocazione di orti.

SICILIA

LA COSTA IONICA:Da Messina a Catania una carrellata di spiagge sovrastate da alte scogliere di roccia vulcanica. Il vulcano e il mare. Potrebbe essere riassunta cosi la costa della Sicilia affacciata sullo Ionio, con il profilo dell'Etna che si distingue anche a centinaia di chilometri di distanza. Partendo da Messina, con la splendida vista sullo Stretto di Messina, e scendendo verso sud fino a Taormina, è tutto un susseguirsi di scogliere alte e nere, formate da antiche eruzioni vulcaniche, che si gettano a strapiombo sul mare. Solo oltrepassando Catania la costa torna ad essere bassa, con grandi baie sabbiose, interrotte di tanto in tanto, da piccole scogliere.

Capo Peloro: La punta settentrionale della Sicilia è fiancheggiata da una strada panoramica tra le più affascinanti d' italia. Il panorama più bello è quello che si vede dal Monte Antennammare, a 1130 metri di quota con lo Stretto di Messina, la costa calabrese, il promontorio di Milazzo. E sulle coste la festa continua, in spiaggia, nei ristoranti aperti fino a notte fonda.Da non perdere il villaggio di Ganzirri, sulle rive di un lago salato dove si pratica la coltura dei molluschi. il lungolago si trasforma in un vivace luogo di ritrovo, vista l'alta concentrazione di bar, ristoranti e locali notturni.

Taormina: Il mare cristallino da una parte e il profilo dell'Etna dall'altra. TaormIna è affacciata su un altopiano roccioso a 200 metri di altezza, ma l'eccezionale posizione di cui gode è solo una parte del fascino di questo paese, dove si trovano palazzi gotici e normanni, giardini pensili, ville patrizie dei primi del Novecento e un teatro greco. romano del Il secolo d.C.Da non perdere Le Gole dell'Alcantara, formate dalla lava fuoriuscita in epoche antichissime da un piccolo vulcano a nord dell’ Etna. Nel mezzo della gola scorre un fiume limpido e freddissimo, che si può risalire fino a un piccolo lago da cui ha origine una cascata Un vero divertimento per gli amanti delle passeggiate “avventurose”.

Acireale: si chiama Riviera dei Ciclopi Il tratto di costa a nord di Catania, caratterizzato dai nove paesi che secondo la mitologia nacquero dal corpo di Aci, il pastorello ucci­so da Poliferno e smembrato in nove pezzi. Acireale è il centro più importante della zona, con un centro storico barocco, gli stabilimenti termali di Santa Ve­nera in stile neoclassico e i giardini di Villa Belvedere.Da non perdere i Faraglioni dei Ciclopi di Aci Trezza, torri di lava nera che emergono da un'acqua limpidissima.

 

SICILIA OCCIDENTALE:La natura più selvaggia e un mare da sogno, per chi vuole dimenticare lo stress quotidiano, ma senza isolarsi. L’angolo più lontano della Sicilia è quello che più ha conservato nella lingua, nella cultura, ma soprattutto nella cucina, l’influenza della tradizione araba. Prima per la dominazione saracena, poi per la presenza dei tanti pescatori nordafricani che lavorano sui pescherecci. Questo è infatti il regno di tonnare e mattanze, le cruente battute di caccia ai tonni, che in questo lembo di Mediterraneo sono numerosissimi. E tutti coloro che il mare vogliono goderselo dalla riva possono scegliere tra le alte scogliere intorno a Capo San Vito e le lunghe spiagge di sabbia del litorale meridionale

San Vito lo Capo: San Vito è un piccolo paese di case bianche nato nel Settecento Intorno a una bella baia di acqua trasparente. E’t diventato uno dei centri balneari più apprezzati della Sicilia, per la lunga spiaggia sabbiosa dominata a nord dall'imponente rocca di Capo San Vito, che forma ripide scegliere a strapiombo.Da non perdere Il promontorio del Monte Cofano è un vero spettacolo, sia per chi l'osserva dalla baia di San Vito, sia per chi si avventura sui sentieri della riserva naturale. E vicino alle cave di marmo del monte si potrà vedere qualcosa di veramente singolare: è la Grotta Mangipane, che ospita all'interno un suggestivo villaggio abbandonato.

Favignana: L’isola più grande delle Egadi e capitale delle tonnare. Favignana ha una  pianta a forma di farfalla,  con “l’ala" occidentale  frastagliata e rocciosa disseminata di calette, e quella “orientale”  più bassa e sabbiosa. Il mare poi, è trasparente.Da non perdere Le grotte marine che si trovano sulla costa occidentale dell'isola. la Grotta dei sospiri, la Grotta Azzurra e la Grotta degli innamorati sono le più belle e famose. Da visitare in barca, noleggiandola al porto di Favignana.

 Marsala: Una città antichissima, fondata dai Fenici nel IV secolo a.C., dove si respira  aria africana, vista la presenza di tanti pescatori tunisini. Anche il suo nome attuale proviene dall’,arabo Marsah El Ali, cioè,porto di Alì. Un ottimo punto di partenza per alternare il mare a visite archeologiche, senza dimenticare gli itinerari enologici alla ricerca del famoso vino liquoroso siciliano, il Marsala.Da non perdere  La spettacolare strada sommersa di Mozia, un lastricato lungo sette chilometri e percorribile a piedi, che dà la sensazione di camminare sull'acqua. Unisce la terraferma a una piccola isola in mezzo a una laguna, dove si vedono i resti dell'antica colonia fenicia

 

LA COSTA MERIDIONALE: Un paesaggio selvaggio interno che ancora evoca un passato grandioso.Tra rovine archeologiche e riserve naturali, ha moltissimo da offrire. Comprese le spiagge, che qui diventano lunghe e lineari, contornate da dune di sabbia e cespugli di macchia mediterranea. Questo lembo di Sicilia si trova alle stesse latitudini della Tunisia e qui è sempre estate

Camarina:Si tratta di un luogo di grande ricchezza archeologica, per i resti dell'antica colonia greca, di una necropoli dei VI secolo a.C., un insediamento risalente all'età dei bronzio e dell' approdo bizantino di Caucana. Visitati i siti archeologici, tra pietre e ruderi dopo le dune e le pinete, ecco spuntare l'azzurro del mare, ventilato dalla brezza che soffia dalle coste africane.Da non perdere La lunghissima spiaggia di sabbia e ciottoli che si spinge fino al Golfo di Gela. Con lunghi tratti deserti che si addicono al viaggiatori più solitari.

Vendicari:La presenza di vasti acquitrini salati, nel tratto d costa sotto il Golfo di Noto, ha creato un ecosistema di grande interesse naturalistico, al punto da far proteggere 574 ettari di territorio con l'Istituzione di una riserva naturale Qui si fermano, sopmatutto a ottobre, moltissime specie di uccelli migratori  e lungo il litorale crescono mirti, palme nane e agavi Da non perdere La Riserva naturale di Vendicari, dove è possibile osservare da vicino trampolieri, fenicotteri, cicogne, cavalieri d'Italia e molte altre specie avicole.  

 

LA COSTA TIRRENICA: Una terra antica, che si sdoppia tra il Mar Ionio e l'Adriatico. Esotiche architetture bizantine e spiagge sabbiose a due passi delle isole Eolie.Lunghi bagni di sole sulle spiagge di Cefalù, itinerari insoliti fra opere di arte contemporanea, splendide escursioni in barca verso le Eolie. I motivi per conoscere il lato più settentrionale della Sicilia non mancano di certo. E per chi cerca il posto migliore per l'ultimo tuffo della stagione, non c'è che l'imbarazzo della scelta. La costa è alta e scoscesa vicino ai promontori di Capo Zafferano a ovest, e Capo d'Orlando a est. Ma tra i due promontori il Mar Tirreno si offre con chilometri di spiagge dorate

Mondello:A una decina di chilometri a Palermo, Mondello è un' elegante cittadina di viIlleggiatura fin dagli inizi del secolo, quando venne scelta dai palermitani benestanti per costruire le loro case di vacanza. Le belle ville Liberty dai giardini fioriti si possono vedere sul lungomare e nella traverse interne. E chi ama le atmosfere decadenti della Belle Epoque vada, anche solo per un sorbetto al limone, al vecchio stabilimento balneare.Da non perdere  Le grotte dell' Addaura, sulla strada fra Mondello e Arenella, all'altezza di Punta di Priola. Erano già abitate durante il paleolitico, quando vennero "decorate" con misteriose incisioni rupestri. La più famosa è la figura dei "nove danzatori", che indossano curiosi copricapi. Sono aperte venerdì e sabato mattina (tel. 0911/586788).

Cefalù:Se per tanto tempo è stato un vIllaggio di  pescatori, adesso il suo è uno dei nomi più famosi dei turismo siciliano. Dominato su un lato da un promontorio, il paese si estende su una riva bassa e sabbiosa. Le strade del centro sono strette e tortuose e nella piazza principale svettano le due torri campanarie del Duomo romanico, costruito dai normanni tra il 1131 e Il 1240. Il lungomare è ricco di ristoranti e pizzerie.Da non perdere Un'escursídne fino alla cima del promontorio. Una camminata di circa un'ora, ma il panorama che si può vedere da lassù vale sicuramente lo sforzo. Si distingue chiaramente sia il golfo di Palermo a sinistra che Capo d' Orlando a destra, e nelle giornate più limpide la vista arriva fin alle Eolie.

Santo Stefano di Camastra:Quello che si può seguire partendo da Santo Stefano di Camastra è un itinerario dentro un museo all' aperto, dove sculture di arte contemporanea  si uniscono alle spettacolari scenografie naturali. La Fiumara d'Arte (questo il nome del progetto culturale creato dal siciliano Antonio Presti, che ha coinvolto artisti italiani e stranieri) si snoda lungo la costa tra Capo d' Orlando e Castel di Tusa Da non perdere La spiaggia di Santo Stefano con un'opera di Tano Festa "Monumento a un poeta morto". E una grande costruzione dalla forma di una finestra aperta sul mare. Altre interessanti opere si trovano lungo e sentiero verso il fiume Tusa.

Un itinerario dalla Vucciria di Palermo ai magici templi di Selinunte per una vacanza.di pochi giorni. Alla scoperta delle cose più belle che l’isola può offrire: la storia, i palazzi,  le strade meno battute, il mare e i borghi più nascosti.  

E’ la più grande e bella metropoli del mondo. I suoi edifici abbagliano lo sguardo e le sue difese sono "inespugnabili", così decantava le lodi di Palermo lo studioso arabo al‑Idrisi che nel XII secolo lavorò alla costruzione di un planisfero come compendio di tutte le conoscenze geografiche del momento. Fasti di un tempo andato. Prima al tempo dei saraceni, quando Palermo, città strategica del Mediterraneo era una specie di New York del primo millennio, dove vivevano greci, longobardi, ebrei, arabi, slavi, berberi, persiani, tartari e neri E poi, altro periodo d'oro dopo gli arabi, quello dei normanni, popolo del nord sedotto dal clima e dal mare. Oggi i segni di questa storia millenaria sono quasi tutti coperti dalle impalcature, per salvare, proteggere e ridare l'antico splendore. Pezzo dopo pezzo si riportano a nuova vita gli angoli della città che le intemperie avevano danneggiato. Il nostro viaggio comincia da qui. L'itinerario "provato per voi" è un esempio di come bastino pochi giorni e un'automobile per scoprire alcuni dei luoghi più affascinanti della Sicilia. Un itinerario che ha come punti cardinali Cefalù, i mosaici di Piazza Armerina e Agrigento. Un triangolo che non ha bisogno di presentazioni, ma al cui interno si nasconde una Sicilia autentica. E’ il volto dell'isola orgoglioso del suo passato. Così, se a Palermo si restaura cercando di salvare la città dal degrado, in campagna, tra le Madonie e i Nebrodi, nel cuore dell'isola, è la sicilianità che parla da sola. E allora dopo aver fatto due passi nella capitale regionale prendete la strada che conduce verso Messina e seguite la litoranea che vi condurrà tra oleandri e oliveti fino a Cefalù, Qui il turismo è di casa. Ma se d'estate si fanno notare soprattutto il traffico e i turisti, d'inverno la cittadina rivive uno spirito paesano. Il clima mite induce a sedersi sotto le palme della piazza della cattedrale, eretta nel 1131,uno dei massimi esempi dell'arte normanna in Sicilia. In città si seguono ritmi lenti e rilassati. Sul porto si gioca a carte, i pescatori sistemano le reti al sole. Al museo Mandralisca sono esposte collezioni archeologiche e artistiche raccolte nel secolo scorso dal barone Enrico Piraino. Tra i dipinti della scuola siciliana primeggia il            Ritratto d'ignoto, capolavoro di Antonello da Messina. Lasciata Cefalù, si salgono i primi contrafforti delle Madonie. Alberi sempreverdi ac­compagnano la tortuosa salita. In una decina di chilometri si arriva al santuario seicentesco di Gibilmanna (l'etimologia denuncia l'origine araba del nome). Un ampio panorama si apre verso il mare, e lo sguardo si perde sui tetti e sui resti delle fortificazioni di Cefalù che da qui ormai è un punto sulla costa.

Prossima tappa è Mistretta. Ormai siamo a 950 metri di altitudine, l'aria è         frizzante, il cielo blu terso. I palazzi seicenteschi e le chiese evocano ricchezza e splendore. La pietra, gialla ed erosa, avvolge la silente piazza. A gruppi la gente si riunisce sotto porticati di viti ormai spogli. Si discute. Da qui la strada è un serpente che segue il sinuoso andamento del­la montagna. Deviazioni secondarie portano su percorsi sterrati. Si alternano pascoli e radi boschi fino a 1050 metri del passo Portella S. Martino. Poi giù, il nastro d'asfalto scende verso il cuore dell'isola. In lontananza si scorgono borghi arroccati, nuclei serrati e compatti, quasi a difendersi dal pericolo che viene dalle valli  sottostanti. Nicosia è tra le cittadine più scenografiche, adagiata sui declivi di quattro rupi che si ergono come bastioni. Lasciate l'auto in basso, sulla piazza della cattedrale. La chiesa è in restauro e il campanile non ha più la torre campanaria, rovinata dall'incuria. Salite per la ripida scalinata verso la chiesa di San Salvatore. Ansimanti, ci si inoltra in un labirinto di vicoli che conducono a uno stupendo balcone che domina i tetti della città: la vista spazia fino alle cime più alte dei Nebrodi. Ridiscesi si prende l'auto per Sperlinga, un'altra sorpresa! Dopo dieci chilometri ci si ritrova ai piedi di un borgo costruito a ridosso di un grande monolite, quasi un fondale di una scena teatrale. Molte case sono scavate nella roccia. Il castello è stato eretto proprio sulla cima. Lo si raggiunge seguendo una scalinata scavata nella pietra. Anche qui la storia ha lasciato importanti tracce. Sulla porta del castello si legge: "Ciò che piacque ai siculi, Sperlinga negò". Nel castello infatti si rifugiarono i francesi dopo la rivoluzione dei Vespri del 1282.

Altri borghi come sentinelle sembrano controllare la strada che si dirige verso meridione. Leonforte è tra i più suggestivi. Siamo nel cuore arso dell'isola. Poi, improvvisamente, iniziano i boschi. Molti di eucalipti, fino a Piazza Armerina con le sue strette vie che si inerpicano verso il duomo. Su tutto domina il giallo della pietra. Ma    ciò che ha fatto la fama della cittadina è lo straordinario complesso archeologico della villa romana del Casale,                      che si trova a sei chilometri fuori città. Preparatevi quindi alla    folla dei turisti. E’ un prezzo che si deve pagare per l'eccezzionalità dei mosaici, tra i più vasti e meglio conservati della romanità. Da qui puntate su Caltanissetta e su Agrigento per seguire un filo archeologico che non si può ignorare quando ci si trova in questa parte della Sicilia. Farete tappa quindi alla famosa Valle dei Templi e poi all' emozionante Selinunte. Le rovine di questa città sono una superba testimonianza della civiltà ellenica in Sicilia. Lungo il percorso però prendete del tempo e fate alcune soste. La prima ad Agrigento città, dove vi stupirà il teatro Pi­randello che si trova all'interno del municipio, un esem­pio di palazzo barocco riportato all'antico splendore.

 Un'altra deviazione conduce verso i Monti Sicani, agli 849 metri di altitudine di Caltabellotta, uno dei villaggi siculi più incredibili: il borgo è stato costruito tra al­te pareti di roccia traforate da tombe preistoriche.Le strade strette che portano verso la parte alta sono a dir poco ripidissime. A fatica si raggiunge l'eremo di San Pellegrino. Vista incomparabile sulla valle del Verdura e sui colli che digradano verso il mare fino a in­travedere la cittadina di Sciacca, che da qui appare in tutta la sua grandiosa bellezza.

 

TOSCANA

Superando il cliché del placido paesaggio collinare toscano contenitore di bellezze artistiche, sono tante le ragioni per un weekend a queste latitudini. Iniziando con la gola. E poi c'é la natura, i cui colori non hanno niente da invidiare ai famosi autunni del New  England americano, i trekking a piedi o a cavallo nella Maremma, oppure il relax dei bagni termali. Da qui l'idea di una miniguida, dagli Appennini al mare, con sei mete .  

CHIANTINelle valli dove scorre il rosso più famoso  400 mila. Tanti sono gli ettari occupati dai vigneti dei Chianti, uno dei vini rossi più famosi dei mondo. Nelle colline non lontane da Firenze tra Greve e Castellina, Barbeiino Vai d'Elsa e San Casciano in Vai di Posa, si è soliti individuare l'epicentro della produzione dei Chianti Classico. Qui l'autunno regala colori che non hanno nulla da invidiare al "Falf Foliage" dei New Engiand e un sacco di opportunità ail'insegna dei relax, della conviviafità (avete mai provato i gnocchetti pomodoro e pesto alla locanda Barbarossa di San Cascìano?), dell'arte e dell'architettura (i borghi fortificati abbondano... ).

Dove dormire GREVE iN CHIANTI (FI), Il Leccio, loc. Strada in Chianti, via Case Sparse 35, tel. 055-8586103, B&B a partire da 80 mila.  BABBERINO VAL D'ELSA (FI), Callaiola, strada di Magliano 3, tel. 055-8076598, B&B a partire da 70 mila.

 

AMIATA/MAREMMA  Cammina. C'è tutto un parco da vedere Benvenuti in Maremma, nella terra dei butteri, un'enorme riserva naturale che dai piedi dell'Amiata scende verso la costa tirrenica, dove s'incontrano i 10 mila ettari dell'omonimo Parco. E’ qui, in questa fetta della provincia di Grosseto (fino all’Argentario), che la Maremma conserva il proprio aspetto originario, in un rapido alternarsi di macchia e pinete, dune sabbiose e paludi (quella a Nord del fiume Ombrone attira in autunno i trampolieri). Tappe obbligate, infine, le cascate sulfuree del Molino a Saturnia, le splendide aree archeologiche etrusche (da visitare le colline di Vetulonia) e borghi (Pitigliano, arroccato com'è su un gigantesco masso di tufo, è unica nel suo genere).

Dove dormire  PITIGLIANO (GR), Eden, loc. Casone, str. Maremmana 433, tel. 0564-619296, solo pernottamento: 40 mila lire. ALBERESE (GR) Podere Oslavìa, via della Stazione, tel. 05641407 116, a partire da 40 mila lire.

 

VAL D'ELSA/VAL D'ERA

 Da San Gimignano ai palazzi di Volterra

La capitale della Val d'Elsa? San Gimignano, il borgo delle 72 torri (ma oggi ne sono sopravvissute solo 14), segno tangibile e suggestivo della passata prosperità. la sua fortuna? la posizione strategica, a cavallo dell'antica via Francigena che collegava il Nord Europa a Roma (i pellegrini facevano tappa proprio qui) e della via Pisana che portava al mare. L’autunno a San Gimignano (consigliata una sosta all'Enoteca Gustavo per mangiare bruschette, salumi e formaggi con un bicchiere di Vernaccia) è tempo di raccolta delle olive e dello zafferano. Poco lontano, in provincia di Pisa, c'è Volterra, su un'alta collina tra le valli dell'Era e del Cecina, nota come la "città di pietra" per le sue mura, le strade, i palazzi e l'artigianato che si basa sulla lavorazione dell'alabastro.

  Dove dormire    SAN GIMIGNANO (SI), Podere Ca­sanova, fraz. di Pescille, tel. 0577-941902, B&8 a partire da 70 mila lire.    Fattoria di Voltrona, ftraz. San Donato tel. 0577-943152, a partire a 40 mila lire.

   

PESCIA E D’INTORNI  Altro che i verdi pascoli svizzeri La rilassante Pescia come punto di partenza per un appassionante itinerario tra le province di Pistola, Lucca e Firenze. Dai canali e dai canneti del Padule, un'area palustre protetta, fino alle terme di Montecatini e Monsummano e a Collodi (da vedere il celebre giardino all'italiana di Villa Garzoni e il Parco monumentale dedicato a Pinocchio). Non perdetevi la cosiddetta "Svizzera Pesciatina". Le vallate a nord della città regalano un paesaggio affascinante, molto verde e ricco di boschi, che ricorda quelli della Confederazione. In questo mosaico di boschi e ulivi sono incastonati una decina di paesi di origine medievale con scorci panoramici incorniciati da archetti, viuzze e porticati.

Dove dormire. PESCIA (PT), Azienda Agrituristica Marzalla, via Collecchio 1, tel. 0572-490751, B&BI a partire da 55 mila lire Le Colonne, tel. 0572-477242, camere doppie a partire da 40 mila lire.

 TRASIMENO  Il vero centro del mondo è a Cortona Il mio "ombelico del mondo"? Cortona: è qui che è nata la mia famiglia ed è qui che ho messo su casa. Credo che sia il luogo ideale per ritemprare la mente e il fisico, è la confidenza di Lorenzo Jovanotti" ambasciatore contemporaneo di questo gioiello medievale. Da ogni punto di Cortona, data la posizione elevata, si gode una stupenda vista, tra pini, cipressi, olivi, case coloniche  piccole chiese e antiche ville su tutta la Val di Chiana. Uno splendido borgo, nelle vicinanze del Trasimeno, disposto a ventaglio su piani successivi in una fitta rete di vicoli. Percorrete, a piedi, la "Via Crucis" dei Severini, la rampa mistica che unisce il centro abitato al santuario di Santa Margherita. Un'esperienza indimenticabile e piacevolissima come una cena nel casale Il Falconiere, in località San Martino, uno dei migliori ristoranti e relais della regione.

Dove dormire.CORTONA (AR), Case Sant'Anna, loc. Case Sparse Pietraia 137, tel. 0575-692015, camere doppie a partire da 70 mila lire.  Il Borgo, fraz. Camucia, via di Manzano 10-11, tel 0575-601165, tariffe a partire da 50 mila lire a notte.

 VAL DI CHIANA Un bagno caldo a base di ... Brunello

Attraversati i preziosi vigneti di Montalcino (patria del Brunello, da acquistare alla Fattoria dei Barbi), si approda in Val di Chiana, dove domina Montepulciano, la piccola città che raggiunse lo splendore nel '500 è una tra le più ricche di monumenti rinascimentali: basta dare un'occhiata alle stupende facciate dei palazzi, alla deliziosa chiesa di Sant'Agostino, al Palazzo Comunale, che ricorda quello della Signoria a Firenze, all'imponente mole del Duomo. Inevitabile l'acquisto di una bottiglia d'olio (al locale frantoio). In zona anche Pienza, la cittadina ideata da Pio II, e le terme di Chianciano e di Bagno Vignoni, famosa per la grande piscina di acqua sulfurea della piazza.

Dove dormire MONTEPULCIANO (SI), Il Fieníle, fraz. Il Salarco, s.s. 146 n. 5, tel. 0578-747548, camere doppie a partire da 50 mila lire.  MONTALCINO (SI), Fattoria dei Barbi, strada per Sant'Antimo, tel. 0577-849 421, B&B a partire da 150 mila lire a camera.

 

SIENA

Città d'arte, una delle più belle della Penisola

• Capace di attirare ogni anno milioni di visitatori

• Partendo dalla Piazza del Campo, fra le più celebri d'Europa

• E dovunque qualcosa che colpisce la mente e il cuore  

Magnifica città, capoluogo di provincia della Toscana, sorta su un colle, a 322 metri di altezza, fra le valli dei fiumi Arbia ed Elsa, Siena ha una storia, testimoniata dai numerosi, insigni monumenti, che ne ha fatto una delle culle dell'arte italiana. Antico insediamento etrusco, Siena fu conquistata da Roma in periodo repubblicano, ma solo intorno al Mille la città cominciò a svilupparsi, prima sotto la guida dei vescovi, poi dei consoli. La prolungata ostilità verso Firenze si risolse con la vittoria senese a Montaperti (1260). Le guerre contro Lucca e contro Pisa e la grave epidemia di peste del 1348 fomentarono la ribellione popolare, e la città nel 1399 si consegnò a Gian Galeazzo Visconti; ma nel 1404 si formò un nuovo governo e si riaccesero le lotte interne, che portarono alla conquista di Siena da parte di Carlo V Nel 1552 le truppe spagnole furono cacciate, ma posta sotto assedio, la città, stremata dalla fame, dovette arrendersi nel 1555. Quattro anni dopo entrava a far parte dello Stato mediceo e, dopo la fine dei de' Medici, segui le sorti della Toscana, sottomessa ai Lorena. Nel 1859 fu la prima città della regione a votare l'annessione al regno d'Italia.

Da vedere, in una città di così grande rilievo culturale c'è di tutto, a partire da Piazza del Campo che è una delle più belle piazze d'Europa, fino ad arrivare al Palazzo Pubblico, uno dei più eleganti e fantasiosi esempi di architettura gotica civile, e a Piazza del Duomo, dove si vedono a sinistra l'Arcivescovado, il Duomo e l'ospedale di Santa Maria della Scala; a destra il palazzo della Prefettura del Buontalenti e le mura del Duomo nuovo. E' interessante sapere che il Duomo, iniziato in forme romaniche intorno al 1150, fu compiuto come corpo generale e parte inferiore della facciata nel secolo successivo. Nel 1339 si pensò di usare il tempio come transetto di una nuova, grandiosa cattedrale e iniziarono i lavori del Duomo nuovo interrotti, qualche anno dopo, per ragioni statiche e per avversi avvenimenti cittadini. Così, nel tardo Trecento si conclusero l'abside e la facciata in alto che si innalza dalla magnifica scalinata. La facciata inferiore, romanico‑gotica, di Giovanni Pisano, si apre con tre ricchi portali cuspidati.

Bellissimo è il campanile romanico a fasce, con aperture crescenti che vanno dalla monofora in basso, all' esafora in alto con guglia e pinnacoli; mirabile è anche il pavimento, opera di una quarantina di artisti, a riquadri intarsiati o graffiti, completato tra il XIV e il XVI secolo. Splendidi anche il ciborio del Vecchietta, gli angeli‑portacandelabro di Giovanni di Stefano, la sala del Capitolo con pregevoli pitture di Sano di Pietro, il pulpito di Nicola Pisano, con il quale collaborarono il figlio Giovanni, Arnolfo di Cambio, Donato e Lapo di Ricevuto, la cappella di San Giovanni Battista dove si ammirano il ritratto di Alberto Aringhieri e le Storie della vita del Battista di Pinturicchio, nonché la statua del Battista di Donatello.

Molto interesse desta anche la libreria Piccolomini che, alla fine del Quattrocento, Francesco Todeschini Piccolomini (divenuto poi Pio III) fece ricostruire per raccogliere i preziosi codici e corali miniati dello zio materno, Enea Silvio Piccolomini, il pontefice Pio II.

Per chi si reca a Siena è quasi d'obbligo una visita al Museo dell'Opera Metropolitana che, con le sue arcate possenti, dà l'idea di quale ambizioso progetto la città avesse concepito per la sua cattedrale. Il Museo ospita opere architettoniche, plastiche e dipinti del Duomo. Al centro vi è il vigoroso rilievo di Jacopo della Quercia raffigurante la Madonna, S. Antonio Abate e il cardinale Antonio Casini; alle pareti le statue di Giovanni Pisano, realizzate alla fine del Duecento, che ornavano la facciata del Duomo e che ritraggono filosofi e figure bibliche con grande potenza espressiva. Al primo piano del Museo vi è la famosa Pala della Maestà di Duccio di Buoninsegna, che era stata commissionata per l'altare maggiore del Duomo, dove rimase fino all'inizio del Cinquecento. La grande tavola era dipinta da entrambe le parti, poi separate. La faccia anteriore raffigura la Madonna in trono con bambino, angeli, santi e apostoli; la faccia posteriore è composta da 26 scene della passione; a sinistra si ammirano 19 tavolette delle predelle e del tergo della pala.

Gli appassionati di pittura saranno inoltre appagati visitando la Pinacoteca nazionale che, allestita nel magnifico Palazzo Buonsignori, offre un vasto panorama della pittura senese dal XII al XVII secolo. Si respira profumo d'arte e di storia in una città come Siena mentre si osservano monumenti quali la basilica di S. Agostino del XIII secolo, il Palazzo Piccolomini che ospita l'archivio di Stato, l'ex monastero di San Virgilio del XVII secolo dove ha sede l'Università, e San Marino, chiesa del XVI secolo con facciata seicentesca. Da vedere ancora S. Maria de' Servi, una pregevole chiesa duecentesca con sobria facciata e campanile romanico, e San Francesco, ricostruzione gotica di un antico oratorio terminata nel tardo Quattrocento. Un brivido percorre la schiena dei visitatori della grandiosa costruzione in laterizi della chiesa di San Domenico, di austere forme gotico‑monastiche, iniziata nel 1225 e completata nel 1465. All'inizio della navata si apre la cappella delle Volte, dove Santa Caterina indossò l'abito delle Mantellate e dove soleva pregare. Qui si trova l'unico affresco che la ritragga fedelmente, con un giglio in mano: è di Andrea Vanni, suo contemporaneo. Un reliquiario nel tabernacolo custodisce la testa della Santa (il corpo è a Roma). Dal giardino della Lizza si accede alla fortezza medicea, del XVI secolo, a pianta quadrata con possenti bastioni agli angoli. Nei sotterranei e nel seminterrato del forte di S. Barbara ha sede l'enoteca italica permanente. Una tappa da non perdere, quindi, in una città come Siena che, per il suo patrimonio artistico, attrae ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo.

 

 Trentino 4 modi di fare vacanza

Terra di cattedrali rocciose, che incantano per la loro bellezza e perfezione. Ma anche specchi d'acqua, di vallate verdi e ricche di storia. E di fortezze arroccate sulla cima di dossi. Scopriamo insieme le meraviglie della natura, della gastronomia  e del  folclore di questa regione.

Informazioni generali  tel. 800.010545, 0461 839000 e 0286461251 http://www.trentino.to

 sui laghi

Levico: E’ uno specchio d'acqua tersa nel cuore della Valsugana, a 500 metri e ai piedi della Panarotta.

Da vedere. Le abetaie che lo circondano, ricche di percorsi per passeggiate ed escursioni. Il canneto lungo la riva sud orientale: è un'area protetta dove crescono piante acquatiche rare e nidificano diverse varietà di uccelli.

Cosa fare. Cure antistress all'interno delle Terme (tel. 0462 706481), famose per le acque che sgorgano a quota 1.500 metri Sono aperte fino a ottobre, e si trovano all'interno di un bellissimo parco nella cittadina di Levico. Se siete in forma, il lago offre la possibilità di praticare vela, windsurf, canoa e pesca sportiva

Dormire e mangiare. Apt dà informazioni sui pacchetti vacanza a tema e sulla disponibilità di posti negli alberghi.

Informazioni: Apt: tel. 0461 706101; http://www.valsugana.nu

 Riva del Garda : La sponda settentrionale del lago più grande d'Italia è il regno di vefisti e surfisti che hanno fatto di Riva del Garda la patria elettiva.

Da vedere. Le spiagge abbracciate dal verde e, alle spalle, le Dolomiti del Brenta. Il centro storico della cittadina col porticciolo fortificato e la Rocca. E la splendida piazza 3 Novembre con i portici, la Torre Apponale, H Palazzo Pretorio e quello Comunale.

Dormire e mangiare. All'Hotel Luisa (tel. 0464552796), la camera doppia con prima colazione costa 238.000 lire = 122,92 euro. Un ottimo ristorante in centro è il Restel de Fer (tel. 0464553481) che propone, tra l'altro, il luccio alla gardesana e il filetto con tartufi neri del Baldo.

Informazioni. Apt: tel. 0464 554444; http://www.gardatrentino.it  e http:// www.gardaqui.it.

 per valli

 Val di Non : La patria del frutto proibito è simile a un grande giardino dolce e ondulato, incorniciato, da alte montagne, solcato dai torrenti e soprattutto tappezzato di meli.

Da vedere. Paesaggi spettacolari, come quello del belvedere di Monte Penegal, e scorci mozzafiato come H canyon del Rio Sass di Fondo, la gola della Rocchetta, e il burrone della Diavola nei pressi di Ruffrè.

Dormire e mangiare. Sul lago, all'Hotel Ristorante Lago Smeraldo (tel. 0463831104) di Fondo in agosto, una doppia con prima colazione costa da 85.000 lire = 43,90 euro. Canederli, polenta formaggio fuso, funghi e strudel al Rifugio Le Regole (tel. 0463 870114) di Passo Mendola.

Informazioni. Apt: tel. 0463 830133; http://www.valledinon.tn.it.

 Val d'Adige: Goethe, ammirando i profili delle sue colline ridisegnati dai vigneti, la definì il «più bel giardino con viti d'Europa».

Da vedere. Tra Mezzolombardo, Mezzocorona e San Michele c'è la Piana Rotaliana, patria di vini pregiati come Chardonnay, Teroldego e Pinot Grigio. Ideale per escursioni in mountain bike e passeggiate tra i filari. Il Museo degli Usi e Costumi di San Michele merita decisamente una visita.

Dormire e mangiare. A Mezzolombardo c'è l'Albergo al Sole (tel. 0461601103): 131.000 lire = 67,66 euro per una doppia con prima colazione. A Grumo San Michele si va al Ristorante da Fino (te]. 0461650435) per il fagottino di fagiano ai porcini e la lombata di cervo ai pistacchi.

informazioni. Apt Trento: tel. 0461983880; http://www.apt.trento.it.

 Tra i castelli

Avio: a presidio del guado sull'Adige cintato da imponenti mura digradanti verso il fondovalle, nel corso della storia.Avio è stata una delle fortezze strategicamente più importanti e ambite.

Da vedere. Nella Casa delle guardie e all'ultimo piano del mastio, nella Stanza dell'Amore, ci sono no affreschi medievali. Mentre la  torre della Picadòra si può ammirare solo da fuori.

Visite guidate tel. 0464684453.

Cosa fare. A soli 7 km dal castello il borgo di Ala è ideale per una  passeggiata tra i portali in pietra, le viuzze in acciottolato e i palazzi del suo centro storico.

Dormire e mangiare. Tra le mura del castello c'è un piccolo ristorante, il Castellum Ava

(tel. 0464684299) dove si gustano specialità trentine. Al Apt si possono richiedere i pacchetti vacanza offerti dagli alberghi.

Informazioni. Apt: tel. 0464430363; http:// www.apt.rovereto.tn.it.

 Beseno: E uno dei più grandi manieri medievali d'Europa, occupa la sommità di uno sperone roccioso nella Vallagrina, a sbarramenti della valle del Rio Cavallo.

Da vedere. Le sue mura, i tre possenti bastioni e il grande campo dei tornei che ospitava le truppe.

è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì. Alle 14 e alle 16 ci sono tour guidati gratuiti: tel. 0464834600. Da settembre, per essere accompagnati da un esperto occorre rivolgersi al l'Associazione Guide di Trento (tel. 04618211021). Non scordatevi di visitare anche il sottostante Castel Pietra.

Cosa fare. Il 2/9 accanto alla fortezza passa la Magnalonga, percorso enogastronomico con Personaggi in costume e accompagnati da tanta musica.

Dormire e mangiare. A Mattarello l'Hotel Adige (te]. 0461 944545) offre una doppia con prima colazione a partire da 180.000 lire = 92,96 euro. Ai piedi del castello, piatti tipici sono proposti a La Rupe di Beseno tel. 464834132).

 Informazioni. Apt: tel. 0464 430363; http:// www.apt.rovereto.tn.it.  

 In vetta

 Le torri del Vajolet: Sono una sfida per gli alpinisti più esperti, ma anche chi non sa arrampicare e ha buone gambe può spingersi fin quassù e godere le emozioni dell’alta montagna.

Da vedere. Si parte da Vigo di Fassa e, con la funivia del Catinaccio, si raggiungono i 2.000 m si percorre la mulattiera che risale il ghiaione fino alla piana erbosa del rifugio Vajolet e si prosegue in forte pendenza fino alla base delle torri Si supera ancora qualche facile tornante, ed ecco il Passo Santner e il rifugio a 2.750 m.

Cosa fare. Da qui il panorama è di quelli da togliere il fiato. La parete della montagna cade, piatta e verticale, verso valle. Compie così un salto nel vuoto che solo i grossi corvi dal becco giallo, come Amedeo, la mascotte del Santner, osano spiccare per poi risalire in quota, trascinati dalle correnti ascensionali.

Dormire e mangiare. La mezza pensione al rifugio Vaiolet (tel. 0462763292) costa 67.000 lire = 34,60 euro. Al Rifugio Santner (tel. 0471642230) il pernottamento con lenzuola e prima colazione costa 45.000 lire = 23 euro.

 InformazIoni. Apt: tel. 0462 602466; http://www.fassa.com.

 

Le pale di S. Martino: Grandiosi bastioni e campanili rocciosi, le Pale stanno tra la Val di Fiemme e la Val di Primiero e San Martino di Castrozza.

Da vedere  Al tramonto si infiammano di rosso, accendendo le fantasie non solo degli alpinisti, ma di chiunque sia sensibile al fascino della natura.

 Cosa fare. A chi ama il trekking consigliamo il percorso che porta al rifugio Mulaz: sono 3 ore di cammino tra le rocce di un ripido ghiaione, dal Pian della Vezzana in Val Venegia.

Dormire e mangiare. Al Rifugio Mulaz (tel. 0437599420) cena, pernottamento e colazione in cuccetta a 60.000 lire = 30,99 euro per i soci Cai, e a 73.000 lire = 37,70 euro per i non soci. Mentre alla Malga Venegiota (tel. 0462 576044) un piatto Tris di polenta, formaggio, funghi e salsiccia costa 18.000 lire = 9,30 euro.

Informazioni. Apt: tel. 0439 768867; http://www.sanmartino.com

LAZIO

DOVE LA NATURA E INTATTA Nei boschi o sull'altopiano, tra fenicotteri, lupi e rapaci

Sono sette le riserve naturali e i parchi regionali dell'Alto Lazio, la zona racchiusa tra il lago di Bolsena e i monti della Tolfa, tra Viterbo e Tarquinia: la Riserva naturale di Selva del Lamone (tel. 0761.458741), un altopiano lavico ricoperto da boschi; il nuovo Parco naturalistico e archeologico di Vulci (teL 0766.879942); la Riserva naturale di Tuscania (tel. 0761.443374)  2.5oo ettari di archeologia e necropoli etrusche; la Riserva naturale della Salina di Tarquinia (teL 0766.864550), dove osservare fenicotteri e molte altre specie di uccelli rnigratori; il Parco suburbano Marturanum (tel 0761.4146oi), caratterizzato da boschi di noccioli, pioppi e carpini e abitato da lupi e rapaci; la Riserva naturale dei lago di Vico (tel.0761.647444) , una caldera vulcanica circondata da cerri e faggi; e infine la Riserva naturale di Monterano (tel. 06.9962724), famosa per la sua varietà di ambienti e di vegetazione.  

In auto: Statale Aurelia, con deviazione verso la Tuscia  all'altezza di Tanquinia o Civitavecchia, oppure autostrada A 1 Milano-Roma, uscita Orte. In treno: Arrivati a Roma, si prende la linea per Orte o per Viterbo. Informazioni:Azienda di promozione turistica di Viterbo, piazza San Carluccio, tel. 0761.304795, fax 0761.220957; Apt della Provincia di Roma tel 06 421381.